Venerdì 07 Agosto 2020
   
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“Una riunione inutile”

Palmisano, Susca e Spinelli

Patto per Turi: “Sul project financing tutto è stato già deciso. Su cosa dovremmo confrontarci?”

«Pensavamo di essere stati invitati per ragionare insieme e invece abbiamo appreso che tutto era stato già deciso». Questa l’amara considerazione di Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”, all’indomani della riunione convocata dalla maggioranza per presentare il project financing per l’efficientamento della pubblica illuminazione.

«Ci chiediamo – aggiunge perplesso Palmisano – quale sia stata l’utilità di questo incontro visto che, fin dall’inizio, ci è stato detto a chiare lettere che siamo nella fase finale del percorso e che è stato affidato agli Uffici l’incarico di preparare il bando di gara. L’Amministrazione non era tenuta a confrontarsi con la minoranza sulle proprie scelte ma, se si decide di avviare un percorso di condivisione, non ha senso metterci davanti al fatto compiuto e sperare anche di avere la nostra approvazione. Devo concludere che sia stato un maldestro tentativo di “dividere” le responsabilità nel caso un domani qualcosa non vada per il verso giusto».

“MANCA SIA LA FORMA CHE LA SOSTANZA”

Entrando nel merito delle obiezioni sollevate da “Patto per Turi”, la prima è una questione di forma: «Durante la campagna elettorale – chiarisce Palmisano – anche il nostro gruppo ha caldeggiato il canale del project financing come una delle vie preferenziali per realizzare grandi opere infrastrutturali che, diversamente, l’Ente non riuscirebbe a concretizzare data la ristrettezza delle risorse autonome. Non siamo ipocriti, continuiamo a sostenere la validità di questo strumento; quello che contestiamo è la trasparenza del percorso».

«Ci saremmo aspettati – argomenta – che nella relazione tecnica finale venissero prese in considerazione tutte le opzioni a disposizione del Comune per perseguire la messa in sicurezza e l’efficientamento della pubblica illuminazione. Magari si sarebbe arrivati alla stessa conclusione, quella appunto del project, ma attraverso un percorso inappuntabile e con la consapevolezza che l’Amministrazione avesse approfondito l’argomento e non desse l’impressione di essersi limitata a recepire passivamente la proposta di un privato».

Alle sbavature nella forma seguono i contrappunti sulla sostanza del provvedimento: «Non c’è traccia di alcun indirizzo politico che orienti il bando di gara verso quegli accorgimenti utile a tutelare i cittadini e a produrre un vantaggio reale in termini economici. Una discussione che non si esaurisce a quanti nuovi punti luce servano e dove vadano collocati; ci sono mille altre sfaccettature che potevano essere oggetto di attenta disamina»

“CENTRO STORICO, DUE PASSI INDIETRO”

L’atteggiamento di “finta collaborazione”, a detta di Angelo Palmisano, lo si ritrova anche in altre circostanze: «Più volte il vicesindaco Fabio Topputi, delegato al marketing territoriale, ha chiesto di confrontarsi con il nostro gruppo per trovare una strategia comune di rilancio del centro storico. Nell’interesse collettivo, non ci siamo mai tirati indietro, mettendo a disposizione suggerimenti e idee che, tuttavia, sono stati puntualmente ignorati. Tant’è che a distanza di un anno nulla si è mosso e la città vecchia, cavallo di battaglia dell’Amministrazione Resta, è peggiorata: non si è fatto un passo in avanti ma due indietro. Eppure, si continua a dire che “andrà tutto bene”…».

“TRE QUINTI DELLA GIUNTA SONO INCONSISTENTI”

Nelle battute finali, Palmisano ritorna sulla dichiarazione che il sindaco Tina Resta ha fatto nell’ultimo Consiglio Comunale: «Parlare della necessità di fare una mappatura del territorio dopo un anno di Amministrazione è un pugno nello stomaco. Verrebbe spontaneo domandarsi cosa si sia fatto nel frattempo. D’altra parte, mettendomi nei panni del sindaco, mi rendo conto che tre quinti della Giunta sono inconsistenti e, spesso e volentieri, il primo cittadino è costretto ad affrontare tutto in solitudine. Forse è il caso di smettere di provare a salvare ad ogni costo ciò che evidentemente non è “recuperabile”: se gli assessori non producono risultati, si volti pagina e si scelgano persone più determinate e competenti».

«La stasi che stiamo vivendo – chiosa Palmisano – è prima di tutto politico-amministrativa e, di certo, non può essere imputata solo ad una questione di scarse risorse economiche. Ci sono una serie di provvedimenti a “costo zero” le cui ricadute positive sui cittadini sarebbero immediate e rilevanti. Un esempio su tutti è la revisione dei Regolamenti comunali, oramai obsoleti e appesantiti da vincoli e inutili clausole burocratiche».

FD

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