Domenica 11 Aprile 2021
   
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Caos sui primi due debiti dell’Amministrazione Resta

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La minoranza valuterà i presupposti per interpellare la Corte dei Conti. Il sindaco anticipa: “Le responsabilità della parte gestionale verranno approfondite”

Licenziato il Piano per il diritto allo studio, l’assise è passata al riconoscimento di due debiti fuori Bilancio, riferiti alle spese legali legate ai decreti ingiuntivi con cui il Giudice di Pace ha riconosciuto ai ricorrenti il diritto ad ottenere il saldo dell’importo pattuito per la cessione dei suoli necessari a realizzare la strada di via della Resistenza (nota ai più come strada Lidl).

Come ricostruisce l’assessore Maurizio Coppi, poiché non c’era motivo di opporsi ai decreti ingiuntivi, si è deliberato di riconoscere i due debiti fuori bilancio per un importo rispettivamente di 525,56 euro e 653,64 euro.

Zaccheo: “Delibere da correggere”

Il consigliere Giannalisa Zaccheo, messo in risalto che si tratta del «primo riconoscimento di debiti fuori Bilancio di competenza di questa maggioranza», denuncia una “confusione” nelle due delibere tra le varie fasi del decreto ingiuntivo (la procedura monitoria e quella esecutiva) che invita a correggere.

«Voglio capire – aggiunge – perché ci siamo fatti recapitare un decreto ingiuntivo per una pretesa che si è subito riconosciuta come fondata, tanto che non si è ritenuto fare alcuna opposizione, arrivando a pagare oggi 1.170 euro di spese legali, pari al costo di un palo della luce o a quattro mesi di buoni pasto per una famiglia indigente».

Coppi: “Un fulmine a ciel sereno”

«Parte di quello che ha detto è condivisibile. Siamo arrivati ad oggi – dichiara l’assessore Coppi – perché il preliminare di compravendita era già stato oggetto di un contenzioso dinanzi al Giudice di Pace che si è concluso con un parere favorevole per il Comune di Turi. Subito dopo la pronuncia della sentenza che è arrivata nel 2019, i tre ricorrenti hanno avuto vari incontri con l’Ufficio Tecnico per tracciare i confini e pagare il saldo. Mentre si stava dialogando, come un fulmine a ciel sereno, abbiamo visto l'arrivo di questo decreto ingiuntivo da parte di due dei tre ricorrenti».

«Quando lei dice che è passato del tempo prima di assolvere al debito – prosegue Coppi, assicurando che si provvederà a pagare il dovuto quanto prima – ha ragione, ma la vorrei invitare a trascorre qualche ora in Comune per rendersi conto della mole enorme di lavoro rispetto al personale che abbiamo. Potrà comprendere meglio che non c'è mancanza di trasparenza nei vostri confronti o la volontà di creare problemi ai ricorrenti».

Bighellonare negli Uffici…

«Non veniamo in Comune – replica il consigliere Zaccheo – per evitare di intralciare ulteriormente il lavoro degli Uffici che siamo certi siano oberati di lavoro». «Ricordo il primo giorno in cui ci siamo conosciuti con l’Architetto Del Rosso: ci supplico di non andare tutti i giorni come era avvezzo fare chi ci ha preceduti, come qualcuno dell’attuale maggioranza che stava lì a bighellonare negli Uffici facendo perdere tempo. Noi ci presentiamo sempre in punta di piedi».

«Nel momento in cui c’è una sentenza esecutiva del Giudice di Pace, proprio perché c’è tanto lavoro da smaltire e poco tempo, si paga subito. Era già stata stanziata la copertura finanziaria per la sorte capitale e non era necessario neanche convocare il Consiglio comunale» – chiosa il consigliere, non escludendo di chiedere una verifica alla Corte dei Conti –.

«Noi non andiamo a bighellonare negli Uffici – ribatte Coppi – la trovo un’espressione offensiva. È calata nella realtà che viviamo o pensa che siamo in un Comune con 50 dipendenti? Sa che rincorriamo le persone per dar seguito ai provvedimenti. Non contesto che l’Ufficio dovesse pagare anzitempo, contesto il tono polemico ricorrente. Siamo qui per risolvere i problemi non certo per danneggiare qualcuno; laddove non ci riusciamo, ci assumiamo le nostre responsabilità ma è bene chiarire che non c’è alcuno dolo».

Riprende la parola il consigliere Zaccheo: «Se mi sono espressa male, chiedo scusa. Riportavo il ricordo del primo incontro con Del Rosso, il quale ci pregò di non sostare negli Uffici, come facevano i consiglieri di minoranza che ci hanno preceduti». Assodato il presunto equivoco, il consigliere torna alla carica: «Non si può giustificare tutto con gli Uffici comunali oberati. Non so dove veda il mio atteggiamento polemico, polemico nel dirle che ci sono i presupposti per fare un’interrogazione alla Corte dei Conti?».

Venire in Comune? Una perdita di tempo

«Può capitare a tutti – interviene il consigliere Spinelli – di usare un termine inappropriato, come il suo “sottogamba”». «Nessuno di noi ha mai preso nulla sottogamba e anche questo tema è stato affrontato in Commissione, pur con i limiti derivanti dall’assenza di chi poteva dare delle risposte precise». E a tal proposito, il consigliere rinnova l’appello a mettere la minoranza, «già posta in affanno e in ritardo nel venire a conoscenza degli argomenti di cui si deve discutere, nelle migliori condizioni possibili per acquisire tutti i dati».

Quanto all’invito di osservare di persona il disagio che si vive a Palazzo di Città, Spinelli declina con cortesia: «Non c'è bisogno di venire in Comune a vedere la situazione perché, personalmente, la riesco a comprendere dai risultati che arrivano all’esterno. È evidente che i risultati denunciano una situazione alle spalle estremamente grave». «Venire in Comune a vedere una situazione drammatica che so già che esiste è una perdita di tempo per me e per gli altri, a cominciare da chi mi farà da “cicerone” per mostrarmi tutte le gravi mancanze. Detto questo – termina – davanti a un procedimento per responsabilità amministrativa, dire che gli Uffici sono oberati non ha alcun valore».

«Quando ho usato il termine “sottogamba” – precisa Coppi – ho ripreso quanto detto dal consigliere Zaccheo senza alcuna polemica». In merito all’inutilità di venire in Comune, l’assessore obietta che essere «consiglieri di opposizione significa, come spesso avete detto, essere propositivi e inclusivi con la maggioranza». «Dire che gli Uffici vuoti – conclude – non può essere una risposta valida, è un’affermazione che contesto: non farebbe una piega qualora avessimo una situazione normale, ma viviamo una situazione emergenziale, siamo ai minimi termini».

«La filastrocca dell’essere propositivi – rintuzza Spinelli – sta diventando una barzelletta, siamo sempre stati propositivi ma siamo puntualmente ignorati, e di precedenti ce ne sono una caterva». «Voglio ricordare che veniamo molto spesso ignorati anche nelle minime forme di garbatezza istituzionale». «L’invito a venire in Comune – ribadisce – lo ritengo superfluo e non necessario alla risoluzione delle problematiche».

«All'inizio di questo mandato – coglie la palla al balzo il capogruppo Angelo Palmisano – proprio perché volevamo essere un punto di riferimento non solo per gli elettori ma anche per il Consiglio, avevamo chiesto di avere uno spazio dove poter fisicamente essere presenti Comune e visionare gli atti che l’Amministrazione produceva. Questa poteva essere un'opportunità per essere al servizio della maggioranza in maniera più puntuale ma, come sempre accaduto, i nostri consigli non sono mai stati presi in considerazione».

Le responsabilità verranno chiarite

Nel concludere la discussione, il sindaco Tina Resta, pur condividendo le argomentazioni di fondo dell’intervento dell'assessore Coppi, aggiunge che, «per onestà intellettuale, se ci sono delle responsabilità dell'apparato gestionale, devono essere sottolineate ufficialmente; non intendiamo coprire nessun atto dell’attività gestionale». «Avendo sia il ruolo di sindaco che la delega all'urbanistica, ritengo che per questi due atti le responsabilità vadano approfondite».

I due debiti vengono approvati con i voti della maggioranza e la promessa del consigliere Zaccheo di approfondire l’argomento e valutare il ricorso alla Corte dei Conti.

FD

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