Mercoledì 28 Settembre 2022
   
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“Stanno trascinando Turi verso il fallimento”

Paolo Tundo

Dall’emergenza stagionali alla debacle della “Casa di Comunità”. Il consigliere Tundo si scaglia contro l’inefficienza della maggioranza

«Con atto di coraggio i tre consiglieri ‘indipendenti’ (Teresa De Carolis, Teresita De Florio e Onofrio Resta) hanno capito che era il momento di fare una scelta ed hanno abbandonato la maggioranza che, ad oggi, non è più rappresentativa della volontà popolare».
Così il consigliere del gruppo “Patto per Turi” Paolo Tundo commenta il dato politico emerso dopo l’azzeramento e la nomina della “nuova” Giunta, aggiungendo che proprio i tre “indipendenti”, insieme ai cinque consiglieri di minoranza, sono stati promotori di una richiesta di Consiglio comunale, straordinario e urgente, sulla gestione dei lavoratori immigrati stagionali.

Sul tema di scottante attualità, Tundo afferma senza mezzi termini che «ci sono state tante mancanze nell’allestimento della foresteria, che non è rispettosa dei diritti minimi di chi viene a Turi per lavorare. Al tempo stesso, non si è fatto nulla per alzare il livello di sicurezza, coordinandosi con la Prefettura di Bari per intensificare il controllo del territorio ed evitare gli episodi di violenza che stanno terrorizzando la nostra comunità».
«È un’Amministrazione – annota – che non sa programmare e che, ormai, vive lontana dai problemi veri dei turesi».

 

Passaggi a livello: “Il sindaco se ne è lavata le mani”

La distanza della maggioranza dai problemi reali del paese emergerebbe anche nella ‘vexata quaestio’ dei passaggi a livello. «Il nostro Comune – attacca Tundo – non ha presentato alcun progetto per accedere ai fondi Pnrr e risolvere un disagio che quotidianamente vivono i cittadini e che intralcia il servizio di emergenza-urgenza».

«Ad esempio – racconta – qualche giorno fa sono stato testimone di un’autoambulanza che ha dovuto attendere 20 minuti che il passaggio a livello di via Sammichele si aprisse. Ho avvisato i Carabinieri e immediatamente le sbarre si sono alzate. Subito dopo, ho parlato con un referente delle FSE, avvisando che se non si fosse ripristinato il normale tempo di attesa dopo il passaggio dei treni, avrei interessato la Procura della Repubblica».
«Questo – sbotta – avrebbe dovuto farlo il sindaco che, invece di essere portavoce delle istanze dei suoi cittadini, se ne è lavata le mani e si è limitata a dichiarare che la soluzione dei sottopassi in altri Comuni è stata oggetto di malcontento».

 

“Un’amministrazione sempre più inefficiente”

Per il consigliere di “Patto per Turi”, l’elenco dei “punti deboli” dell’esecutivo in carica è decisamente lungo.

«Davanti all’emergenza del personale – inizia – non si bandiscono concorsi pubblici ma si utilizzano le graduatorie di altri Comuni; il risultato è che investiamo nella formazione di dipendenti che, dopo uno o due anni, vanno via per avvicinarsi al proprio Comune di residenza. Questo perenne precarietà non darà mai stabilità e continuità a livello gestionale e Turi non riuscirà mai a progredire».

«I lavori del nuovo giardino di via Ginestre sono stati conclusi da un paio di mesi. Perché – domanda Tundo – non viene consegnato ai cittadini? Evidentemente le beghe personali portano a non riuscire a coordinarsi neanche per l’inaugurazione di un’opera ereditata dall’Amministrazione Coppi».

«Serve a poco – affonda – riempirsi la bocca di ipotetici finanziamenti milionari e di progetti che cambieranno il volto di Turi, se poi si trascura l’ordinaria amministrazione e si accumulano ritardi nel finalizzare i fondi già ricevuti.
È il caso della manutenzione delle strade, ridotte in condizioni indecorose, per cui sono stati stanziati 150.000 euro nel triennio e altri 200.000 euro per Largo Pozzi.
È il caso della messa in sicurezza del Cimitero: è dal governo Coppi che abbiamo un progetto definitivo per ricostruire i loculi crollati; un progetto che va finanziato con un prestito di 620.000 euro da contrarre con la Cassa Depositi e Prestiti. Perché non si ha il coraggio di andare avanti? Perché non si vuole dare dignità e decoro ai nostri defunti?».

 

Casa di Comunità: “Turi resta a bocca asciutta”

Una delle più clamorose “occasioni mancate” da parte di questa maggioranza è la Casa di Comunità» – asserisce Tundo ricostruendo le ragioni della debacle: «Durante l’Amministrazione Gigantelli, da assessore alla sanità, ho messo a punto il progetto per realizzare un nuovo Poliambulatorio in via Conversano, assicurandomi il placet della Direzione dell’Asl e un finanziamento europeo di 2,5 milioni di euro».

«Questo complesso iter – prosegue – si è arenato nel 2017, perché l’Amministrazione Coppi non ha voluto cedere l’area in cui sarebbe sorto il nuovo presidio sanitario. Due anni dopo, quando si è insediato l’attuale governo, ho presentato tutta la documentazione elaborata e, almeno all’inizio, mi è sembrato di trovare terreno fertile per riprendere il progetto. Infatti, ho ricevuto dal sindaco il mandato di interloquire con il Direttore Generale dell’Asl, il dott. Sanguedolce, e sono riuscito a riaprire favorevolmente il tavolo delle negoziazioni. Poi, all’improvviso, sono stato estromesso e tutto si è nuovamente bloccato».

«Uno stallo incomprensibile – constata deluso – ci è costato caro: se avessimo portato avanti il progetto, oggi anche Turi avrebbe la sua Casa di Comunità. Invece, ci troviamo ad essere l’unico Comune che resta a bocca asciutta».

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