Martedì 01 Dicembre 2020
   
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“Turi ostaggio di una maggioranza litigiosa”

Paolo Tundo

Paolo Tundo: “Se non si trova il giusto equilibrio, il sindaco deve dimettersi”

«La crisi politica della maggioranza, iniziata con le fibrillazioni di cui ho sempre parlato, è ormai esplosa». A parlare è Paolo Tundo, consigliere di opposizione, secondo cui l’Amministrazione Resta assomiglia per molti versi a quella guidata da Menino Coppi: «Fin dall’inizio si è litigato per un posto in Giunta o per la divisione delle deleghe, mettendo in secondo piano l’attuazione del programma con cui “TuRinasce” si è presentata ai cittadini. Piuttosto che dimostrare la propria capacità politica e amministrativa, si è perso tempo in contese interne che non hanno portato alcun giovamento per il paese, anzi lo hanno reso ostaggio delle ambizioni dei singoli».

«La dimostrazione chiara di questo malessere – prosegue Tundo – si è avuta durante il Consiglio comunale del 31 luglio, quando è emerso un documento a firma dei quattro consiglieri indipendenti in cui si denunciavano lacune nell’operato del sindaco e si stimolava il governo cittadino a iniziare a gestire la cosa pubblica nell’interesse generale. È già grave che la maggioranza critichi se stessa, “rubando” il mestiere all’opposizione, ma, ancora più grave, è che alla base di tutto ci sia l’ambizione personale e la “lotta alle poltrone”».

«Avevo già previsto questo scenario: conoscendo alcuni protagonisti dell’attuale maggioranza, ero certo che prima o poi avrebbero creato problemi. Lo dico con amarezza ma, se non si riescono a trovare gli equilibri e le mediazioni che consentano di andare avanti, la soluzione più rispettosa e corretta per il bene di Turi è che il sindaco rassegni le sue dimissioni».

“PROGRAMMA A ZERO”

Il risultato delle divisioni interne per Paolo Tundo ha come esito la paralisi dell’attività amministrativa: «In 14 mesi il programma è a zero, non si è fatto nulla. Mancano i progetti e gli impegni elettorali non sono stati mantenuti neanche in minima parte. Finora Tina Resta ha vissuto grazie all’eredità lasciata dal Commissario Cantadori, che dobbiamo ringraziare per aver amministrato con responsabilità».

«Via Sammichele – spiega – è ancora una grattugia impercorribile, nonostante il Commissario abbia stanziato a suo tempo ben 100 mila euro per il rifacimento dell’asfalto. Stessa cosa per via Vecchia Rutigliano, una voragine a cielo aperto, e per le strade di campagna: era stato promesso di procedere con i rattoppi prima dell’inizio dell’annata cerasicola, così da permettere ai nostri agricoltori di andare a lavoro in sicurezza, e invece nulla. Soldi stanziati in Bilancio (90 mila euro) e cantiere mai partito».

«Si aggiunga che abbiamo perso il finanziamento di 90 mila euro, messo a disposizione dal GAL “Terra dei Trulli e di Barsento” per sostenere e promuovere il turismo. È inaccettabile – tuona il consigliere – che la parte politica non sia stata capace di seguire con la dovuta attenzione un iter progettuale così importante, preferendo sprecare tempo e forze a farsi guerra».

Altro “fallimento” riguarda le case popolari: «Gli alloggi sono pronti da anni ma restano vuoti, a marcire sotto il peso dell’incuria, solo perché non si è in grado di ottenere gli allacci delle utenze di luce e gas. Nel frattempo, i cittadini bisognosi, regolarmente inseriti in graduatoria, sono costretti a vivere in condizioni precarie. Non si è mai visto il settore sociale così trascurato».

Oltre al Distretto socio-sanitario, che ormai sta assumendo le tinte di un giallo irrisolvibile, «è puntualmente rimandata anche l’attivazione dell’asilo nido, che darebbe sollievo a tutte quelle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano e, cosa non secondaria, creerebbe posti di lavoro. Eppure, il Comune di Sammichele, partito molto dopo Turi, è riuscito a realizzare il suo asilo nido e a metterlo in funzione, dimostrando di saper gestire la cosa pubblica meglio di noi».

“SICUREZZA: Il SINDACO CHIEDA RINFORZI”

Ultimo punto toccato dalle riflessioni del consigliere Tundo è il “problema sicurezza”, ritornato al centro dei dibatto della “piazza” all’indomani del tafferuglio scoppiato il 19 agosto nel bel mezzo di uno spettacolo musicale.

«Per prima cosa, esprimo la mia solidarietà al carabiniere che è stato aggredito nel tentativo di sedare la rissa. Non si può tollerare che quanti si impegnano con abnegazione a difendere il proprio territorio vengano aggrediti in questo barbaro modo. Spero che sia individuato e punito pesantemente chi si è reso responsabile di questo vile atto. Tuttavia, per onestà intellettuale, occorre precisare che il “problema sicurezza” a Turi non riguardo solo gli extracomunitari: negli ultimi mesi è aumentato lo spaccio e il consumo di droga, si verificano sempre più furti in appartamento e di autovetture, nonché atti di vandalismo, come quelli che si sono registrati recentemente nel centro storico ad opera di un gruppo di ragazzini».

«Intendiamoci – chiosa Tundo – non voglio che passi il messaggio che le nostre Forze dell’Ordine siano inette, al contrario lavorano benissimo e fanno di tutto per proteggere i cittadini, spesso in silenzio e senza il dovuto riconoscimento. Tuttavia, è palese che a Turi siano indispensabili più uomini per attivare un piano di controlli ancora più capillare e bloccare sul nascere i preoccupanti fenomeni di microcriminalità. Il sindaco Tina Resta non può limitarsi a firmare ordinanze e lavarsi la coscienza, dovrebbe sollecitare quotidianamente il Prefetto affinché invii i rinforzi necessari a supportare i nostri militari».

FD

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