Mercoledì 05 Agosto 2020
   
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Realtà Pugliese ‘mette radici’ a Turi

Paolo Tundo e Peppino Longo

Paolo Tundo, al fianco di Peppino Longo, ha inaugurato la sede cittadina del Movimento che sosterrà Michele Emiliano

Iniziano anche a Turi i preparativi per le competizioni regionali, fissate per il mese di settembre. Il primo corridore della maratona elettorale estiva è Paolo Tundo, che ha inaugurato la sede del Movimento “Realtà Pugliese”, di cui è Commissario cittadino. Dalle indiscrezioni raccolte, tuttavia, questo scatto in avanti di Tundo non sarebbe finalizzato a promuovere la sua candidatura diretta nel pantheon regionale: nonostante le varie sollecitazioni ricevute, starebbe valutando di “saltare” questa tornata e giocare nelle retrovie, prodigandosi per supportare la riconferma del Governatore uscente Michele Emiliano.

Ritornando alla cerimonia, tenutasi giovedì 25 giugno, oltre a un nutrito gruppo di cittadini, hanno preso parte Peppino Longo, leader del Movimento e attuale vicepresidente del Consiglio regionale, il vicecommissario cittadino Pietro Colapietro, i consiglieri del gruppo di minoranza “Patto per Turi”, i rappresentanti del Comitato “Turi Futura” e vari amministratori dei Comuni limitrofi. Assente l’Amministrazione turese per un equivoco nelle comunicazioni.

LA ‘VERA POLITICA’ È MODERATA

La parola a Lilli Susca, segretario PD

Da buon padrone di casa, Paolo Tundo apre la serata ringraziando i presenti e, dopo aver confessato l’emozione del momento, si lancia in un breve excursus della propria storia politica, in cui la costante è stata «ascoltare i cittadini, senza prenderli in giro, e fare il mio meglio».

«Provengo dalla Democrazia Cristiana e, “pupillo” di Sorice, all’epoca fui il più suffragato. Il mio punto di riferimento – spiega – è la cultura morotea che si sostanzia nell’esercizio della moderazione, seguendo la rotta tracciata dall’illustre galleria di esempi virtuosi della politica, da Martinazzoli a Mattarella». Ed infatti, la chiave di volta della politica, “quella vera”, secondo Tundo, sta proprio nella capacità di dialogare lealmente con l’avversario, accantonando le faziosità ideologiche e guardando esclusivamente all’interesse della collettività, senza «cadere nell’ostruzionismo o nei pettegolezzi».

«Sono una persona che, nei vari cambiamenti elettorali, ha dimostrato di essere sempre un uomo del centro moderato e di ispirazione cattolica; una persona – rimarca – che intende la politica come uno strumento per dare voce alle istanze dei cittadini. Dopo la militanza nei Popolari, nella Margherita e nella lista Patto Segni, nel ‘98 sono passato in Forza Italia, ricevendo la responsabilità di coordinare il circolo cittadino. Per i primi 5 anni mi piaceva, poi ho notato che non era un partito “popolare” ma un partito che guardava agli interessi delle fasce alte, senza trovare un equilibrio con le esigenze delle classi sociali più deboli. Un partito che, come tutto il centrodestra, viveva solo per la ricerca della poltrona».

L'intervento del capogruppo di 'Patto per Turi'

Questo disagio cresce nel tempo, fino ad arrivare alla rottura in occasione delle ultime elezioni comunali: «Mi hanno fatto fuori come coordinatore cittadino – ribadisce – perché non mi facevo manipolare dall’alto e perché ho messo in chiaro che i miei unici padroni sono gli elettori». A quel punto matura l’accordo con “Patto per Turi”, cui Tundo aderisce «poiché in questo gruppo ho ritrovato i miei valori. Siamo al di sopra delle correnti politiche, ci sono chiaramente delle diversità ma siamo accomunati dalla volontà di fare un'opposizione costruttiva e propositiva per la crescita del nostro territorio».

In conclusione, Paolo Tundo fa un cenno alla sua “pagella”, o meglio al suo “curriculum” politico: «Vi ho lasciato il Distretto socio assistenziale, il 118 medicalizzato, il nido e la nuova Caserma dei Carabinieri; purtroppo l'Amministrazione successiva, guidata dal dott. Menino Coppi, ha finito per perdere i finanziamenti. L’attuale governo cittadino, invece, in un anno è riuscito a fare ben poco. Si continuano ad avere enormi problemi con l’Area Tecnica, sempre più di frequente interessata dall’attività della Magistratura per venire a capo di vicende passate e presenti. Mi auguro che si assumano quanto prima i provvedimenti necessari a risolvere una situazione che da anni blocca lo sviluppo di Turi».

LONGO: LA POLITICA COME PASSIONE

Dopo l’intervento di Angelo Palmisano, capogruppo di “Patto per Turi”, e Lilli Susca, segretario cittadino del Partito Democratico, la parola passa a Peppino Longo, che esordisce ringraziando «gli artefici di questo incontro, che pone le basi a Turi del Movimento Realtà Pugliese», e facendosi portavoce dei saluti del presidente Michele Emiliano che ha promesso di fare tappa nel nostro paese nel corso della campagna elettorale.

Il pubblico presente all'inaugurazione

A seguire, Longo fornisce le coordinate per inquadrare il soggetto politico che muove i suoi primi passi nel nostro Comune: «Realtà Pugliese nasce negli anni '90 con l'onorevole Enzo Binetti. Dopo vari passaggi di mano, due anni fa, uno dei fondatori mi ha offerto di guidarlo. Considerando che la Democrazia Cristiana era scomparsa, mi si presentava l’occasione di lavorare con un Movimento moderato, cristiano e altruista: ho preso la palla al balzo e mi sono messo alla prova».

Nel biennio “longhiano”, il Movimento ha iniziato una fase di consolidamento e crescita, raggiungendo traguardi interessanti: «Abbiamo partecipato alle scorse amministrative, eleggendo due consiglieri a Bari, Alessandra Anaclerio e Vito Lacoppola, e continuiamo a raccogliere numerose adesioni. Ultimamente, a parte Paolo, è entrato anche il consigliere Giacomo Valente e tutti i consiglieri ex Udc che hanno seguito la mia storia». Una storia, quella di Longo, che inizia come cristiano moroteo nella Margherita, prosegue nell’Udc con l’exploit che lo proclama consigliere regionale e approda nel 2015 con i Popolari: nuovamente eletto in via Capruzzi, viene premiato dal Governatore Emiliano con la carica di vicepresidente del Consiglio Regionale.

«Sono da dieci anni in Regione – annota prima di congedarsi – e lavoro per il bene comune come fa Paolo a Turi. La politica per me è solo un fatto di passione, coltivata da quando avevo 16 anni».

Fabio D’Aprile

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