Sabato 26 Novembre 2022
   
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QUEL REPERTORIO DOVEVA RESTARE A TURI

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Ripartiamo dalla 10° domanda che Nico Catalano, componente di Sinistra e Libertà, ha fatto al sindaco tramite gli organi di stampa:

"Nei giorni scorsi i fascicoli contenenti gli scritti di Romagnoli (biografo di Di Vittorio), l'archivio dello storico De Felice ed altri scritti inediti ed unici sono stati traslocati presso i locali della CGIL di Bari, dopo il parziale sfratto imposto alla fondazione Gramsci da parte di un assessore della sua giunta, considerando tali fonti storiche come un ingombro e non come risorsa per Turi. La domanda sorge spontanea: per lei la cultura deve rimanere un tabù?"

Lo abbiamo ascoltato per ulteriori spiegazioni in merito.

"Il patrimonio librario, di 10833 volumi dell'archivio Gramsci, presente nella nostra Biblioteca è stato censito e tradotto in un prodotto informatico per un rapido accesso agli interessati grazie ad un progetto che ammontava a 34mila €: i due terzi di questi provenienti da fondi della Caripuglia, e un terzo dal Comune, consistenti in beni materiali (lavoro straordinario degli impiegati comunali)."

Pertanto Catalano mette il punto fermo su questo aspetto: "Non è avvenuto, come disse l'assessore Tateo nel luglio scorso, che il Comune di Turi ha sborsato dei quattrini. Noi non abbiamo speso nemmeno un €", alla luce di quanto sopra.

Aggiunge che per "forzatura della fondazione Gramsci, il Comune, il 27 aprile 2007, a scadenza del mandato De Grisantis, provvide a trasferire dalla fondazione Di Vagno, a Bari, al costo di 1600 €, unica spesa per il Comune, il materiale librario in questione. Addirittura, per essere superpartes, facemmo questa spesa con regolare gara d'appalto. L'avremmo fatto in ogni caso. Che si trattasse di Di Vagno o Mussolini o Gramsci: l'importante era promuovere la cultura. Una vera e propria scelta politica".

Continua spiegandoci che con la fondazione ci fu un tacito assenso che prevedeva l'arrivo presso la nostra biblioteca, oltre che quegli archivi librari, anche un'infinità di altri fascicoli contenenti inediti dello storico De Felice, l'archivio Romagnoli (biografo di Di Vittorio), ecc. "Tra l'altro c'erano anche fotografie inedite e uniche: un ulteriore valore aggiunto per la già prestigiosa operazione che si stava concretizzando. "

"Passati tre anni si riscopre l'interesse per l'archivio storico di Gramsci: meglio tardi che mai!"

Attualmente i volumi trasferiti ne 2007 sono gestiti dalla Associazione Scrineum (come stabilito nella delibera di giunta del 27 agosto 2009). Il 17 settembre 2009, di concerto con alcuni componenti della fondazione, "l'assessore Tateo emise un parziale sfratto: l'archivio Gramsci rimaneva a Turi, mentre gli altri due reparti di fascicoli inediti sono stati portati in via Calace, a Bari, presso la sede regionale della CIGL. "

Catalano continua spiegando che "non abbiamo nulla da dire sull'Associazione Scrineum, perchè chi si impegna nel gestire una cosa pubblica è da apprezzare. Ne mettiamo in discussione le competenze dei componenti. Non era il caso di trattenere a Turi quei fascicoli? Ammesso che non fossero ancora catalogati, bisognava fare di tutto per non dirottarli altrove. Era una fonte storica, il vero tesoro della nostra biblioteca, perché fascicoli inediti, ricercabili solo a Turi, da studiosi, studenti ecc".

Infine, si lascia andare ad uno spassionato parere: "la biblioteca e i libri conservati sono un bene di tutti. Andrebbero coinvolti tutti, soprattutto le altre associazioni culturali turesi. Probabilmente bastava una cerca concertazione e un po' di attenzione in più per non permettere a Turi di perdere un patrimonio librario così importante". Aggiunge che "presso la biblioteca si potrebbe ubicare lo sportello universitario, attualmente inesistente a turi, o l'informagiovani".

Riguardo al cinema ci concede una piccolissima battuta: "l'ultima cosa che andrebbe fatta lì sono gli appartamenti. Bisognerebbe riqualificare quel luogo e non monetizzarlo".

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