“Frenare i contagi oggi per evitare un lockdown domani”

Giannalisa Zaccheo

Il consigliere Zaccheo raccoglie le criticità denunciate dai docenti e invita il sindaco a chiudere le scuole.
La proposta: tamponi gratuiti per il personale scolastico e gli esercenti commerciali


Mentre la Puglia è diventata da poche ore “zona gialla”, la curva dei contagi continua a destare qualche preoccupazione. Un’apprensione che, come abbiamo visto raccogliendo i commenti di docenti e genitori, investe anche le nostre scuole, diventate – direttamente o indirettamente – uno dei luoghi “prediletti” per la diffusione del virus.

Sulla vicenda, che chiaramente chiama in causa vari gradi di responsabilità istituzionale, abbiamo intervistato il consigliere d’opposizione Giannalisa Zaccheo, intervenuta prontamente nell’ambito della discussione apertasi sulla pagina istituzionale del Comune di Turi.

Perché giudica utile chiudere le scuole in questo momento?

«Ritengo utile la chiusura delle scuole qualora fossero accertate le criticità denunciate dal corpo docente. Sembra che il numero di contagiati nelle scuole sia superiore a quello ufficiale; di certo, il numero di soggetti che manifestano sintomi Covid e che sono in quarantena è di gran lunga maggiore a quello che va a comporre la cifra ufficiale. Pertanto, se così fosse, chiudere almeno per 15 giorni gli Istituti scolastici permetterebbe un'accurata sanificazione degli ambienti ed eviterebbe un propagarsi dei contagi. Infatti, i sintomatici di oggi sono i positivi di domani».

Cosa replica a quanti fanno notare che i contagi avvengono a causa delle relazioni extra-scolastiche e che, dunque, la chiusura delle scuole non risolverebbe il problema?

«Non c’è dubbio che ci si contagi fuori dalla scuola; tuttavia, se a scuola entra un soggetto positivo, è molto probabile che la diffusione del virus avvenga in modo repentino, soprattutto nella scuola primaria, frequentata da bambini che, per la loro età, sono difficili da gestire nel rispetto delle misure di distanziamento.

Tra l'altro, ultimamente si parla di varianti del virus che si caratterizzano per una capacità di trasmissione molto più veloce di qualche mese fa. Ciò comporterà che, se non si adotteranno opportune misure di contenimento, da qui a breve ci ritroveremo di nuovo con numeri da zona rossa. Allora credo che sia meglio frenare i contagi lì dove sembrano propagarsi, per evitare che si torni a un lockdown generalizzato. In questa fase, gli interventi devono essere chirurgici, secondo il mio parere».

Ritiene che il Comune di Turi dovrebbe farsi carico dei costi dei "tamponi antigenici", evitando che siano i docenti e gli alunni a sostenere privatamente questa spesa?

«Ne sono assolutamente convinta! Il Comune di Turi dovrebbe fare economia in molti ambiti e investire in tamponi. Per esempio, invece di spendere soldi in luminarie per Natale e per la Festa Patronale, avrebbe dovuto impiegare quelle risorse in tamponi per garantire sicurezza non solo per la scuola ma anche per gli esercenti commerciali. Sono certa che Gesù Bambino e Sant'Oronzo avrebbero apprezzato».

Reputa necessaria una comunicazione più precisa e trasparente da parte del governo cittadino?

«Sulla comunicazione trasparente dei dati ufficiali credo che non vi siano particolari responsabilità in capo al sindaco. Il sindaco comunica dati che a sua volta le vengono comunicati. Magari potrebbe valutare empiricamente la reale situazione e adottare opportuni provvedimenti, essendo la massima autorità locale in materia di sanità e sicurezza di igiene pubblica. Potrebbe farlo motivando le proprie scelte con un’adeguata comunicazione, lasciando a casa, però, i toni catastrofici, che hanno stancato».

A suo parere, si è abbassata la soglia dei controlli in paese?

«Francamente non credo. In giro non si vede gente ammassata. I turesi sono rispettosi delle regole. Ci sarà qualche eccezione ma non tale da ritenere opportuno intensificare i controlli. Piuttosto, si inizino i controlli su un fenomeno altrettanto grave, che si muove indisturbato a Turi: si inizi una vigilanza a tappeto sullo spaccio della droga. La droga ammazza i giovani e rende invivibili alcune zone del nostro paese. È recente, infatti, la denuncia di una coppia che ha acquistato da poco una casa nel centro di Turi e si ritrova a vivere ogni notte un vero e proprio inferno. Io ne sono testimone. In questo vedo una grande assenza di Tina Resta, che aveva promesso addirittura le ronde di quartiere... Orbene, delle ronde ne facciamo volentieri a meno, ma i controlli seri li pretendiamo. Coinvolga squadre specializzate della polizia. Si faccia qualcosa».

FD