Venerdì 18 Settembre 2020
   
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Lavori Pubblici, tra Covid e uffici deserti

Stefano Dell'Aera

Dell’Aera: “Tutto si può dire tranne che ci sia inerzia da parte dell’Amministrazione”

Uno dei parametri con cui i cittadini misurano il rendimento di un governo cittadino è il grado di efficienza dell’Area Tecnica: urbanistica e lavori pubblici diventano la discriminante, spesso manichea, per stabilire se l’Amministrazione “funziona”. Un metro di giudizio che per Turi è difficilmente applicabile, o quantomeno rischia di restituire un quadro falsato. Difatti, come puntualizza l’assessore Stefano Dell’Aera, a fronte di un impegno politico incessante, i risultati tardano ad arrivare per un problema di fondo: gli Uffici sono pressocché vuoti.

In effetti, il Settore Lavori Pubblici poteva contare su tre unità: l’ing. Rotondo, caposettore “a scavalco” impiegato per 9 ore settimanali; un geometra che, usufruendo dei permessi previsti dalla Legge 104, riesce a garantire una presenza limitata; un’impiegata amministrativa prossima alla pensione che sta godendo le ferie maturate. L’imperfetto è d’obbligo poiché da oggi la situazione è ancora più delicata: è notizia di queste ore che l’ing. Rotondo ha maturato la decisione di dimettersi.

Diventa chiaro che, per quanto ci si affanni a programmare interventi per migliorare il paese, si viaggia con il freno a mano tirato giacché manca un apparato tecnico-amministrativo pronto a trasformare gli indirizzi politici in atti e progetti. Ebbene, proprio su questo aspetto, abbiamo interpellato l’assessore al ramo, Stefano Dell’Aera, facendo il punto sullo stato dell’arte delle opere pubbliche preventivate per quest’anno. Prima però un doveroso excursus sulla campagna cerasicola appena terminata e una riflessione sulle strategie utili a superare i limiti del comparto agricolo a beneficio dell’intera economia turese.

Un suo bilancio sull’annata cerasicola?

«Come è stato rilevato dagli addetti ai lavori, tra le gelate di marzo e le situazioni climatiche che si sono verificate durante la raccolta, si è avuta una perdita importante della produzione complessiva. Va detto, però, ai quantitativi ridotti è corrisposta una pezzatura medio-alta della ciliegia: come accade spesso nelle “mezze annate”, l’albero riesce a produrre frutti di qualità e calibro maggiore. Dal punto di vista economico, è indubbio che i cerasicoltori maggiormente colpiti dalle avversità meteorologiche abbiano avuto serie difficoltà a recuperare le spese di produzione, altri sono riusciti a salvare l’annata anche grazie ai prezzi che si sono mantenuti abbastanza alti.

Pensando al futuro, se continuiamo a dirci che la tropicalizzazione del clima rende sempre più incerto il raccolto, se non attuiamo misure che controbilancino queste avversità, ogni anno ci ritroveremo nella stessa condizione. L’Amministrazione da sola può far poco; tuttavia, se si crea la giusta sinergia con le associazioni di categoria e tutti i protagonisti della filiera cerasicola, ci sono ampi margini di azione: penso alla possibilità di ricavare all’interno della dotazione del PSR (Piano Sviluppo Rurale) un fondo specifico per incentivare la sottoscrizione delle polizze assicurative, piuttosto che a un sostegno per gli investimenti nelle coperture dei ciliegeti o nell’utilizzo di nuove tecniche».

Quali sono le maggiori criticità del comparto agricolo che ha costatato?

«La nostra agricoltura è una realtà che, per connotazioni morfologiche ma anche sociali, è molto parcellizzata. Ci sono tanti piccoli produttori che si dedicano alla terra come “secondo lavoro” e dunque investono minori risorse rispetto a un’azienda agricola, in cui si ha una professionalizzazione dei processi di produzione e una continua ricerca sul fronte dell’innovazione dei metodi e dei mezzi. L’estrema frammentarietà del comparto agricolo turese è l’elemento più penalizzante, perché significa dover sostenere maggiori costi nelle fasi di produzione e raccolta e avere una modesta capacità contrattuale nella fase di proposta e commercializzazione del prodotto.

Anche in questo caso l’Amministrazione può ricavarsi il ruolo di facilitatore di processi aggregativi, creando il contesto formale per intraprendere percorsi che uniscano i produttori in un soggetto organico, capace di rispondere alla domanda del mercato e di ottenere un’interlocuzione “alla pari” con la grande distribuzione, che ha bisogno di garanzie su tempi, quantità e pezzature che difficilmente un singolo produttore è in grado di assicurare.

Il modello che ho in mente è quello della cooperativa degli anni ‘70, che era un fiore all’occhiello per Turi. L’auspicio è mettere intorno a un tavolo tutti i portatori d’interesse e capire quali possano essere le opportunità da cogliere. Del resto, il dialogo è la carta vincente e una “prova generale” l’abbiamo avuta durante la pandemia: ho incontrato le associazioni di categoria, ragionando su come fronteggiare l’emergenza sanitaria che all’inizio ha generato molta incertezza; insieme siamo riusciti a elaborare poche e chiare indicazioni necessarie affinché gli agricoltori non incorressero in penalizzazioni e sanzioni».

Passando alle opere pubbliche, quali cantieri contate di portare a termine entro fine anno?

«Va detto preliminarmente che esiste una criticità oggettiva nell’Ufficio Lavori Pubblici, ovvero la carenza di risorse umane, che incide sulle tempistiche delle opere che i cittadini giustamente aspettano. Contiamo di superare questo ostacolo con le assunzioni previste per il mese di luglio.

I tre mesi di emergenza, poi, non hanno di certo reso le cose più semplici: ad esempio, nell’ambito delle progettazioni, è stato necessario rivedere i piani di sicurezza in base ai protocolli di prevenzione sanitaria, mentre nella fase esecutiva i tempi saranno per forza di cose diluiti, giacché in cantiere non potrà esserci la compresenza di maestranze diverse. A breve, inoltre, gli Uffici dell’Area Tecnica dovranno affrontare anche il capitolo dell’edilizia scolastica, valutando le eventuali misure da adottate per la riapertura delle scuole.

Nonostante queste difficoltà, stiamo portando avanti i progetti che sono prioritari per l’Amministrazione. Tranne la riqualificazione di Piazza Venusio dove, a causa dei ritardi da parte della Regione, non è stato possibile firmare la convenzione e avviare l’iter, tutti gli atti delle opere previste per il 2020 dal Programma triennale sono in via di definizione.

A luglio inizieranno i lavori per la realizzazione dei refettori e per il progetto sulle periferie; abbiamo individuato la ditta che si occuperà della messa in sicurezza dei pali della pubblica illuminazione e dei quadri elettrici dell’impianto comunale. A questo proposito, in merito all’episodio del palo caduto nei pressi della stazione, ci siamo prontamente attivati eseguendo un sopralluogo congiunto con la ditta che cura la manutenzione. Sono stati censiti 50 pali ammalorati “a rischio” e si sta provvedendo a rimuoverli; successivamente, a rotazione, saranno sostituiti. Infine, a breve partirà l’iter di gara del progetto Smart City».

A che punto è invece il project financing per l’ammodernamento della pubblica illuminazione?

«Non siamo fermi. È stato chiesto all’Ufficio di fare una mappatura del territorio per capire in quali aree occorra implementare il numero dei punti luce, rispondendo a uno dei temi che venivano posti all’attenzione dell’Amministrazione. Nelle prossime settimane convocheremo una riunione in cui, tavole alla mano, spiegheremo l’intento della maggioranza; contestualmente stiamo avviando tutti gli atti per indire la gara pubblica».

E la manutenzione delle strade di campagna?

«È stato il nostro cavallo di battaglia in campagna elettorale ma purtroppo non siamo riusciti a onorare questo impegno nei tempi che avevamo preventivato. Di questo sono pronto ad assumermi le mie responsabilità, anche se i ritardi non dipendono in maniera diretta dal mio assessorato. Posso affermare senza timore di smentita che la parte politica è intervenuta per quanto era di propria competenza, dando l’indirizzo e reperendo i fondi necessari (90 mila euro); non possiamo certo sostituirci alla parte tecnica. Ad ogni modo, continuiamo a lavorare in maniera incessante e puntuale affinché si metta mano alle strade extraurbane il prima possibile e partano i due progetti già pronti, ossia il rifacimento di via Ginestre e quello di altre strade tra cui via Monopoli, via vecchia Rutigliano».

Che sviluppi ci sono sul Cimitero?

«È stata affidata la progettazione per la messa in sicurezza e il rifacimento di una parte del Cimitero, con un finanziamento pari a 70 mila euro. Aspettiamo che vengano completati gli elaborati tecnici per approvarli in Giunta e affidare i lavori».

All'indomani della denuncia del geometra Camposeo, l'opposizione ha parlato di “incompatibilità ambientale”. Quali misure intendete adottare?

«Non si lavora con serenità e questo non concorre a creare il clima ideale per far funzionare gli Uffici al massimo delle proprie potenzialità. Quanto ai provvedimenti, aspettiamo le valutazioni della Commissione disciplinare».

Fabio D’Aprile

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