Sabato 28 Novembre 2020
   
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Due beneficiari del Reddito di Dignità a lavoro in Comune

Maurizio Coppi

In arrivo altre unità entro la fine dell’anno. L’assessore Coppi: “Un provvedimento che evita l’emarginazione sociale e aiuta l’Ente a potenziare i servizi offerti alla comunità”

Da un po’ di tempo si ventilava l’ipotesi di impiegare i cittadini che percepiscono il Reddito di Dignità (ReD) e il Reddito di Cittadinanza (RdC) per supportare l’Ente nelle attività di pubblico interesse.

Ebbene, in questi giorni, l’Amministrazione Resta è passata dalle parole ai fatti: «Due beneficiari del Reddito di Dignità (ReD) – ci spiega l’assessore al personale, Maurizio Coppi – hanno iniziato una collaborazione con il Comune di Turi. Si è dato seguito a quel “patto di inclusione sociale” che è alla base della misura di sostegno regionale e che permette di attivare tirocini formativi e lavori di comunità, volti a raggiungere un duplice obiettivo: evitare l’emarginazione sociale e fornire un’occasione per il reinserimento nel mondo del lavoro». In particolare, i due cittadini sono stati impiegati rispettivamente a supporto del Gabinetto del sindaco e della Polizia Locale. «È molto probabile – anticipa – che entro dicembre arrivino altre unità a sostegno del nostro Ente».

Ma non è l’unica buona notizia che l’assessore Coppi ha in serbo: «In sinergia con l’Ambito Sociale di Zona, che vede il Comune di Gioia del Colle come capofila, stiamo ultimando gli adempimenti per poter impiegare i percettori del Reddito di Cittadinanza nei cosiddetti Progetti Utili alla Collettività (PUC). Come noto, si tratta di prestare 8 ore settimanali, aumentabili fino a 16, per svolgere attività che permettano di potenziare i servizi offerti dall’Ente, avendo una ricaduta positiva sull’intera comunità».

Aree edificabili, nessun passo indietro

In merito alla vicenda dei ricorsi relativi all’IMU 2012, l’assessore Coppi, delegato al Contenzioso, tiene a precisare che la decisione di appellare le sentenze dinanzi alla Commissione Tributaria Regionale «non è stata assunta a cuor leggero e non deve essere letta come un dietrofront dell’Amministrazione Resta che, con l’approvazione dei valori venali a valere per il 2020, ha dimostrato di avere tutte le intenzioni di venire incontro alle legittime richieste dei cittadini»

«La scelta su questa specifica contingenza dell’annosa questione – chiarisce l’assessore – ha dovuto tenere conto dell’iter legale incardinatosi prima del nostro intervento risolutorio. In più, il parere depositato dal legale di fiducia dell’Ente suggerisce ricorre in appello poiché la Commissione Tributaria Provinciale non è mai entrata nel merito del contendere; quando lo ha fatto, due volte su due, si è pronunciato in favore dell’Ente. Con queste premesse, non potevamo esimerci dal proseguire l’iter giudiziario senza esporci a una censura da parte delle Corte dei Conti.

Se per il 2012 i margini di manovra erano limitati, dal 2013 in poi si cambierà spartito: «L’indirizzo politico che la Giunta ha dato agli Uffici – annuncia Coppi – è di avviare il percorso di mediazione con i cittadini interessati, così da arrivare a una definizione conciliatoria della controversia. L’auspicio è di iniziare quanto prima una serie di incontri per definire la vicenda e ritengo ci siano ottimi presupposti per raggiungere una condivisione di interessi con buona parte dei ricorrenti».

Case popolari, verso l’assegnazione

Sul fronte delle case popolari l’assessore Coppi conferma l’attesa “buona novella”: saranno assegnate entro dicembre 2020.

«Per le sette unità abitative di via Del Re (ex Chiostro dei Francescani) mancano all’appello gli ultimi adempimenti burocratici conseguenti i lavori di ristrutturazione degli immobili; per i 12 alloggi di via Conversano, oltre a ultimare le pratiche relative all’accatastamento, vanno sistemate le aree esterne, al fine di garantire un accesso sicuro e dignitoso. Contestualmente – conclude l’assessore – stiamo provvedendo all’aggiornamento della graduatoria degli aventi diritto, una verifica di rito che ha il solo scopo di accertare che sussistano ancora i requisiti utili all’assegnazione di un alloggio popolare».

Fabio D’Aprile

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