Martedì 29 Settembre 2020
   
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Il team Albanese coperto d’oro e argento

fabrizio de marco

Risultati eccellenti nella disciplina K1-light per gli atleti allenati da Antonio Albanese e Nico Borrelli: Turi sbanca il campionato assoluto italiano della WKF

Quella dello scorso 15 dicembre è stata una giornata gloriosa per la palestra ASD Club Okinawa di Turi e per il team Albanese. Domenica, nel palazzetto dello sport di Andria, circa 600 lottatori, per lo più provenienti dalla Puglia e dalla Campania, si sono dati battaglia in occasione del campionato assoluto italiano organizzato dalla federazione dilettantistica World Kickboxing Federation: MMA (Arti Marziali Miste) e K1 le due discipline di combattimento che hanno trovato spazio durante l’evento sportivo.

Antonio Casulli

Qual è la differenza tra muay thai e K1? E quale invece tra K1 e kickboxing? “Muay thai e K1 sono molto simili, ma a differenza di quanto accade nel muay thai, nel K1 non sono concessi clinch e gomitate. Da regolamento invece si possono usare in entrambe le discipline i diversi tipi di pugno, calcio e ginocchiata. Più sottile la differenza tra K1 e kickboxing: cambia il modo di impostare la guardia ed inoltre nella kickboxing sono previsti più salti” – spiega Fabrizio De Marco, tra gli atleti del team Albanese premiati domenica scorsa.

De Marco CON CINTURA

Tornando a domenica, durante il torneo hanno avuto luogo sia incontri di light contact che di full contact, ovvero senza e con le protezioni: “Pur avendo partecipato tutti quanti noi alle gare di K1 light, posso dire che i colpi si avvertivano comunque” – rassicura De Marco.

Ad Andria ben 11 sono stati i lottatori turesi a prendere parte ai campionati della WKF, tutti guidati ovviamente dal maestro Antonio Albanese. Ecco un riepilogo di come sono andate le cose.

Iniziamo da Antonio Casulli, 29 anni, incoronato campione italiano della WKF nella categoria +85 kg. Dopo aver vinto ai punti il quarto di finale, Casulli ha dominato in semifinale e finale mettendo a referto due K.O. che gli sono valsi il titolo nazionale. Primo posto anche per Martino Ottomano, rutiglianese di 17 anni alla prima esperienza ufficiale, diventato campione nazionale nella categoria -65 kg, grazie anche al sostegno psicologico di suo fratello Andrea che non si è risparmiato nell’incitare tutti gli atleti del team Albanese dall’angolo del tatami. Dopodiché abbiamo il nostro intervistato Fabrizio De Marco, 23enne turese, vincitore ai punti nella categoria -54 kg dopo aver disputato un match molto tecnico.

Mattia Salerno

Ottimi risultati anche tra i giovanissimi del team Albanese, tutti turesi: Sara Nitti (9 anni) ottiene il secondo posto nella propria categoria, nonostante il numero maggiore di colpi messi a referto rispetto alla propria avversaria; prima esperienza per Antonella Zella (12 anni), anche lei arrivata al secondo gradino del podio nella propria categoria. Stessa sorte per Cristopher Calisi (7 anni) e Vito Monfreda (10 anni) entrambi al proprio esordio sul tatami, entrambi secondi classificati nelle rispettive categorie. Discorso simile per i più “navigati” Gabriel Verdoni (10 anni) ed il figlio d’arte Biagio Albanese (9 anni), che portano a casa un ottimo secondo posto nelle rispettive categorie. Tra i giovanissimi le soddisfazioni maggiori arrivano tuttavia da Mattia Salerno (11 anni) e Gianvito Fortunato (12 anni), con Salerno che domina e dà spettacolo sia in semifinale che in finale, e Fortunato che con uno spinning back fist manda K.O. l’avversario nel match valido per il titolo: primo posto, dunque, anche per loro due.

“Impossibile non menzionare e ringraziare i nostri allenatori, ovviamente Antonio Albanese ed il nostro mental coach Nico Borrelli, sempre pronto a darci consigli all’angolo e ad allentare le tensioni di tutti noi” – puntualizza orgoglioso De Marco.

Gianvito Fortunato

Da quanto tempo pratichi questa disciplina di combattimento?

“Questo è per me il terzo anno di K1. Sono stato tuttavia fermo un anno a causa di un infortunio, ma da quest’anno ho ripreso ad allenarmi con continuità”.

Qual è il tuo obiettivo o desiderio per il futuro?

“Mi piacerebbe entrare in una federazione più importante, disputando match full contact. Ovviamente spero di arrivarci sempre sotto la guida del mio maestro Antonio Albanese”.

Consiglieresti ai ragazzi questo sport?

“Certamente. Questa disciplina è molto indicata per i giovani, perché aiuta ad alleviare lo stress e permette una maggiore acquisizione di autostima. Inoltre, pur trattandosi di lotta, tutto avviene nel rispetto degli altri. Altro aspetto importante è la riduzione dei casi di bullismo, perché chi pratica questo sport sa come difendersi. Molti adulti hanno una concezione sbagliata perché pensano che questo o altri tipi di lotta siano eccessivamente violenti, ma non è così. Prima dell’arte marziale vera e propria – dirà più tardi – impariamo e rafforziamo la nostra educazione ed il rispetto verso l’autorità, nel nostro caso il maestro e i modi di rivolgerci a lui. Cosa che magari non conoscono molti ragazzi, abituati ad esempio a rispondere male ai genitori e ai professori a scuola. Posso quindi dire che questo sport, tra le varie cose, è anche in grado di educare”.

Ed intanto nella palestra del Club Okinawa, una realtà fiorente che vanta circa 70 iscritti tra giovanissimi, donne e adulti, brillano le medaglie e la cintura collettiva consegnata al termine dei campionati assoluti italiani della WKF, nel cui albo d’oro Turi ha ritagliato uno spazio d’eccellenza. Il merito e l’applauso va perciò rivolto ai ragazzi dell’Okinawa, formati nei muscoli e nello spirito dai coach Antonio Albanese e Nico Borrelli.

LEONARDO FLORIO

fabrizio de marco (2)

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