Venerdì 23 Aprile 2021
   
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“Maestri della mediocrità”

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Angelo Palmisano: “Questa Amministrazione ha mille buoni propositi ma i fatti stanno a zero”

In preparazione del Consiglio di giovedì 25 marzo, la minoranza si è riunita per confrontarsi sui temi oggetto di discussione. L’incontro “a distanza” è servito anche per esaminare il percorso svolto finora dall’Amministrazione Resta, mettendo a fuoco le lacune di una maggioranza che «si ostina a decidere in solitudine, con l’arroganza di chi pretende di avere sempre ragione».

Una sintesi dei punti critici emersi dal dibattito la fornisce il capogruppo di “Patto per Turi”, Angelo Palmisano.

“Trasparenza, nessun passo avanti”

«Il primo aspetto su cui riteniamo opportuno richiamare l’attenzione della maggioranza è la trasparenza dell’azione amministrativa: avevamo chiesto una modifica al Regolamento del Consiglio comunale, affinché le Commissioni permanenti venissero convocate con un congruo anticipo rispetto al giorno del Consiglio. Sono passati mesi dalla nostra istanza ma, in maniera scientifica e premeditata, si prosegue a riunire le Commissioni un paio di giorni prima dell’assise, negando alla minoranza il tempo adeguato a studiare con la dovuta attenzione l’enorme mole di carte che accompagna le singole deliberazioni.

Analogamente, invitiamo l’Amministrazione a essere più esaustiva nelle comunicazioni, a iniziare dall’ordine del giorno del Consiglio comunale, specificando di volta in volta quali siano le interrogazioni e le interpellanze in discussione. Questo anche a beneficio dei cittadini, che hanno il diritto di conoscere quali temi vengono affrontati dall’assise cittadina».

“Sordi alle nostre proposte”

Se la trasparenza scarseggia, a parere di Palmisano, la “delicatezza istituzionale” è del tutto assente: «L’Amministrazione Resta continua a ignorare la minoranza, “dimenticando” di coinvolgerci negli appuntamenti istituzionali – come la commemorazione delle vittime del Covid, ultimo in ordine cronologico di una lunga serie di sgarbi – e non prendendo in considerazione i nostri suggerimenti.

Ancora oggi non conosciamo le intenzioni della maggioranza in merito alla proposta di conferire una benemerenza al concittadino Vito Di Palma, memoria storica delle atroci vicende del secondo conflitto mondiale; silenzio anche sull’interpellanza inerente il destino dell’ex Cinema Zaccheo, una struttura ferma da anni su cui tanto si è investito e che potrebbe essere destinata ad altre finalità. Per non parlare dei chiarimenti sull’esposto a firma del geometra Angelo Camposeo, con parallela denuncia di “incompetenza” dell’architetto Giambattista Del Rosso a ricoprire il ruolo di caposettore. Su questa vicenda, “Patto per Turi”, chiede quali azioni siano state intraprese ufficialmente, se gli atti siano stati inviati all’attenzione della Procura della Repubblica e come si sia intervenuti per risolvere l’evidente “incompatibilità ambientale” fra il denunciante e il denunciato. Inoltre, a seguito delle dimissioni del Responsabile di un Settore nevralgico per l’Ente, ci piacerebbe sapere cosa si stia pensando di fare: si è trovato un sostituto o si prevede di respingere le dimissioni?».

“Lo scandalo delle case popolari”

«Questa Amministrazione – prosegue il capogruppo – ha la bravura di mettere la polvere sotto il tappeto: sembra che abbiano una soluzione per ogni problema ma, alla fine, oltre alle chiacchiere e ai buoni propositi, i fatti stanno a zero.

Emblematico è lo scandalo delle case popolari: l’assessore Coppi si era impegnato a consegnarle entro dicembre 2020, siamo a marzo 2021 e tutto è ancora in balia delle onde. Ci troviamo con una graduatoria che è scaduta senza essere utilizzata e un nuovo bando che stenta ad arrivare in porto. Infatti, per un “disguido tecnico”, hanno dimenticato di pubblicare il bando nella sezione “Amministrazione Trasparente” del sito del Comune di Turi, facendo slittare al 10 aprile la scadenza per presentare le domande. Nel frattempo, i cittadini che hanno diritto a un alloggio continuano ad aspettare, sospesi tra l’inefficienza della burocrazia e l’incapacità a completare ordinarie pratiche urbanistiche, come l’allaccio delle utenze».

“Via Lidl, provvedimento cucito a misura”

«Dopo quasi due anni di governo, non si può scaricare ogni minimo intoppo sulla carenza di personale, a maggior ragione se non si è avuta la lungimiranza di predisporre un concorso pubblico per formare una graduatoria autonoma da cui attingere. Questa era la prima decisione che l’Amministrazione avrebbe dovuto assumere, senza tentennamenti, soprattutto alla luce della condizione deficitaria della pianta organica dell’Ente.

Allo stesso tempo, non si possono tirare in ballo le presunte responsabilità delle Amministrazioni precedenti: chi ha l’onere di guidare un paese deve dimostrare la capacità di portare avanti le proprie idee, senza alibi o giustificazioni di comodo. E, soprattutto, dovrebbe affrontare i problemi del paese senza corsie privilegiate o provvedimenti cuciti a misura.

Mi riferisco a via Lidl, che recentemente ha visto l’attivazione dei lampioni della pubblica illuminazione. Ebbene, se si decide che il criterio per illuminare una via è quello della pubblica sicurezza, quel criterio deve valere per tutte le strade del paese, da via Giuseppe Conversi (nei pressi di Acqua e Sapone) al Residence Borgo Regina, che sorge a pochi metri di un’arteria altrettanto trafficata (via Conversano) e con varie attività commerciali, passando per via Schumann, via Frassineto e le tante altre strade che, pur avendo i pali della pubblica illuminazione installati, sono da anni al buio».

“Una gestione superficiale”

«Dal Progetto Gramsci alla riqualificazione di Largo Pozzi, dai cantieri annunciati e mai partiti all’acquisizione delle strade ancora oggi prive delle opere di urbanizzazione primaria. L’elenco delle disattenzioni e dei ritardi, che connotano un modo di gestire la cosa pubblica superficiale e mediocre, potrebbe proseguire all’infinito.

Il nodo della questione è che manca una programmazione: la parte politica ha il dovere di fornire gli indirizzi e le priorità per evitare che gli Uffici vadano in affanno e finiscano per operare in maniera approssimativa, senza i necessari approfondimenti. L’appello che rinnoviamo è di non lavorare sulla quantità ma sulla qualità, concentrandosi sulle problematiche che maggiormente incidono sulla nostra comunità».

Fabio D’Aprile

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