Venerdì 23 Aprile 2021
   
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“Non è tollerabile vessare i cittadini”

Giannalisa Zaccheo

Il consigliere Giannalisa Zaccheo ‘boccia’ la tempistica e le modalità della lotta all’evasione tributaria ingaggiata dall’esecutivo

Forti perplessità sulla congruità dell’operazione di accertamento dei tributi arrivano anche dal consigliere Giannalisa Zaccheo.

Pur riconoscendo le “attenuanti generiche” – ovvero una “inqualificabile” attività di controllo da parte delle precedenti Amministrazioni, che ha portato l’FCDE (Fondo crediti di dubbia esigibilità) a sfiorare i 3 milioni di euro – il consigliere di minoranza non fa mistero del personale disappunto per la tempistica di questa iniziativa. In un periodo in cui le ripercussioni della pandemia sono ben lontane dall’affievolirsi, chiedere di “mettere in ordine” la propria posizione contributiva nei confronti dell’Ente è una scelta che fa apparire l’Amministrazione Resta “fuori dal mondo”, o quantomeno in controtendenza rispetto alle politiche “conciliatorie” e deflattive messe in campo dal Governo nazionale.

Asincronie a parte, ancora più intollerabile per l’avvocato Zaccheo è il “pressapochismo” che connota la lotta ingaggiata contro l’evasione tributaria che, seppur necessaria, andava sovrintesa e strutturata più diligentemente. Ed invece, gli atti notificati sono “pieni zeppi di grossolani errori”, rivelandosi “vessatori” nei confronti dei cittadini a cui, in parecchi casi, viene richiesto il pagamento di tributi prescritti o già versati.

L’Amministrazione Resta appare “fuori dal mondo”

«Quanto sta avvenendo in queste settimane nel nostro paese è a dir poco sconcertante. I cittadini stanno ricevendo dal Comune fiumi di avvisi di accertamento in materia di tributi locali. L’Amministrazione di maggioranza ha deciso di adottare una politica di lotta contro l’evasione fiscale in controtendenza rispetto a quella adottata dal Governo centrale, che, al contrario, sta mettendo in atto tutte le misure possibili per frenare la notifica delle cartelle esattoriali, riconoscendo il fatto incontestabile che nel corso di una grave pandemia le ripercussioni sul piano economico saranno, come già lo sono, incommensurabili.

Tuttavia, al netto della tempistica che fa apparire l’Amministrazione Resta “fuori dal mondo”, sono del parere che un’azione di recupero di quanto sistematicamente non versato da parte dei cittadini morosi sia necessaria per ridurre il Fondo dei crediti di dubbia esigibilità che l’Ente ha l’obbligo di accantonare a titolo di garanzia per quanto non incassato e da incassare. Ad oggi il Fondo sfiora la somma di 3 milioni di euro, soldi sottratti a moltissimi servizi di pubblica utilità».

«È vero anche, però, che i contribuenti possono commettere errori in buona fede, ad esempio in sede di liquidazione dell'IMU (sono errori all'ordine del giorno in tutti Comuni); com’è vero che negli ultimi anni l'attività di controllo dell'evasione ed elusione tributaria è stata inqualificabile, come ci confermano le cifre considerevoli esistenti in Bilancio.

Le precedenti Amministrazioni così operando, hanno determinato l’accumularsi di posizioni debitorie in alcuni casi ormai considerevoli e di non facile riscossione.

“Atti pieni zeppi di grossolani errori”

«Ciò non toglie che la cosa davvero intollerabile è che gli atti monitori notificati in questi giorni ai cittadini sono pieni zeppi di grossolani errori.

Non è possibile vessare i cittadini chiedendo loro di pagare tributi non dovuti in seguito a sentenze passate in giudicato. Come non appare tollerabile pretendere il pagamento della tassa per un passo carrabile di 20 euro dopo 10 anni, quindi, dopo il decorso dei termini di prescrizione. E questi sono solo due esempi di innumerevoli inesattezze che viziano gli atti amministrativi che costringeranno i cittadini a ricorrere a consulenze tecniche o legali per vedere riconosciuti i propri diritti - nel migliore dei casi - salvo, al contrario, ingaggiare una lotta giudiziaria contro l’Ente comunale.

Insomma, anche in questa circostanza l’esecutivo capeggiato dal sindaco Tina Resta ha mostrato tutto il pressapochismo che lo caratterizza. Infatti, avrebbe dovuto far controllare con meticolosità le lettere prima di notificarle ai cittadini.

La Pubblica Amministrazione ha bisogno di credibilità e autorevolezza per essere rispettata dai cittadini, soprattutto nel corso di una vera e propria lotta all’evasione ingaggiata in tempi durissimi come quelli che, ahinoi, stiamo vivendo».

“Un’amara previsione”

«Mi lasci concludere con un’amara previsione. In seguito all’attività di riscossione intrapresa, purtroppo avremo i soliti cittadini che pagheranno quanto accertato, magari anche per tributi già prescritti o già pagati, per i quali non conservano le ricevute. Tutto ciò per importi di poche decine, massimo poche centinaia di euro. Mentre, avremo cittadini che non hanno mai pagato e non pagheranno per importi ben più alti. E così avremo il Fondo accantonato per i crediti di dubbia esigibilità scalfito di poco, se non addirittura aumentato, perché anche l’azione esecutiva che seguirà l’accertamento ha i suoi costi e non sempre è produttiva di effetti.

Si pensi a chi è debitore di centinaia di migliaia di euro (e ce ne sono). In questo caso l’Amministrazione potrà pignorare l’immobile, ma non potrà fare altro. Dubito che il Comune di Turi procederà alle vendite all’asta degli stessi. Se poi si tratterà di prime case, allora, neanche il pignoramento sarà consentito per legge».

Fabio D’Aprile

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