Venerdì 14 Agosto 2020
   
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Le falle nel sistema dei controlli

Angelo Palmisano

Botta e risposta tra il capogruppo Palmisano e l’assessore Gigantelli

Nel dibattito che anima l’aula consiliare subito dopo la relazione dell’assessore Gigantelli, il primo a prendere la parola è Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”: «Mi fa piacere che l’assessore al Bilancio dica che la coperta è corta. Quando accerta questo malcostume, c’è da fare una riflessione sul sistema di controllo che il Comune mette in atto. Avete avuto un anno per pensare a come sistemare le falle nella gestione della macchina amministrativa. «Nel tempo – spiega – si è architettato un sistema a “scatola cinese” per cui l’Ufficio Anagrafe non si interfaccia con il Servizio Tributi, così come i Lavori Pubblici non conoscono quello che fa l’Urbanistica. Ci aspettavamo un ammodernamento del sistema e che il lockdown permettesse di snellire le pratiche ormai piene di polvere negli Uffici». «La coperta è corta per tutti, soprattutto per le attività commerciali che non hanno potuto esercitare nei mesi di marzo e aprile. Su questo – chiosa – speravamo si fossero previste delle agevolazioni tributarie».

«Chi arriva a Turi – replica Gigantelli – dopo l’iscrizione all’Anagrafe è invitato a recarsi presso l’Ufficio Tributi dove, tra l’altro, deve prendere il modulo per ritirare le pattumelle dall’isola ecologica. Oltre a questo, ogni 15-20 giorni vengono controllate le migrazioni presso il nostro Comune e viene aggiornato il database della Tari: se si riscontra che non è stata pagata la tassa rifiuti, viene inviata una comunicazione a casa del cittadino in cui si rinnova l’invito a recarsi presso l’Ufficio Tributi».

Il punto di Netti

Lanfranco Netti

Sull’argomento interviene anche il consigliere Lanfranco Netti, illustrando come si ci stia muovendo per migliorare l’informatizzazione dei processi interni dell’Ente: «È necessario attivare un’operazione di comunicazione tra i vari software applicativi in uso presso i vari Uffici, in particolare tra Ufficio Tecnico, Tributi e Anagrafe. Stiamo, inoltre, concludendo il subentro nell’Anagrafe nazionale della popolazione residente: il Comune di Turi, dopo una pulizia dei dati, entrerà in un’agrafe unica, in modo da permettere ad ogni Ufficio di accedere direttamente ai dati che saranno collegati con tutti i database istituzionali, rendendo automatiche molte delle verifiche di cui si sta parlando».

Le sei rate Tari

«Se abbiamo 5mila famiglie iscritte all’Anagrafe – incalza Palmisano – dovremmo poterci interfacciare con il gestore del servizio di igiene urbana e riscontrare pari numero di pattumelle. Verifichiamo questo aspetto, perché la maggior parte dei rifiuti abbandonati in strada o in campagna è ascrivibile proprio al mancato ritiro delle pattumelle che, a sua volta, è sintomo del fatto che alcune famiglie non siano censite dall’Ufficio Tributi».

«Un’altra osservazione che mi permetto di fare – prosegue il capogruppo di “Patto per Turi” – è che in passato veniva fornito il modulo per pagare la Tari (tassa rifiuti) in un’unica soluzione, quest’anno sono stati consegnati solo gli F24 delle sei rate. In questo momento di emergenza Covid, dove le banche e l’Ufficio Postale sono affollate, stiamo creando un disservizio, costringendo il cittadino ad andare sei volte».

«Con l’avvento del pagamento tramite F24 – risponde Gigantelli – non c’è mai stata la consegna del modulo della rata unica, che può essere comunque ritirato presso l’Ufficio Tributi. Abbiamo consegnato 6 mila lettere, ciascuna del peso di 80 grammi, spendendo 6 mila euro di postalizzazione: aggiungere un ulteriore foglio, significava far lievitare i costi del 50 per cento. La divisione in sei rate – specifica – è stata pensata per venire incontro alle famiglie meno abbienti, spalmando il tributo dovuto in tranche di modica cifra. I cittadini che vogliano pagare in un’unica rata non ricevono comunque alcun disservizio, giacché possono recarsi in banca o in Posta una sola volta e pagare i sei F24».

Sgravi per le attività commerciali

Più tardi, il capogruppo Palmisano chiede una risposta alla domanda posta a inizio della discussione: «Ci saranno sgravi per la Tari in favore delle attività commerciali chiuse a marzo e aprile?».

«Stiamo aspettando delucidazione da Arera, l’autorità che regola la tassa rifiuti. Sono state previste piccole agevolazioni sulla parte variabile – interviene la dott.ssa Calisi – ma il Comune deve indebitarsi chiedendo dei finanziamenti ad un Ente individuato da Arera stessa. Quando definiremo il regolamento Tari, valuteremo la possibilità di poter introdurre queste agevolazioni. Ci auguriamo, ad ogni modo, un intervento dello Stato come avvenuto per la Cosap».

Palmisano, non soddisfatto, domanda se sia stato fatto un conto dell’ammontare delle riduzioni. Appreso che la stima si aggira sui 30 mila euro, commenta: «Abbiamo speso molto di più per finanziare cose molto più futili, che non hanno né portato risultato in termini di marketing né in termini di visibilità. Sarebbe stato un segnale di vicinanza delle istituzioni alle attività commerciali, che non riusciranno a recuperare tanto facilmente i due mesi di chiusura».

FD

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