Domenica 29 Novembre 2020
   
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C’erano una volta gli Indipendenti…

consiglio turi

Dietrofront del consigliere Teresita De Florio e del vicesindaco Fabio Topputi che prendono le distanze dal documento contro il sindaco e abbandonano il Coordinamento degli Indipendenti

“C’erano una volta gli Indipendenti…”. Questo potrebbe essere l’epitaffio del siparietto politico che si è consumato a fine luglio.

Come ricorderete, la diatriba a Palazzo di Città si è aperta all’indomani di una riunione allargata tra le forze politiche che costituiscono la coalizione “TuRinasce”; riunione convocata appositamente per giungere a un’intesa sulla vicenda dell’istituzione della carica di Presidente del Consiglio comunale. Tuttavia, durante quell’incontro, il vicesindaco Fabio Topputi, a nome del Coordinamento degli Indipendenti, tirava fuori dal cilindro un documento in cui, ben lungi dal disquisire di Presidenza, si sferrava un rancoroso attacco contro l’operato del sindaco Tina Resta.

Un’operazione calata dal nulla – evidentemente ispirata dal referente del gruppo, il prof. Onofrio Resta – che avrebbe puntato a spingere il sindaco a “giocare in difesa”, evitando di mettere mano alla Giunta per sostituire un paio di assessori rivelatisi inadeguati al ruolo preteso.

Una furia francese cui è seguita la proverbiale ritirata spagnola: il Coordinamento degli Indipendenti, che con tanto ardore sembrava determinato a mettere alle strette il primo cittadino, ha abbandonato l’impresa non appena si sono addensate le prime nuvole, dimostrandosi il classico gigante dai piedi d’argilla, tenuto insieme dal frastuono inebriante della conta dei voti e pronto a sgretolarsi quando, passata la sbornia, si è compreso di aver imboccato un vicolo cieco.

Il dietrofront di Teresita De Florio

Difatti, nel Consiglio comunale del 31 luglio, nonostante i tentativi del prof. Resta di nascondere la polvere sotto il tappeto, la verità è venuta fuori proprio per bocca del primo cittadino. Il sindaco, insofferente dinanzi alla mistificazione dei fatti che stava andando in scena nel piccolo emiciclo, ha rivelato i contenuti del documento politico, rendendo evidente tutta la fragilità delle motivazioni addotte dai firmatari.

Appigli tanto pretestuosi da essere rinnegati, nella stessa assise, dal consigliere Teresita De Florio che, con una dichiarazione ufficiale, ha abbandonato il Coordinamento degli Indipendenti in aperta polemica con Onofrio Resta e ha “ritirato” la propria firma da quel documento, spiegando che si era travisato lo spirito originario del messaggio da indirizzare al sindaco, ovvero esprimere contrarietà all’istituzione della Presidenza del Consiglio comunale.

Dunque, gli Indipendenti scendono a quota tre (Teresa De Carolis, Onofrio Resta e Fabio Topputi). Ed Onofrio Resta, vittima di un’ingenuità politica che da un navigatore esperto come lui non ci saremmo aspettati, prende atto della disfatta e si dimette da capogruppo di maggioranza. Non prima di aver confermato “la fiducia nel sindaco”, una postilla al limite della slogatura cerebrale che è diventata giaculatoria semiseria di ogni dichiarazione resa nel generale spettacolo dell’assurdo.

L’abiura di Fabio Topputi

A distanza di una settimana, arriva anche la seconda defezione, quella di Fabio Topputi. In un comunicato diramato alla stampa, il vicesindaco interviene per chiarire di non aver avuto «nessuna intenzione di sfiduciare il sindaco», precisando che «sarebbe stato auspicabile un dialogo costruttivo per un maggior confronto e chiarezza». Infine, la candida ammissione con relativa abiura del “cerchio magico” di Onofrio Resta: «Il documento ostile al sindaco, da me sottoscritto insieme al gruppo degli Indipendenti, è stato, per quanto mi riguarda, un errore! Colgo l’occasione per rinnovare la fiducia al sindaco e la mia estraneità da qualsiasi gruppo».

La corazzata degli Indipendenti perde quindi un altro pezzo; restano a reggerne le magnifiche e progressive sorti Onofrio Resta e Teresa De Carolis, disperdendo malamente il consenso elettorale che li aveva acclamati (almeno numericamente) forza portante della coalizione.

Rimpasto in vista…

Alla fine della messinscena, si realizza di aver sperimentato il classico esempio di “eterogenesi dei fini”: il corso degli eventi porta a risultati del tutto differenti dagli obiettivi che si intendeva perseguire in origine. Chiariamo: se lo scopo dell’improvvido braccio di ferro era mettere in minoranza il sindaco, si è avuta prova che Tina Resta può contare su un ampio consenso all’interno della maggioranza, che le riconosce gli sforzi per provare a cambiare Turi nonostante la tara di una squadra troppo acerba. E se l’auspicato finale era “salvare” due assessori dal licenziamento per giusta causa, ora è quasi certo che un rimpasto di Giunta ci sarà ben prima del giro di boa. E a contare non potranno più essere i consensi delle urne, le raccomandazioni dei “notabili” delle segreterie provinciali o le telefonate dei pezzi da novanta di via Capruzzi; a contare dovrà essere una rigorosa analisi dei risultati portati a casa in un anno di amministrazione.

Fabio D’Aprile

Commenti  

 
Ida
#1 Ida 2020-08-13 09:40
Invece di perdere tempo ad affermarsi tra di loro pensate ai cittadini !!!!
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