Venerdì 14 Agosto 2020
   
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Mobilità sostenibile, la parola a Leo Girolamo

Leo Girolamo

Dal “bonus biciclette” ai progetti per promuovere la cultura delle due ruote e realizzare una nuova pista ciclabile

Ormai da qualche mese si fa un gran parlare del bonus biciclette, o più correttamente buono mobilità, un contributo pari al 60 per cento, e comunque in misura non superiore a 500 euro, per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, nonché di veicoli per la mobilità personale a propulsione elettrica come monopattini, hoverboard e segway. Possono usufruire dell’incentivo i maggiorenni che hanno la residenza (e non il domicilio) nei capoluoghi di Regione (anche sotto i 50.000 abitanti), nei capoluoghi di Provincia (anche sotto i 50.000 abitanti), nei Comuni con popolazione superiore a 50.000 abitanti e nei comuni delle Città metropolitane (anche al di sotto dei 50.000 abitanti); Turi rientra in quest’ultima categoria.

Abbiamo chiesto a Leo Girolamo, consigliere di maggioranza con delega alle politiche giovanili, quali sono i compiti della politica e in che modo l’amministrazione intende, con atti concreti, supportare questo vento di cambiamento ecosostenibile tra l'altro, cavallo di battaglia della campagna elettorale della lista civica “TuRinasce”.

Alla luce del buono mobilità previsto dal Ministero dell’Ambiente, come saranno investiti i 5000 euro previsti per il bonus biciclette annunciato in Consiglio comunale?

«Innanzitutto, ci tengo a precisare che si parlava di un piano triennale e il bonus sarebbe stato spalmato su più anni; ovviamente laddove ne avessimo avuto la possibilità, avremmo aumentato la somma a disposizione.

Il ministero dell’ambiente ha però anticipato quello che era l’iniziativa comunale, una proposta di regolamento già in mano alla maggioranza da qualche mese; poi il Covid ha mescolato tutte le carte. Occorre precisare che il famoso bonus mobilità ministeriale non è una novità; infatti è già attivo con l’articolo 2 del decreto-legge 111 del 2019 che prevedeva un bonus, pari a 1500 euro per ogni autovettura e 500 euro per ogni motociclo euro 2 euro 3 rottamati, da investire nell’acquisto biciclette o abbonamenti per mezzi pubblici. A partire dal 4 maggio e fino al 31 dicembre 2020, con il “decreto Rilancio”, non è più necessaria la rottamazione per accedere all’incentivo, ridotto a 500 euro, fino ad esaurimento dei fondi stanziati. Dal primo gennaio 2021 verranno, allo stato attuale delle cose, reinseriti i paletti legati alla rottamazione, che io non condivido. Il bonus biciclette deve incentivare la mobilità sostenibile a prescindere dalla rottamazione di mezzi inquinanti; un cittadino potrebbe non avere la forza economica per cambiare il proprio mezzo o potrebbe essere in possesso di un veicolo euro 4 o euro 5, e non avere quindi nulla da rottamare.

Ho fatto questa precisazione per chiarire le circostanze che ci hanno portato a rimandare il bonus biciclette del Comune di Turi al 2021; non aveva senso fare un bonus biciclette di qualche decina di euro quando è possibile accedere ad uno di cinquecento.

Nel frattempo, si pone quindi l’interrogativo su come utilizzare i fondi destinati al 2020, qualche migliaio di euro; stiamo pensando quindi di organizzare qualche serata per i bambini, i cittadini che più hanno sofferto la quarantena, in collaborazione con l’assessore Teresa De Carolis; non abbiamo ancora un progetto definitivo in quanto, proprio in questi giorni, stiamo passando al vaglio le idee, confrontandoci con le molte limitazioni legate alle misure di contenimento della pandemia. Nell’eventualità in cui non fosse possibile organizzare alcun evento estivo a causa delle restrizioni, troveremo il modo di veicolare la somma prevista per quest’anno al bonus biciclette del 2021».

Al momento Turi è totalmente sprovvisto di pista ciclabili o ciclopedonali, ad eccezione del tratto di via Cisterne che collega via Conversano al campo sportivo, passando per il palazzetto dello sport. Viste le pessime condizioni, è previsto il recupero del tratto o la realizzazione di nuove piste ciclabili?

«Non ricordo quando è stata realizzata la pista ciclabile in questione, ma ricordo che fino a poco tempo fa via Cisterne era a doppio senso di marcia, rendendo difficile e pericoloso l’utilizzo della pista ciclabile stessa, spesso utilizzata come parcheggio, soprattutto nelle ore notturne. Inoltre, come ho spesso constatato, manca il rispetto della segnaletica orizzontale, tra l’altro piuttosto scolorita, da parte degli stessi ciclisti, soprattutto da parte dei più piccoli. Come amministrazione abbiamo l’obbligo di dare l’input affinché vi sia un cambio di mentalità, anche attraverso dei progetti di sensibilizzazione nelle scuole per il rispetto del Codice della Strada. Reputo piuttosto inutile il posizionamento dell’unica pista ciclabile attualmente presente nel nostro paese, in quanto molto periferica e quindi poco trafficata, ad eccezione del sabato pomeriggio quando si disputano gli incontri al palazzetto dello sport. Stiamo vagliando la realizzazione di una pista ciclabile nella zona più centrale e trafficata, da Palazzo Marchesale fino a Largo Pozzi, passando dalla Villa Comunale, magari raggiungendo anche le scuole elementari e medie. Alla luce del difficile stato economico del Comune, stiamo cercando eventuali disponibilità regionali, nazionali ed europee».

Per far fronte all’aumento di biciclette per le strade, molte città tra cui Bari, si stanno muovendo nella direzione delle cosiddette “piste ciclabili light”, realizzate attraverso un restringimento della carreggiata attraverso il solo impiego di segnaletica orizzontale, con tempi di realizzazione nettamente più brevi e un investimento irrisorio. Potrebbe essere una via percorribile per Turi?

«Al di là del costo di realizzazione, non credo nell’effettiva efficacia delle piste ciclabili light; sono molto scettico circa l’effettivo rispetto della segnaletica orizzontale in una città trafficata e caotica come Bari. Una semplice linea bianca di delimitazione potrebbe non bastare. La sperimentazione di una pista ciclabile light potrebbe però essere utile per testare il livello culturale dei cittadini turesi circa l’utilizzo delle bici e il rispetto del codice della strada e per studiare gli effetti che una nuova pista ciclabile, con annesso restringimento della carreggiata, porterebbe alla viabilità. In caso di risposta positiva, si procederebbe poi alla realizzazione di una pista ciclabile in sede propria, cioè separata dalla carreggiata e dal flusso pedonale».

La bici si presenta sempre più come un’alternativa all’auto, soprattutto nelle brevi distanze; una volta raggiunto il luogo di lavoro, il negozio o la scuola non vi è però modo di parcheggiarla. Non sarebbe auspicabile un potenziamento dell’arredo urbano che contempli una presenza diffusa di rastrelliere?

«Il posizionamento di qualche rastrelliera per bici non richiede particolari spese o pratiche, ma non è l’assenza di queste la causa del mancato utilizzo di mezzi alternativi all’automobile. Ovviamente le rastrelliere rientrerebbero in una più ampia progettualità a favore di una mobilità sostenibile».

Quali altre iniziative ha in mente l’amministrazione per rafforzare nel nostro paese la cultura della bici e della mobilità sostenibile, in particolare tra i giovani?

«Mi fa strano pensare che quando si parla di ambiente ci sia bisogno che qualcuno spinga per un rispetto che dovrebbe essere automatico e del tutto naturale, anche se purtroppo non lo è. Fortunatamente non siamo una metropoli del nord molto inquinata, ma ciò non toglie che non bisogna abbassare la guardia sul tema dell’inquinamento. A causa della ristrettezza dei fondi a nostra disposizione, il bonus comunale sull’acquisto delle bici sarebbe stato destinato unicamente all’acquisto di bici muscolari, escludendo dall’incentivo le bici a pedalata assistita e gli altri mezzi elettrici come i monopattini. Credo fortemente nell’elettrico come propulsione del futuro, in ogni mezzo, e potrebbe convincere i miei concittadini più pigri o restii all’attività fisica ad abbandonare l’utilizzo dell’auto all’interno del paese. Ovviamente, avendo posticipato il tutto al 2021, con la speranza di recuperare una parte sostanziale dei tributi evasi, una piaga per il comune di Turi, non escludo la possibilità di estendere la misura anche ai mezzi elettrici alternativi».

Damiano Barbieri

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