Lunedì 10 Agosto 2020
   
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Gli indipendenti attaccano il sindaco

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In un documento politico il “Coordinamento Civico” critica duramente l’operato del primo cittadino

Mentre siamo in chiusura del nostro settimanale, apprendiamo che nella serata di mercoledì 22 luglio, si è tenuta una riunione politica cui hanno partecipato i tre partiti di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d'Italia e Lega) e il “Coordinamento Civico”, ovvero il gruppo degli indipendenti costituito da Teresa De Carolis, Teresita De Florio, Fabio Topputi e Onofrio Resta.

Oggetto originario del confronto avrebbe riguardato la valutazione sull’opportunità di istituire la Presidenza del Consiglio; tuttavia, l’incontro avrebbe assunto una piega inattesa: Fabio Topputi avrebbe presentato a nome del suo gruppo di riferimento un documento politico in cui si criticherebbe duramente l’operato del sindaco.

Varie le motivazioni che sarebbero state addotte in questo “j’accuse”. Ad esempio, si parlerebbe di una mancata condivisione da parte del primo cittadino delle scelte prese; vale solo la pena ricordare che il “Coordinamento Civico” ha ben due rappresentanti in Giunta, uno dei quali riveste anche il ruolo di vicesindaco. Affermare che le scelte non siano “condivise”, ci pare quantomeno ironico se non paradossale.

Altra doglianza riguarderebbe i tempi di convocazione delle riunioni di Giunta, che avverrebbero pochi minuti prima e, dunque, non darebbero modo agli assessori di leggere gli atti. Se questa affermazione corrispondesse al vero, dovremmo concludere che Fabio Topputi e Teresa De Carolis, i due assessori in quota indipendente, avrebbero firmato “senza leggere” tutti i provvedimenti finora approvati. Tra l’altro, ci risulta che le delibere siano a disposizione degli assessori almeno 24 ore prima della relativa riunione: non dovrebbe essere così complicato recarsi in Municipio in tempo utile per visionarle e approfondirle.

Infine, a conclusione del documento, si ribadisce che permane il sostegno nei confronti del sindaco. E qui ci si accomoda nel finale di una farsa di second’ordine: dopo aver condannato senza riserve le azioni del primo cittadino, appare ben oltre i limiti della coerenza rinnovare la propria fiducia. Soprattutto se si considera che la “scenata” è stata fatta all’interno di una riunione allargata e non in seno alla maggioranza, dove ci sarebbe stato tutto l’agio possibile per fare sintesi e trovare un modo comune per superare le diversità di opinione.

Come avrete notato, abbiamo dovuto far ricorso al condizionale. Difatti, abbiamo provato a contattare telefonicamente il capogruppo di maggioranza per raccogliere un resoconto dettagliato dell’accaduto e dare più consistenza alle informazioni trapelate; tuttavia, il prof. Resta ci ha risposto, per la verità abbastanza bruscamente, che “non era disponibile al momento”. Attendiamo fiduciosi una sua comunicazione ufficiale.

È andata meglio con il primo cittadino Tina Resta che, con la consueta cordialità, pur preferendo non entrare nei dettagli della vicenda, ha dichiarato di aver preso atto delle criticità esposte sul suo operato e si è riservata di fare le conseguenti valutazioni.

Per concludere, se volessimo azzardare quale sia la logica dietro questa improvvisa spaccatura, ci verrebbero in mente due opzioni: ci troviamo davanti alle proverbiali “escandescenze” del prof. Resta, innescate da chissà cosa; oppure, stiamo assistendo a un astuto gioco di scacchi. Se si ha il sentore che qualche assessore possa essere sfiduciato a seguito di una verifica dei risultati prodotti in un anno di amministrazione, forse è meglio muovere per primi il “pedone”, sperando che la “regina” opti per giocare in difesa. Tuttavia, se in questo anno abbiamo imparato qualcosa del modo di amministrare del sindaco Tina Resta, temiamo che la strategia degli indipendenti sia inesorabilmente destinata a fallire o, peggio, si potrebbe trasformare in un boomerang.

Fabio D’Aprile

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