Lunedì 06 Luglio 2020
   
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Rendiconto 2019: “Si doveva agire meglio”

Il consigliere Sergio Spinelli

Sergio Spinelli: “Lotte intestine tra dipendenti e mal di pancia in maggioranza hanno ulteriormente penalizzato la nostra comunità”

In vista dell’approvazione del Rendiconto 2019, abbiamo chiesto al consigliere di minoranza Sergio Spinelli un’analisi sullo stato di salute delle finanze comunali, anche alla luce di quanto emerso durante la Commissione consiliare, riunitasi martedì scorso in preparazione dell’assise convocata per il 30 giugno.

“La situazione non è certo rosea e di perplessità ce ne sono davvero più di una” – dichiara Spinelli mettendo l’accento su tre fattori che viziano i conti pubblici: l’enorme peso dei tributi non riscossi, la ricerca di fondi comunitari e nazionali che continua a mancare all’appello e i finanziamenti “ereditati da precedenti gestioni” che “stentano ad essere impiegati e stagnano in Bilancio”. La somma di questi tre addendi ha portato a concretizzare uno scenario che finora veniva annoverato tra le “ipotesi scolastiche”: l’azzeramento dell’avanzo disponibile. In pratica, l’Ente non ha soldi disponibili in cassa e dovrà ricorre a “creative variazioni di Bilancio” per rispondere alle esigenze “straordinarie” che si presenteranno nel corso dell’anno.

In conclusione, per il consigliere di “Patto per Turi” non ci sono dubbi: “Si poteva e si doveva agire meglio”. E alcuni spunti Spinelli li fornisce già in questa intervista che ci ha rilasciato: accelerare i progetti già finanziati, utilizzare i 100 mila euro vincolati per le spese di urbanizzazione e bandire un concorso pubblico affinché si possa definitivamente superare la criticità legata alla carenza di personale, prima che si arrivi alla paralisi della macchina amministrativa.

Quali sono le perplessità emerse in Commissione?

«Il Rendiconto è un documento contabile che fornisce una visione completa ed aggiornata dello stato di salute dell’Ente e, nel contempo, permette di valutare l’efficacia della gestione nel periodo di riferimento. Il nostro Rendiconto si potrebbe sintetizzare con “Entrate certe non riscosse”, “Entrate auspicabili non reperite” e impegni già finanziati non portati a conclusione. Il resto è ben poca cosa, con minima ordinaria amministrazione e qualche trasferimento governativo vincolato con obbligo di spesa a scadenza.

L’enorme peso dei tributi non riscossi penalizza in maniera determinante e quasi patologica ogni velleità. A ciò va aggiunto che gli auspicati e più volte richiamati fondi da reperire a livello comunitario piuttosto che nazionale ancora non si sono tramutati in realtà, lasciando quindi poco spazio alla fantasia, con buona pace della “cabina di regia”. Ma come se tutto ciò non bastasse anche i finanziamenti già ricevuti, ereditati da precedenti gestioni e non certo reperiti nel 2019, stentano ad essere impiegati e stagnano in Bilancio. Come si può facilmente dedurre la situazione non è certo rosea e di perplessità ce ne sono davvero più di una.

L’intero avanzo di amministrazione, di conseguenza, è stato eroso dai vari fondi di garanzia previsti per legge, portando l’avanzo disponibile di gestione esattamente a zero; ebbene sì, quella che ho sempre letto più come ipotesi scolastica che concreta, a Turi si è realizzata. Certo, il disavanzo è stato scongiurato (e ci mancherebbe...!) e anche un avanzo importante sarebbe stato indice di scarsa efficienza, ma il pareggio a zero mi stupisce e prelude a svariate variazioni di Bilancio “creative” per fronteggiare le situazioni che nel corso dell’anno si presenteranno. Evidentemente nelle variazioni al Bilancio dello scorso anno qualche valutazione non è risultata proprio in linea».

Le sue attese sul rendiconto sono state soddisfatte o ritiene si potesse agire meglio?

«Sicuramente si poteva e si doveva agire meglio. Occorre accelerare quei progetti già finanziati, come ad esempio il Centro Storico Smart, e attivarsi per intercettare nuove fonti di finanziamento. Mi risultano spese vincolate nel Rendiconto per più di 100 mila euro per oneri di urbanizzazione; ebbene, non capisco cosa si attenda ad impiegarli considerata la estrema necessità di urbanizzazione a Turi.

Sono mesi che si sente parlare di priorità massima riservata alle criticità legate al personale ma dopo un anno sembrerebbe proprio che nulla sia cambiato o che addirittura la situazione sia peggiorata, se diamo uno sguardo al settore tecnico. La nostra proposta, più volte ribadita con forza, è quella di bandire finalmente un concorso pubblico (come ha fatto adesso Putignano ad esempio), dando un briciolo di speranza magari a qualche giovane turese anziché continuare ad attingere da graduatorie di altri Comuni.

Lotte intestine tra dipendenti, mal di pancia in maggioranza e un lockdown che per qualcuno è capitato proprio nel momento giusto hanno di fatto ulteriormente penalizzato la nostra comunità che stenta ancora a rinascere».

Fabio D’Aprile

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