Sabato 23 Gennaio 2021
   
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“Il dovere della speranza”

Lanfranco Netti

Lanfranco Netti: “L’amore per Turi sarà il faro che ci guiderà fuori dalla tempesta”

Dopo l’amarcord dei “fatti salienti” dell’anno che ci siamo appena lasciati alle spalle, apriamo la pagina politica con le riflessioni dei tre capigruppo consiliari, cui abbiamo chiesto quali sono gli auspici che nutrono per il 2021.

Iniziamo con Lanfranco Netti, capogruppo di maggioranza, che saluta un anno “che ha messo tutti a dura prova”. Le lacrime versate da chi è stato colpito dall’emergenza Covid, declinata nelle sfaccettature sanitarie ed economiche; le vecchie e nuove fragilità sociali che sono “esplose”, richiedendo uno sforzo straordinario della macchina del welfare; la “normalità” della routine quotidiana che è stata stravolta al fondo, strattonata tra lockdown, coprifuoco e zone dai colori cangianti.

Queste sono le scorie di un 2020 che finirà “sui libri di storia”. E da queste scorie, secondo Netti, bisogna ripartire con fiducia, rafforzando gli strumenti di tutela sociale, proseguendo la pianificazione amministrativa per “costruire insieme un paese il più solidale e accogliente possibile” e nutrendosi della speranza che presto potremo ritornare a “riveder le stelle”.

Le ferite di un anno infausto

«Ci lasciamo alle spalle un anno che, per quanto sia desiderio comune dimenticare in fretta, ricorderemo a lungo per le ferite che ha inciso sulla pelle della nostra comunità. Il pensiero va a chi ha dovuto affrontare questo virus e a chi, purtroppo, non ce l’ha fatta. A coloro che hanno combattuto in prima linea, dagli operatori sanitari ai volontari che, con sacrificio e spirito disinteressato, si sono spesi per dare il proprio contributo affinché le enormi problematiche innescate dalla pandemia potessero essere tamponate.

Salutiamo un anno in cui - volendo soffermarci sugli aspetti meno bui – abbiamo avuto la possibilità di fare un “salto quantico” sotto molti punti di vista. Penso al valore della gratitudine, al non dare nulla per scontato e ad apprezzare ciò che abbiamo nella quotidianità e non solo quando ne veniamo privati. Abbiamo scoperto quanto le nuove tecnologie possano fornire un valido aiuto per ridurre il “gap della distanza”, pur essendoci ancora varie criticità infrastrutturali che occorrerà superare con l’aiuto degli Enti sovracomunali».

Un “terremoto sociale” che non ci ha piegato

«Da marzo ad oggi abbiamo visto scorrere molte lacrime, non solo da parte di chi è stato colpito fisicamente dal virus ma anche dai tanti turesi travolti dall’onda lunga delle conseguenze socio-economiche del Covid. Si sono create nuove disuguaglianze che mai avremmo immaginato e sono esplose prepotentemente le fragilità già esistenti.

Un “terremoto sociale” che non ci ha atterrito; al contrario, è diventato uno sprone per l’Amministrazione, che ha indirizzato ogni risorsa per fortificare le politiche sociali, senza tralasciare di avviare le progettualità preventivate. E questa sarà la strada maestra che continueremo a percorre nei prossimi mesi: mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione dell’Ente per sostenere i nostri concittadini e, al tempo stesso, preparare il terreno per costruire insieme un paese il più solidale e accogliente possibile.

L’amore per Turi, soprattutto alla luce di questo anno agghiacciante, deve essere la stella polare di qualsiasi logica e azione programmatoria, con una particolare attenzione alle fasce che hanno sofferto e soffrono tutt’oggi».

“E quindi uscimmo a riveder le stelle”

«Leggevo che quest’anno ricorre il 700esimo anniversario dalla morte di Dante Alighieri. Rispolverando le reminiscenze scolastiche, il verso che chiude l’ultima cantica dell’Inferno recita: “E quindi uscimmo a riveder le stelle”. Ebbene, auspico che, complice questa coincidenza scaramantica, le parole del sommo poeta si concretizzino, consentendoci di guardare al futuro con ritrovata serenità.

Certo, il virus non segue il calendario gregoriano e sarebbe ingenuo pensare che, allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre, la pandemia potesse svanire, diventando un brutto capitolo che le future generazioni studieranno sui libri di storia. Ci attende ancora un lungo e tortuoso cammino; tuttavia, come essere umani abbiamo bisogno di nutrirci della speranza, della convinzione che avremo la forza per superare questa tempesta. E il faro che ci guiderà verso l’ambìto porto sicuro è il vaccino. Sarà importante, a tal proposito, avviare una campagna di informazione e sensibilizzazione capillare e mi auguro che, quando arriverà il turno del nostro Comune, i turesi aderiscano in maniera convinta e massiccia».

Restituiamo la “normalità” ai nostri figli

«Un’ultima riflessione la rivolgo ai bambini e ai ragazzi, spesso “storditi” dall’angoscia degli adulti e penalizzati dalle tante limitazioni che hanno messo in discussione la propria routine: spetta a noi chiudere questa parentesi nel migliore dei modi, facendo sì che i nostri figli possano ricordare il 2020 come un anno “speciale” e non orribile.

Abbiamo il dovere di ritornare alla normalità; un obiettivo, quest’ultimo, che abbraccia anche la ripresa delle lezioni in presenza. Le Istituzioni scolastiche, seppur gravate dall’onere di risolvere nuove complessità, si sono mobilitate con un’encomiabile prontezza e con una flessibilità tutt’altro che trascurabile, dimostrando di essere in grado di garantire la prosecuzione dei percorsi formativi in completa sicurezza».

Fabio D’Aprile

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