Venerdì 23 Aprile 2021
   
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“Una polemica becera e pretestuosa”

Angelo Palmisano

“Patto per Turi” biasima la “battaglia sul nulla” ingaggiata dal Comitato “Borgo Antico”

«Ci tengo a sgombrare subito il campo dalle polemiche, becere e pretestuose, che hanno accompagnato la decisione di “Patto per Turi” di votare a favore dei Regolamenti del Canone Unico Mercatale (CUM) e del Canone Unico Patrimoniale (CUP)».

Con tono risoluto, Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi” replica al comunicato che il “Comitato per la Tutela e la Salvaguardia del Borgo Antico” ha diramato sui social e alla stampa all’indomani dell’ultimo Consiglio comunale. Una nota dai toni perentori che, elogiando il comportamento del consigliere Zaccheo e disapprovando quello del resto dell’opposizione, ha finito per riportare a galla le vecchie ferite della minoranza; riaprendo quella frattura che negli ultimi mesi si era ricomposta o, più realisticamente, si era risolta con un armistizio, basato sul comune impegno a coordinarsi per assolvere nel migliore dei modi al ruolo di proposta e controllo dell’operato della maggioranza.

“Bisogna confrontarsi anche con i tecnicismi”

«Il Comitato “Borgo Antico” – rimprovera Palmisano – invita a ignorare i tecnicismi: ho il dovere di puntualizzare che chi amministra, a differenza di un Comitato, non può esimersi dal confrontarsi anche con quei tecnicismi. Nello specifico, per il 2021, la previsione d’entrata derivante dall’occupazione del suolo pubblico doveva essere invariata rispetto al gettito del 2020; dunque, la scelta di non modificare la gerarchia delle strade riportata nei Regolamenti ci è sembrata una forma di coerenza. Se avessimo “detassato” le vie del centro storico, avremmo dovuto “sovratassare” le altre strade del paese.

Dal momento che ricopriamo in maniera responsabile il ruolo che siamo stati chiamati a svolgere, guardando all’interesse dell’intera comunità e non alle sterili pretese dei singoli, abbiamo votato con convinzione a favore dei due Regolamenti che, tra l’altro, hanno recepito ben 8 emendamenti a firma di “Patto per Turi”, frutto di un lavoro certosino di studio dei documenti, finalizzato a migliorare, nella sostanza, alcune norme.

Anche se per qualcuno può sembrare un tecnicismo, è bene puntualizzare che abbiamo espresso il nostro voto sui regolamenti nella loro interezza, giacché non è mai stata sottoposta all’attenzione dell’assise una specifica proposta sul centro storico, che avremmo valutato, senza esitazioni e con la dovuta considerazione, in sede di Consiglio».

“Proposte fantomatiche e all’ultimo minuto”

«Mi fa specie – stigmatizza il capogruppo di minoranza – sentire denigrare il gruppo “Patto per Turi” per una scelta ponderata ed esaltare la presa di posizione estemporanea del consigliere Giannalisa Zaccheo, la quale, se avesse avuto davvero a cuore il tema, avrebbe potuto presentare un emendamento in Commissione consiliare, considerando che, come capogruppo del Gruppo Misto, in tante altre circostanze ha avanzato interrogazioni e mozioni in maniera autonoma, senza avvertire l’esigenza di confrontarsi con il nostro gruppo.

Mi preme sottolineare che la Commissione consiliare è durata ben 4 ore, durante le quali sono stati sviscerati tutti i nodi del provvedimento. Ebbene, non solo il consigliere Zaccheo non ha introdotto nella discussione alcun emendamento, ma non ne ha parlato se non alla fine, quando, al momento delle dichiarazioni di voto, si è astenuta comunicando che in Consiglio avrebbe presentato una proposta per alleggerire il peso del canone sulle strade del centro storico. Questa fantomatica proposta non è mai arrivata; tantomeno “Patto per Turi” è stato contattato per coordinare una linea d’azione fattibile.

Il consigliere Zaccheo ha preferito aspettare l’ultimo minuto utile del Consiglio comunale, quando le intenzioni di voto erano state già esplicitate, per disquisire dell’argomento in via del tutto teorica, senza un’idea concreta su come garantire l’invarianza di gettito cui accennavo prima. Evidentemente, dobbiamo concludere che o il consigliere Zaccheo non abbia letto i Regolamenti prima del giorno del Consiglio o che non abbia ritenuto importante condividere questa sua osservazione».

“La confusione sulle sagre”

«Un altro punto su cui si è creata confusione – prosegue Palmisano – riguarda le sagre. Qualcuno ha messo in risalto che, durante le manifestazioni che concernono la valorizzazione dei prodotti locali, è prevista l’applicazione di un aumento del canone per l’occupazione del suolo pubblico. Niente di più falso. Fermo restando che spetta alla Giunta il compito di stabilire le tariffe e non al Consiglio comunale, faccio presente che quando si svolgono queste particolari manifestazione di interesse collettivo, il Comune concede il patrocinio gratuito, prevedendo da norma specifiche riduzioni dell’imposta».

“Una battaglia sul nulla”

«Per un attimo – dichiara provocatoriamente il leader di “Patto per Turi” – seguiamo il suggerimento del Comitato e astraiamoci dai tecnicismi. Siamo davvero certi che i due Regolamenti tanto contestati pregiudichino in maniera sostanziale lo sviluppo del nostro centro storico? A nostro parere non sono questi gli atti che migliorano o peggiorano le prospettive di crescita del borgo antico.

Si è intrapresa una battaglia sul nulla, additando come il peggiore dei mali una tassa di poche decine di euro che, per chi ha un minino di esperienza nel settore, non incide affatto sulle dinamiche di un’attività commerciale. Sono ben altri gli ostacoli che meritano attenzione; ecco perché ci sembra che si sia voluto montare ad arte questa polemica solo per colpire qualcuno in modo del tutto gratuito e inopportuno».

«“Patto per Turi” – conclude Palmisano – non ha dimenticato i progetti condivisi in campagna elettorale per promuovere un reale rilancio del centro storico di Turi. Piuttosto che farci trascinare in rancorose e puerili diatribe, rinnoviamo la nostra ferma volontà di batterci sulla riforma dei regolamenti edilizi, sul decoro urbano e sugli incentivi per le attività commerciali: aspetti concreti che possono fare la differenza tra il decidere di investire o meno nel nostro borgo antico».

Fabio D’Aprile

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