“Corsa ad ostacoli: ‘Patto per Turi’ non arretra!”

Sergio Spinelli

Dai Regolamenti al project per la pubblica illuminazione, il consigliere Spinelli denuncia la mancanza di condivisione della maggioranza e “l’arroganza nel voler fare da soli”

Spente le webcam dell’ultimo Consiglio comunale, abbiamo chiesto al consigliere Sergio Spinelli di riassumere l’intento degli emendamenti che il gruppo “Patto per Turi” ha presentato ai due Regolamenti approvati dall’assise cittadina.

In sintesi, come potrete leggere, Spinelli mette in chiaro che “contrariamente a quanto propagandato dalla maggioranza”, è toccato all’opposizione “fare gli interessi dei più deboli”, correggendo il tiro di alcuni passaggi dei Regolamenti che risultavano troppo incisivi nei confronti dei contribuenti morosi per reali difficoltà, oppure ripristinando le detrazioni previste per le fasce più fragili (gli utenti delle case popolari), inspiegabilmente eliminate. Inoltre, il consigliere denuncia il mancato coinvolgimento della minoranza durante le fasi di elaborazione dei Regolamenti stessi: si è stati interpellati “a cose fatte” e “con tempi ristrettissimi per poter valutare e analizzare nel migliore dei modi una quantità notevole di documenti”.

La stessa assenza di “tempismo” e condivisione si sarebbe verificata anche a riguardo del project financing per l’ammodernamento della pubblica illuminazione. “Una decisione così importante e vincolante per la nostra comunità – evidenzia Spinelli – non avrà mai un passaggio in Consiglio e resterà quindi appannaggio di una delibera di Giunta”. In altre parole, non ci sarà la possibilità di confrontarsi e rettificare alcune sbavature potenzialmente “dannose” per l’interesse collettivo.

Può spiegarci a cosa miravano gli emendamenti al Regolamento delle Entrate?

«Il gruppo “Patto per Turi”, nel corso dei lavori della 1a Commissione Permanente, a cui ho partecipato, ha proposto tre emendamenti al Regolamento delle Entrate. Sottolineo immediatamente come tutti e tre siano stati approvati all’unanimità dai votanti, segno evidente della fondatezza e della rilevanza delle osservazioni stesse. Obiettivo principale è stato il miglioramento dello strumento normativo comunale e ove possibile tutelare le fasce più deboli.

Abbiamo richiesto e ottenuto l’eliminazione della lettera d), del comma 2 dell’articolo 5, ove erroneamente e pericolosamente era riportato, mi auguro per un refuso da “copia e incolla”, la possibilità di affidare il servizio comunale di riscossione coattiva anche a ditta che si occupa della “gestione dei rifiuti”; credo che l’inopportunità nonché irregolarità di tale affermazione non meriti ulteriori commenti.

Abbiamo richiesto - e parzialmente ottenuto - l’elevazione dell’importo massimo possibile per ottenere la dilazione del debito senza dover presentare garanzie accessorie, esattamente da 6.000 a 8.000 euro (la mia richiesta iniziale era di portarlo a 10.000 euro ma l’alternativa era nessun incremento per cui mi accontento, mio malgrado). È evidente che l’intento è quello di allargare il più possibile la fascia di contribuenti onesti e per bene che, in un momento di estrema difficoltà, vogliono comunque adempiere ai propri impegni e che avrebbero sicure difficoltà ad ottenere garanzie, peraltro certo non a buon mercato ma con un aggravio di spese importante. Il nuovo Regolamento è decisamente più incisivo verso i contribuenti morosi (e aggiungo come è giusto che sia!) ma non facciamo di tutta l’erba un fascio.

Il terzo emendamento vuole ancora una volta correggere e riallineare le cifre minime sotto la cui soglia non si procede a recupero, dichiarando il credito inesigibile, elevando opportunamente tale limite a 20 euro ed equiparandolo nei diversi articoli che lo richiamano, evitando così disguidi e aggravi di lavoro inopportuni».

E quelli al Regolamento di disciplina dell’IMU?

«Vorrei intanto evidenziare, come ormai di consueto, che la minoranza non è stata per niente coinvolta durante le fasi di elaborazione dei suddetti Regolamenti ma solo a cose fatte, con tempi ristrettissimi per poter valutare e analizzare nel migliore dei modi una quantità notevole di documenti. Ciò nonostante, sia il mio gruppo “Patto per Turi” che il consigliere Giannalisa Zaccheo hanno presentato e condiviso diversi emendamenti, segno che il lavoro avrebbe potuto essere migliorato con una sinergia di sforzi. In merito al Regolamento sull’IMU, al di là delle solite correzioni di refusi da “copia e incolla”, che incredibilmente si ripresentano sistematicamente, rilevante è l’emendamento da me presentato in merito alle detrazioni approvate. Nello specifico, per i possessori di “Alloggi IACP”, differentemente da quanto fino ad oggi in vigore, erano state eliminate le detrazioni previste. Abbiamo quindi richiesto e ottenuto all’unanimità il ripristino di 200 euro di detrazione per tale categoria. Era paradossale la presenza di detrazioni in categorie decisamente meno problematiche e invece non considerarle in questo caso. Come dicevo in precedenza abbiamo dovuto noi fare gli interessi dei più deboli contrariamente a quanto propagandato dalla maggioranza».

Sono stati approvati gli atti di gara relativi al project financing. Avete potuto confrontarvi con la maggioranza per condividere i parametri di valutazione delle offerte?

«Assolutamente no. Non è una novità. Tutti i nostri appelli alla condivisione, collaborazione, alla revisione della delibera di Giunta e quindi degli atti propedeutici all’affidamento sono caduti nel vuoto più assoluto. Una decisione così importante e vincolante per la nostra comunità non avrà mai un passaggio in Consiglio e resterà quindi appannaggio di una delibera di Giunta, peraltro sfiduciata e ricomposta con avvicendamenti. Tutti i dubbi e i quesiti che più volte sono stati evidenziati non hanno mai avuto una risposta. Ho letto inoltre che le procedure di gara sono state affidate alla ASMECOMM centrale unica di committenza, forse nell’intento di garantire trasparenza e rapidità di esecuzione; sarebbe la prima volta che ci avvaliamo di tale opportunità e speriamo di non pentircene. In merito ai parametri, così come già dichiarato dall’Assessore Dell’Aera nell’incontro farsa con la minoranza, immagino sia stata lasciata la totale autonomia al Capo Settore competente e si vede».

È arrivata una risposta alle vostre perplessità sull'inserimento nel progetto delle strade non ancora acquisite dal Comune?

«Assolutamente no! Ancora una volta silenzio assoluto. È assurdo iniziare una cura senza conoscere la malattia. Stanno procedendo ad affidare un project sulla illuminazione pubblica, che prevede l’installazione di nuovi punti luce, e ancora non si sa quanti ne servono, dove occorrono e che problemi ci sono per installare gli stessi. La famosa mappatura delle problematiche urbanistiche, cavallo di battaglia già dai palchi, non vede ancora la “luce” (è passato un anno e mezzo); e intanto decine e decine di famiglie vivono nel buio da sempre senza poter usufruire di un servizio cui però contribuiscono fiscalmente. Evidentemente stenta a essere rispettata quella equità sancita dall’art. 3 della Costituzione nel momento in cui lo stesso diritto non a tutti è concesso. Lo ritengo molto grave e il silenzio in merito a tali problematiche non mi porta ad essere ottimista per il futuro. Lo abbiamo ribadito tante volte e lo faccio ancora: nessuna strada dovrà restare al buio, anche perché significherebbe rimanerci per i prossimi 20 anni, ossia per sempre. Anche su questo “Patto per Turi” eserciterà la sua azione di controllo con il massimo impegno».

In linea generale, cosa ne pensa dei criteri di valutazione dell'offerta tecnica e di quella economica?

«Non voglio entrare nei tecnicismi della procedura ma a mio avviso riscontro almeno due criticità.

La prima si riferisce alla possibilità di procedere all’aggiudicazione in presenza anche di una sola offerta valida. Tale eventualità è normalmente riservata alle procedure di gara che sottendono ad esigenze di imprescindibile necessità ed urgenza per il committente dovute a particolari circostanze. Per quanto sia senz’altro urgente efficientare la nostra “pubblica”, non credo sia la giusta scelta limitare ad una sola offerta valida l’aggiudicazione perché si corre il rischio di restringere anziché allargare il campo esplorativo. L’obiettivo di una procedura aperta è quello di ottenere le migliori condizioni tecniche ed economiche possibili sul mercato, nell’interesse dei cittadini, e per farlo occorre appunto allargare e non restringere.

La seconda criticità è proprio sull’attribuzione dei punteggi. Nei criteri di valutazione dell’offerta economica sono attribuiti massimo 10 punti alla voce “tempo di esecuzione lavori” e solo 5 a ciascuna delle restanti due voci “durata della concessione” e “compenso della concessione”. Mi sembra paradossale. È interesse primario dell’aggiudicatario chiudere i lavori nel minor tempo possibile al fine di avviare subito il rientro dell’investimento con i risparmi in bolletta. Per cui puntare tutto su questa voce non ha senso per me. Io invece avrei dato molto più peso alla riduzione degli anni in concessione, cercando di scendere da quel terribile 20 anni che suona come una minaccia.

Come di consueto la mancanza di condivisione e l’arroganza nel voler fare da soli sarà poi pagata da tutta la cittadinanza».

Fabio D’Aprile