Sabato 23 Gennaio 2021
   
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“La competenza ci salverà dal pressapochismo”

Giannalisa Zaccheo

Giannalisa Zaccheo: “Per rinascere dalle macerie del Covid, ognuno deve fare la sua parte, senza risparmiarsi”

Il messaggio che il consigliere Giannalisa Zaccheo, capogruppo del Gruppo Misto, ha voluto condividere con i cittadini è incentrato sulla speranza che il 2021 sia l’anno della “rinascita”.

Un cammino di “ricostruzione” di una “nuova” Turi che deve iniziare “vaccinandosi” dalla retorica della politica mediocre: troppo spesso, la classe dirigente si lascia fagocitare dall’apparato burocratico, diventando spettatore inerte degli eventi. Al contrario, occorre fare uno sforzo per riappropriarsi della propria funzione di indirizzo politico-amministrativo, tenendo salde le redini del paese per guidarlo fuori dalle sabbie mobili in cui rischia di affondare.

In questo ambizioso progetto, secondo l’avvocato Zaccheo, un ruolo decisivo è rivestito dalla disponibilità dell’esecutivo ad accogliere le proposte collaborative della minoranza: finora, sebbene “apprezzati a parole”, ogni suggerimento è stato puntualmente respinto al mittente.

Ricostruiamo una nuova Turi

«Auguro a tutti i miei concittadini che questo nuovo anno sia un anno di rinascita e ricostruzione.

Dobbiamo necessariamente raccogliere tutte le nostre forze, soprattutto interiori, per ricostruire in noi un sentimento di appartenenza, non solo alla comunità, ma all’umanità intera.

Il 2020 ci ha messo dinanzi all’amara realtà che l’Uomo per sopravvivere ha bisogno dell’altro.

Dobbiamo fidarci del prossimo e delle competenze che ognuno di noi ha maturato nel proprio percorso di vita, di studi e di lavoro. Abbiamo bisogno di bravi medici, di bravi infermieri, di bravi scienziati, di bravi contadini, di bravi commercianti, di bravi professionisti, di bravi politici. Soltanto la bravura, intesa come competenza e dedizione disinteressata, potrà salvarci dal pressapochismo, dall’inefficienza e dall’inevitabile declino.

Per rinascere dalle macerie del Covid, dobbiamo appellarci tutti al senso di responsabilità, perché siamo chiamati a ricostruire un mondo nuovo, un’Italia nuova, una nuova Turi, che possano ospitare le prossime generazioni.

Ognuno deve fare la sua parte, senza risparmiarsi. Mettere al servizio della ricostruzione i propri talenti, qualunque essi siano».

Superare la politica della mediocrità

«Da donna impegnata nell’ambito amministrativo della nostra cara Turi, auspico che tutti coloro che sono stati chiamati a governare il nostro paese lo facciano con il massimo degli sforzi intellettuali, di studio e approfondimento di ogni questione. Sono convinta, infatti, che solo una buona preparazione e una profonda dedizione possa garantire che Turi sia governata da chi è stato eletto e non da chi ricopre incarichi dirigenziali.

Il bravo politico è in grado di indirizzare la politica territoriale con autorevolezza e fa in modo che gli Uffici si mettano a disposizione degli eletti per portare a termine gli impegni presi con i cittadini.

Non è un caso che, paradossalmente, Turi ha goduto di una buona gestione politico/amministrativa nel corso dell’ultimo commissariamento, grazie ad un Commissario Prefettizio preparato e autorevole. Il politico mediocre e impreparato, invece, subisce gli Uffici, che spesso si contrappongono agli indirizzi politici con mille pretesti, perché assecondare l’apparato amministrativo eletto dal popolo spesso significa dover impegnare più tempo ed energie. Purtroppo, troppo spesso, in questi ultimi mesi e anni abbiamo assistito a scenari di politica mediocre».

“Collaborare non solo a parole”

«Come consigliere di minoranza ho riscontrato che, portando in Consiglio questioni di una certa complessità, ho avuto risposte solo dai responsabili dei vari Uffici e non dai politici. Il Consiglio troppo spesso ha abdicato alle proprie funzioni delegandole ai vari capi settore. Troppe volte le mie proposte, come quelle dei miei colleghi di minoranza, seppure apprezzate a parole, sono state licenziate perché ritenute non fattibili dai dirigenti di turno. Questa cosa la trovo aberrante. Pertanto, auspico un cambio di rotta da parte della maggioranza.

Auspico, altresì che l’esecutivo si apra davvero, e non solo a parole, alla politica collaborativa che noi della minoranza più e più volte abbiamo dimostrato di saper fare, ma che ha trovato ostacoli insormontabili, primo fra tutti nella tempistica di convocazione del Consiglio Comunale e delle relative Commissioni permanenti a pochissimi giorni dalle sedute. Le Commissioni permanenti vengono sistematicamente convocate solo per adempiere ad un obbligo di legge e non per farle lavorare in modo proficuo e costruttivo.

Turi appartiene ai turesi. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita con il voto. Sia dei consiglieri di maggioranza che dei consiglieri di minoranza. Da questo sacrosanto principio è necessario ripartire con spirito davvero innovativo e di appartenenza alla comunità».

L’appello al sindaco

«A tal proposito, faccio un appello al sindaco: ci metta nelle condizioni di svolgere la nostra funzione di indirizzo politico, convocando il Consiglio Comunale e le relative Commissioni con più largo anticipo, affinché tutti insieme possiamo concretamente lavorare per un paese migliore.

Chiudo, preannunciando che noi consiglieri di minoranza stiamo valutando di presentare una proposta di modifica del Regolamento del Consiglio Comunale di Turi, finalizzata appunto a rendere più efficaci i lavori delle Commissioni. L’augurio, a questo punto, è che il sindaco e la maggioranza accolgano questa nuova ed importante iniziativa della minoranza».

Fabio D'Aprile

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