Venerdì 14 Agosto 2020
   
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Consuntivo 2019: “La coperta è corta”

L'assessore Gigantelli e la dott.ssa Calisi

Evitato il deficit, l’assessore Gigantelli esorta i cittadini a regolarizzare il pagamento dei tributi

Il “piatto forte” del Consiglio viene servito con l’ultimo punto all’ordine del giorno: l’approvazione del Consuntivo relativo all’anno finanziario 2019. È ancora l’assessore Gigantelli a relazionare in maniera puntuale sullo stato di salute delle casse comunali: «L’esercizio finanziario dell’anno 2019 si è chiuso con un risultato di amministrazione pari ad euro 3.907.963,10, il quale è stato accantonato per un importo pari ad euro 3.568.703,51 e vincolato per un importo pari ad euro 339.259,59. Purtroppo, i vincoli di legge non hanno permesso di avere avanzo libero».

«Per quanto riguarda la parte vincolata – prosegue – 120.202,55 euro sono vincoli derivanti da leggi e principi contabili (ovvero, 765 euro di entrate da concessione dei loculi vincolati per i lavori di ricostruzione dei loculi cimiteriali; 119.437,55 derivanti dai permessi di costruire vincolati per gli oneri di urbanizzazione); 219.057,04 euro corrispondono a vincoli derivanti da trasferimenti (57.377,04 euro per il progetto "scuole sicure"; 5.280 euro quale contributo al sistema integrato nascita; 86.400 e 70.000 euro di finanziamenti della Città Metropolita rispettivamente per il progetto di riqualificazione urbana e quello denominato “Centro antico Smart”)».

«La parte accantonata – aggiunge – è costituita da tre voci: Fondo credici di dubbia esigibilità (FCDE) pari a 2.890.903,92 euro; Fondo contenzioso di 676.334,59 euro e altri accantonamenti per 1.465,00 euro. Quanto al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità, mi preme far notare che è la voce che maggiormente assorbe l’avanzo: l’Ente è costretto a “rinunciare” all’utilizzo di circa 3 milioni di euro per il mancato incasso di tasse e tributi locali. In particolare, quasi il 70% di questa somma è costituito dal mancato incasso della Tari (tassa rifiuti)».

A richiesta del sindaco di spiegare meglio questo passaggio, l’assessore puntualizza che «per la Tari ci sono circa 2 milioni e 600 mila euro di residui attivi da riportare, ossia negli ultimi cinque anni si è fatto ben poco per recuperare le somme dovute. Questo sta mettendo in crisi il Bilancio del Comune, impedendoci di trovare un margine di avanzo libero da utilizzare, come auspicato, per rimpinguare alcuni capitoli di spesa del Bilancio di Previsione».

Cambio FCDE

Altro punto sul quale Gigantelli si sofferma è il cambio del metodo di calcolo del FCDE: «Fino al 2018 è stato possibile utilizzare il cosiddetto “metodo semplificato” che, rispetto al “metodo ordinario” in vigore da quest’anno, permetteva all’Ente di vincolare meno risorse per le entrate la cui riscossione era incerta. Il risultato di tale passaggio contabile e che i crediti dubbi sono passati da 1.622.087,49 del 2018 agli attuali 2 milioni e 900 mila euro. Un adeguamento normativo che ha portato vari Comuni a certificare il disavanzo di amministrazione, tanto che il legislatore ha concesso la possibilità di ripianare la situazione debitoria in 15 anni, in deroga alle regole ordinarie che prevedono una copertura in 3 anni».

«Il merito di questa Amministrazione – rimarca – è stato quello di evitare di dichiarare il deficit di Bilancio. Non è stato facile, abbiamo dovuto operare una ricognizione di tutte le “risorse libere” dell’Ente, in modo da trovare la capienza economica necessaria a coprire i crediti dubbi esigibilità».

Lotta all’evasione

«Nelle ultime settimane – evidenzia l’assessore cambiando registro – abbiamo assistito a una competizione, a volte fantasiosa, per trovare di volta in volta delle soluzioni per diminuire, azzerare o posticipare il pagamento dei tributi comunali. Per alcune situazioni, come la Cosap, è intervenuto il Governo centrale; per gli altri tributi, come Tari e Imu, non è giunto alcun supporto concreto ma si è fatto appello a una generica “discrezionalità” dell’Ente, scaricando sulle Amministrazioni comunali l’onere di trovare una soluzione».

«Come ho già avuto modo di dire, i Comuni dispongono di risorse di per sé limitate e devono muoversi nel ferreo recinto dell’equilibrio di Bilancio. La “coperta è corta” e per il Comune di Turi lo è ancora di più, considerando l’alta percentuale di evasione registrata negli ultimi 5 anni. Quell’evasione che oggi, tirando le somme dell’anno finanziario 2019, ci costa circa 3 milioni di euro.

Nessun accanimento

«Potrebbe sembrare banale ma lasciatemelo dire: il Bilancio di un Ente si regge sui tributi. Senza queste entrate, si innesca una reazione a catena che penalizza tutti, soprattutto i cittadini onesti, costretti ad accollarsi i costi di chi decide di non pagare. E sottolineo “decide” poiché, come già esplicitato in sede di approvazione del Bilancio di Previsione, l’Amministrazione non ha intenzione di accanirsi contro i “contribuenti deboli”, che non hanno la possibilità materiale di onorare i tributi».

«Se abbiamo davvero a cuore i cittadini e gli esercenti – termina – non è corretto illuderli facendo credere che sia possibile non pagare le tasse. Non abbiamo alcuna voglia di mettere mani al portafoglio dei turesi, ciò che chiediamo è che tutti i cittadini si responsabilizzino e regolarizzino le rispettive posizioni tributarie. E non per un capriccio dell’assessore al Bilancio ma perché se ognuno pagasse alle giuste scadenze, avremmo la possibilità non solo di ridurre i tributi locali ma anche di attuare un netto miglioramento dei servizi offerti all’intera comunità».

FD

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