Sabato 25 Giugno 2022
   
Text Size

“Abbiamo bisogno di amministratori che esercitino il loro ruolo con autentica serietà”

Antonio Tateo

Dal rimpasto del 2020 alla richiesta dell’intervento ‘salvifico’ di Boccardi, passando per le ‘gravi mancanze’ del sindaco. Antonio Tateo, ex amministratore, riflette sulle ultime vicende politico-amministrative

 

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di Antonio Tateo, ex amministratore del Comune di Turi, sulle tempestose vicende che in queste settimane hanno travolto la vita amministrativa turese, costringendo un’intero paese ad aspettare con il fiato sospeso l’esito della crisi aperta in maggioranza dai consiglieri “indipendenti” (Teresa De Carolis, Teresita De Florio, Onofrio Resta), autori di un “documento politico” di cui, al momento, si ignora il contenuto.

Al netto delle considerazioni sulle mancanze del sindaco Tina Resta, riteniamo illluminante un passaggio dell’analisi offerta da Tateo: perché gli “indipendenti” hanno invocato l’intervento del Senatore Boccardi, ritenendolo quasi “salvifico” per le sorti di questa consigliatura?

La richiesta “messianica” stona almeno per tre ragioni. In primis, Boccardi aveva preso pubblicamente le distanze dalle dinamiche amministrative, ritenendo il suo compito esaurito nel momento in cui “TuRinasce”, la lista che ha contribuito a creare, ha vinto la competizione elettorale. Dopo due anni e mezzo di assenza dalla scena politica locale e con ben altri impegni a livello nazionale, come potrebbe essere la figura ideale per risolvere un conflitto interno alla maggioranza?

In secondo luogo, Tateo annota che il prof. Onofrio Resta, data la sua esperienza, dovrebbe ben sapere che spetta agli stessi consiglieri il compito di verificare l’attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco e dei singoli assessori. Dunque, il tridente degli “indipendenti” non dovrebbe aver bisogno di un “pacificatore esterno” per eseguire il tagliando di metà mandato; basterebbe svolgere fino in fondo le prerogative del proprio ruolo di consigliere. Magari – aggiungiamo noi – iniziando a costituirsi come gruppo consiliare, così da indicare un capogruppo che possa fare sintesi delle istanze che si hanno a cuore e avere voce in capitolo nelle scelte dell’Amministrazione.

Infine, un intervento esterno delegittimerebbe la stessa credibilità istituzionale del sindaco, quale “guida della maggioranza e mediatore delle forze politiche presenti all’interno della stessa maggioranza”, trasformando il Palazzo di Città in “un teatrino di burattini e pupi, con tanto di burattinai e pupari”.

In sostanza, se l’obiettivo di questa verifica è ridare “slancio all’attività amministrativa”, apportando le correzioni di rotta ritenute necessarie, l’unica via è accettare l’invito al confronto avanzato più volte dal sindaco, formalizzando le proprie richieste senza ulteriori indugi e senza tirare in ballo il “deus ex machina” di turno.

 

***


Nell’anno appena iniziato, credo sia opportuno e doveroso da cittadino ed ex amministratore del nostro Comune condividere con i turesi alcune considerazioni e riflessioni sulla situazione politica-amministrativa a seguito delle vicissitudini dell’ultimo Consiglio Comunale, che seguono le polemiche della precedente lettera che sfociò nel rimpasto amministrativo del 2020.

Non conosciamo il contenuto del nuovo documento dei consiglieri comunali indipendenti e per il quale non hanno “avuto ancora una risposta” ma stando a quello che è stato detto, citando Carlo Levi: “le parole sono pietre”, la situazione sembra molto seria e merita una risoluzione amministrativa definitiva che non può essere risolta in maniera sbrigativa con le solite frasi “non ho tempo da perdere” o “non fate insinuazioni” o ancora “io non ho padroni e agisco sempre con onestà intellettuale” o, addirittura, ventilando –a chiacchiere-le dimissioni che, come noto, non si annunciano ma si danno. E chi scrive lo ha dimostrato in passato.

Se è vero come è vero che alcuni termini utilizzati durante il Consiglio Comunale da parte delle consigliere comunali Teresa De Carolis e Teresita De Florio, a tratti, duri e diretti e riportati su questa testata, sono stati pronunciati senza tanti infingimenti, l’attuale situazione amministrativa-politica locale merita di essere esaminata con la lente d’ingrandimento da parte dell’opinione pubblica non foss’altro per la trasparenza delle azioni dei protagonisti, altrimenti si riduce il tutto solo nel garantire lo “stipendio a qualcuno” come è stato detto sempre nel Consiglio Comunale in videoconferenza del 29 dicembre 2021.

Una replica “inappropriata”

Tantomeno la replica della sindaco: «La responsabilità non si vede nella votazione di un punto all’ordine del giorno; la responsabilità è stare in Consiglio comunale, affrontare i problemi e poi decidere con serenità cosa si vuole fare per il futuro» può considerarsi appropriata alle gravi dichiarazioni pronunciate dai suoi stessi consiglieri di maggioranza nel Consiglio Comunale del 29 dicembre.

Le risposte del sindaco appaiono infatti offensive nei confronti di tutti i consiglieri. Come gli atteggiamenti di autentica protervia e offensive per l’intero Consiglio appaiono le sue azioni. Infatti, sia per il Project Financing della Pubblica Illuminazione che per altre importanti questioni riguardo all'Urbanistica, la Sindaca ha ripetutamente scavalcato la massima assise dell’ente comunale, rappresentativo dell’intera popolazione turese, nonostante la legge contempli la competenza di quest’ultimo in queste materie.

Per non parlare dell’ultima vicenda che ha visto l’aula consiliare occupata dai consiglieri di minoranza in segno di protesta per le continue e perduranti violazioni di legge, di regolamento, del buon senso, oltre che del più banale rispetto istituzionale della dignità propria dell'opposizione o minoranza che dir si voglia.

L’intervento “salvifico” del Senatore Boccardi

Il mancato rispetto dei ruoli istituzionali, tuttavia, deve essere colto, altresì, nelle dichiarazioni dei consiglieri di maggioranza “indipendenti”, quando invocano l’intervento del Sen. Boccardi.

Non me ne voglia il Senatore Michele Boccardi (tantomeno i consiglieri Resta, De Florio e De Carolis) ma, come cittadino di questo paese vorrei sapere a quale titolo e in quale veste egli viene invocato dalle parti in causa come quasi un “taumaturgo” o come il personaggio del film di Tarantino “Sono il signor Wolf, risolvo problemi” per dipanare la matassa o fare, come dire, il tagliando politico-amministrativo di questa amministrazione?

Mi risulta che tra i compiti di un parlamentare vi siano le prerogative di presentare proposte legislative, di esercitare poteri di controllo e di indirizzo politico attraverso mozioni, risoluzioni, ordini del giorno e di atti di sindacato ispettivo, quali interrogazioni e interpellanze, ma solo verso l'operato del Governo Nazionale e non certo verso l’attività amministrativa politica locale.

Tra l’altro, penso che egli abbia e debba pensare a ben altro in queste settimane, come l’elezione del Presidente della Repubblica da grande elettore, oltre che all’attività di Imprenditore e Presidente di Assoeventi di Confindustria.

Mi scuso per le citazioni e sottigliezze tecnico-giuridiche ma devo ricordare che l’articolo 67 della Costituzione prescrive che ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato e che rappresentano l'intera nazione e non gruppi consiliari comunali.

Ed è appunto per questo che non si riesce a comprendere i motivi per cui il suo intervento venga ritenuto indispensabile e, quasi, “salvifico” per talune e taluni. Mi si potrà dire che egli ha la responsabilità di aver fatto nascere e costituita la lista che attualmente governa Turi e che bisogna considerarlo una sorta di “fiancheggiatore” (figura prevista nella normativa ma che cessa con il termine della campagna elettorale). Ma lo stesso Boccardi, non aveva dichiarato in un’intervista pubblica rilasciata ad una testata locale on line che egli non voleva essere associato in alcun modo alla politica turese e che avrebbe addirittura querelato chi avesse associato il suo nome alla politica e alle attività amministrative di Turi?

Inoltre desta meraviglia che il Prof. Onofrio Resta, politico esperto con notevole esperienza amministrativa quale ex Sindaco e Assessore Provinciale ed ora consigliere comunale, abbia dimenticato che gli stessi consiglieri comunali rappresentano il Consiglio, che è destinatario dei compiti individuati e prescritti dalle leggi e dallo statuto. E poichè il Consiglio svolge attività di indirizzo e controllo politico-amministrativo, partecipando alla “…verifica periodica dell'attuazione delle linee programmatiche da parte del sindaco... e dei singoli assessori” (art.42, comma 3, T.U.E.L.), rappresentano i cittadini del Comune in cui sono stati eletti, senza vincolo di mandato. Pertanto, non dovrebbero aver bisogno di figure esterne per esaminare e risolvere problematiche politiche e amministrative, né, tantomeno, di figure di mediatori, pacificatori, etc.etc.

Ne va della credibilità e autorevolezza della politica stessa, delle azioni poste in essere e della serietà, credibilità e competenza degli stessi protagonisti. Altrimenti il tutto si riduce, come spesso accade, in un teatrino di burattini e pupi, con tanto di burattinai e pupari.

Non dimentichiamo poi che il Sindaco è il capo dell' Amministrazione Comunale e non deve aver bisogno dell’intervento esterno, seppure di un senatore, che vada a sostituirlo nel ruolo di guida della maggioranza e anche di mediatore delle forze politiche presenti all’interno della stessa maggioranza. Diversamente ne andrebbe della sua credibilità e autorevolezza del ruolo, e ancor più del rispetto dei cittadini che l’hanno votato.

L’appello a un confronto concreto e risolutivo

A mio parere, almeno con le parole, si è andati ben oltre alle “asprezze verbali”. Infatti, le parole sono anche atti, dei quali è necessario fronteggiare le conseguenze ed è per questo che, per il bene di tutti, auspico che in maniera concreta e veritiera durante le attività di confronto tra le parti per addivenire all’auspicato “slancio dell’azione amministrativa”, il Sindaco renda conto non solo delle richieste di verifica degli “indipendenti” sugli argomenti di cui nessuno conosce il contenuto, ma rifletta seriamente e velocemente (prima che sia troppo tardi) sulla gravità delle sue mancanze. A partire dalle dichiarate ingerenze gestionali di alcuni assessori nelle attività dell’edilizia, urbanistica, contenzioso, ambiente e dei lavori pubblici che da qualche anno stanno rendendo l’ufficio posto al secondo piano del palazzo un autentico “porto delle nebbie”.

Se non è capace, allora è bene che tragga le dovute conseguenze e si dimetta, sia per rispetto verso se stessa ma, soprattutto, verso la collettività, che ha veramente bisogno di avere amministratori che esercitano il loro ruolo con autentica serietà.

Antonio Tateo

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.