Venerdì 23 Aprile 2021
   
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Comitato “Turi Futura”: “Delusi dal lassismo della politica”

Catalano e Pugliese

Con Carmine Catalano ritorniamo in via Scotellaro e via Fiume: “Cinquanta famiglie sono ancora in attesa della rete telefonica”

Alla fine del 2020, vi abbiamo raccontato il disagio di alcune famiglie, residenti in via Cristoforo Colombo e via Rocco Scotellaro, che da oltre dieci anni non avevano la possibilità di attivare una linea telefonica a causa dell’assenza delle infrastrutture base. Se in “tempi di pace” ognuno si era arrangiato come meglio poteva, la situazione è diventata ingestibile con l’arrivo dell’emergenza Covid: il ricorso alla “didattica a distanza” ha reso indispensabile avere una connessione internet stabile.

Via Colombo verso il lieto fine

A distanza di due mesi, ritorniamo sulla vicenda con alcuni aggiornamenti. La disavventura di Via Cristoforo Colombo è prossima al lieto fine. Difatti, come prospettato a novembre 2020 dall’assessore Dell’Aera, è stato eseguito lo scavo e si è provveduto a installare l’armadietto ripartilinea. Per “festeggiare” manca solo il collegamento con le abitazioni, che si spera arrivi nei prossimi giorni.

Via Scotellaro ancora in alto mare

Nettamente diversa è invece la prospettiva per via Rocco Scotellaro e la vicina via Tommaso Fiore: «Per le circa 50 famiglie che vivono nelle due parallele di via Noci – afferma deluso Carmine Catalano, referente del Comitato “Turi Futura” – siamo al punto di partenza e la speranza di risolvere il problema è ancora molto lontana».

«In piena pandemia – attacca Catalano – è un paradosso che l’Amministrazione non consideri una priorità intervenire in tempi rapidi per sbrogliare questa matassa. Da un lato, per limitare i rischi di contagio, viene chiesto di non mandare i nostri figli a scuola; dall’altro, non si danno ai cittadini gli strumenti indispensabili per usufruire in tranquillità della didattica a distanza».

«Come si possono seguire le lezioni online senza una connessione internet stabile?» – domanda retoricamente Catalano che aggiunge: «Si fanno ordinanze su ordinanze, ignorando le carenze infrastrutturale del paese e calpestando tanto il diritto alla comunicazione quanto il diritto allo studio».

«Sappiamo che anche la Dirigente scolastica dell’Istituto Comprensivo “Resta - De Donato Giannini” ha rappresentato la nostra difficoltà al consigliere delegato all’istruzione; tuttavia – rimarcano alcuni residenti di via Scotellaro – finora non è giunto alcun riscontro. Abbiamo anche provocatoriamente invitato il Comune a mettere a disposizione dei bambini che non hanno una linea telefonica uno spazio in cui poter fare lezione; inutile dire che nessuno si è degnato di rispondere».

“Non chiediamo alcun favore”

«È bene precisare – riprende Catalano – che non stiamo chiedendo alcun favore: l’impresa che ha costruito gli appartamenti di via Scotellaro e via Fiume, tra il 2007 e il 2009, ha regolarmente versato gli oneri di urbanizzazione. È stato il Comune di Turi che, arbitrariamente, non ha ottemperato all’obbligo di realizzare le opere primarie. Morale della favola? Oggi, dopo oltre dieci anni di paziente attesa, ci ritroviamo con Telecom che chiede 23mila euro per eseguire i lavori di predisposizione della linea e l’Ente che dice di non avere la disponibilità di queste somme, pur avendole incassate a suo tempo».

Una possibile soluzione

In verità, come ci illustra il Comitato “Turi Futura”, una via d’uscita per superare lo stallo ci sarebbe: «Dopo vari tentativi di confronto con l’assessore Dell’Aera, siamo riusciti a parlare con il responsabile del Settore Lavori Pubblici, l’architetto Palazzo, che ci ha prospettato un’ipotesi economicamente sostenibile per l’Ente. In pratica, la Telecom, che ha già effettuato un sopralluogo, è disponibile a fornire le specifiche progettuali, dando la possibilità all’Ente di affidare in economia la realizzazione delle opere, interpellando una ditta esterna. Questo comporterebbe una spesa di circa 7 mila euro; risorse che si riuscirebbero a trovare nelle pieghe del Bilancio».

Una prospettiva che, però, stenta a decollare: «Quando abbiamo nuovamente ricontattato l’architetto Palazzo, ci ha riferito di aver sollecitato, invano e più volte, il referente di zona della Telecom per avere questo “progettino”, suggerendoci di provare a contattarlo noi, semplici cittadini».

Manca la volontà politica

«Il Comitato “Turi Futura” – conclude Carmine Catalano – porta avanti questa battaglia, come molte altre, da un decennio: dal governo Gigantelli alla Giunta Resta, da Coppi all’attuale Amministrazione, tutti hanno fatto “orecchie da mercante”. È avvilente osservare che, ogni volta che si cerca di dialogare per affrontare una situazione di interesse collettivo, non si riesca mai a trovare la quadra. E non è solo una questione economica; quello che pesa di più è la mancanza della volontà politica, una sorta di lassismo che si respira a Palazzo di Città da troppo tempo. In più, abbiamo una cittadinanza assuefatta e rassegnata: non esiste un movimento corale pronto a lottare per la comunità, chi si espone sono i “forestieri” o quanti sono toccati direttamente dal problema».

FD

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