Giovedì 08 Dicembre 2022
   
Text Size

banner assange

“A Turi non ci sono né caporali né schiavi”

Angelo Palmisano

Angelo Palmisano condanna l’Amministrazione Resta: “La cattiva gestione dei lavoratori stagionali sta penalizzando l’immagine dell’intero comparto cerasicolo”

«La cattiva gestione degli stagionali sarà strumentalizzata, penalizzando l’immagine dell’intero comparto cerasicolo». La profezia lanciata nell’ultimo Consiglio comunale da Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”, non ha tardato ad avverarsi: tra note ufficiali del sindacato Flai Cgil e reportage giornalistici, Turi è stata ritratta come un paese che confina i lavoratori stagionali in “baraccopoli dove imperversano mafie e caporali” e che poggia la propria fortuna sulle spalle degli “schiavi delle ciliegie”.

«Nessun lavoratore – sementisce categoricamente Palmisano – viene sfruttato e non ci sono “schiavi”; l’unico problema è la modalità con cui l’Amministrazione Resta ha gestito l’accoglienza di questa manodopera, allestendo una foresteria inospitale e sottodimensionata rispetto alle necessità reali». «Il danno d’immagine che stiamo subendo è pericolosissimo. La grande distribuzione – ammonisce Palmisano – ha un codice etico; se dovesse convincersi che ci sono pratiche sleali, snobberà le nostre ciliegie».

“Solo fumo negli occhi”

«Questa maggioranza – prosegue il capogruppo di minoranza – è brava solo a gettare fumo negli occhi; quando si tratta di applicarsi per comprendere e risolvere le questioni reali, prende tempo o scarica le responsabilità su qualcun altro».

«Il primo nodo da dirimere è la carenza di manodopera. Il comparto cerasicolo – chiarisce – non può più fare a meno della forza lavoro stagionale. Non interessarsi in maniera approfondita di questa dinamica, come ha fatto negli ultimi tre anni l’Amministrazione Resta, vuol dire non avere a cuore il proprio paese. Vuol dire non tutelare l’unico settore produttivo su cui si regge l’economia di Turi, visto che nella programmazione non è stata inserita una zona industriale».

“Un’accoglienza improvvisata e carente”

«Assodato che i lavoratori stagionali sono indispensabili, occorre pianificare per tempo la loro accoglienza. Già da luglio dell’anno scorso – rivendica Palmisano – avevamo chiesto di ragionare su come gestire la situazione per evitare che ci sfuggisse di mano. Puntualmente, la maggioranza ha ignorato i nostri suggerimenti e ha affrontato il problema in emergenza, partorendo soluzioni improvvisate e carenti che hanno dato adito a sindacati e giornalisti di raccontare un paese incapace di assicurare un’accoglienza dignitosa».

«Per giunta, dopo il clamore mediatico – rimprovera – il sindaco non ha speso una parola per difendere l’immagine del suo paese, dei suoi produttori e dei suoi concittadini. E questo è un atto gravissimo. È un sindaco che deve dimettersi, perché non è in grado di fare neanche il minimo indispensabile».

Il ruolo degli imprenditori

A chi sostiene che la foresteria va abolita, perché spetta ai datori di lavoro farsi carico delle spese di vitto e alloggio, Angelo Palmisano replica che «è impossibile trovare locali privati che vengano dati in fitto per 30-40 giorni e che abbiano la capienza sufficiente ad ospitare 300-400 persone. Sicuramente gli imprenditori devono contribuire, ma se l’Amministrazione non studia una modalità sostenibile di coinvolgimento non si farà nessun passo avanti».

I veri “schiavi” sono i cerasicoltori

«Oltre a concentrarsi, giustamente, sulle condizioni dei lavoratori – rilancia Palmisano – invito a guardare anche l’altra faccia della medaglia. Nessuno parla dello “sfruttamento” che gli imprenditori agricoli subiscono ogni anno: a fronte di una serie di aumenti delle materie prime (dovuti oggi alla guerra, ieri al covid), i prezzi dei prodotti agricoli sono sempre più al ribasso. Lavoriamo tutto l’anno, e non solo i 30 giorni di raccolta, per vederci riconoscere una miseria».

«Bisogna ridurre la forbice tra chi produce e chi vende. E la soluzione – chiosa polemicamente – non può essere la parata politica del giorno della Sagra, con la sottoscrizione di un inutile protocollo d’intesa: il sindaco dovrebbe sapere che solo i produttori hanno la possibilità giuridica di richiedere il riconoscimento di un prodotto legato al territorio. Tra l’altro, il sindaco dimentica, o fa finta di ricordare, che esiste già un’associazione di produttori, chiamata “Ferrovia nel Cuore”, che sta lavorando per mettere insieme più produttori per valorizzare e infine commercializzare le nostre ciliegie con un proprio marchio, ponendo le condizioni per ottenere più alte redditività attraverso anche un lavoro di marketing».

Per commentare devi registrarti

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.