Lunedì 06 Luglio 2020
   
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Dalla Ciliegia alla Cultura: un anno da dimenticare?

angelo palmisano

Angelo Palmisano commenta l’epilogo dell’annata cerasicola e ribatte alle osservazioni dell’assessore De Carolis

Un cielo capriccioso, quasi autunnale, ha sugellato l’annata cerasicola 2020, chiudendo un cerchio in cui le avversità metereologiche sono state una costante, forse più dirompente e deleteria delle stesse misure di prevenzione dei contagi da Covid-19.

«La campagna cerasicola – annota Angelo Palmisano – è partita male, compromessa dalle gelate di marzo che hanno dimezzato la produzione, ed è continuata con sorti alterne: le ondate di maltempo, che si sono abbattute sui campi nei giorni centrali della raccolta, hanno ulteriormente aggravato la già precaria situazione. Da ultimo, la pioggia delle scorse settimane ha rischiato di pregiudicare anche la ‘Ferrovia’».

Un’annata da dimenticare? Non del tutto. «A fronte di una minore produzione – conferma Palmisano – la qualità è stata ottima ed i prezzi straordinari. L’auspicio è che questa eccezionalità diventi ordinaria, che ogni anno i cerasicoltori possano contare su un mercato che riconosca il giusto valore al proprio prodotto, così da poter puntare sulla ciliegia come forma imprenditoriale e non “occasionale”, programmando investimenti importanti come quelli delle coperture dei ciliegeti».

“LA RAGAZZA DEI SELFIE”

Archiviata la campagna cerasicola, Angelo Palmisano indossa i panni di capogruppo di “Patto per Turi” e cogli l’occasione per ribattere all’intervento dell’assessore Teresa De Carolis.

«Rassicuro l’assessore alla Cultura che non possiedo una “bacchetta magica”, così come non mi appartiene la presunzione di essere “custode di verità”. Molo più semplicemente mi limito ad osservare l’operato del suo assessorato, denunciando ciò che appare cristallino agli occhi di tutti: uno stallo del circuito culturale e della promozione turistica che affonda le sue radici ben prima che la tragedia del Covid irrompesse nelle nostre vite».

«Tra l’altro, a voler essere pignoli, ci sono state Amministrazioni che, in piena pandemia, hanno promosso un cartellone di eventi e seminari online, coordinandosi con le associazioni del territorio affinché il filo logico delle manifestazioni culturali non si interrompesse bruscamente. Turi, invece, è rimasta immobile, animata solo grazie alle idee dei singoli che, di certo, non hanno trovato una sponda nella “ragazza dei selfie”. Facile dare una pacca sulla spalla alla fine della festa, sbandierare una presunta condivisione d’intenti e cercare di convincere se stessi che si è fatto qualcosa».

«Spiace dirlo ma devo ribadire la percezione di un assessore saccente e allo stesso incapace a svolgere il ruolo di amministratore, impressione che viene confermata dai suoi stessi colleghi di maggioranza e dalle varie associazioni che, tra una passerella e l’altra, hanno avuto il privilegio di “ottenere udienza”. Credo che la dott.ssa De Carolis dovrebbe fare un bagno d’umiltà; piuttosto che ribadire concetti buoni per una campagna elettorale, sarebbe il caso di iniziare a gestire la sua delega con cognizione di causa».

“SAGRA ITINERANTE, ANCHE NEI MERITI”

«Io e il gruppo di minoranza non abbiamo bisogno dell’invito dell’assessore a “far dono” della “nostra genialità”, lo abbiamo già fatto. Qualche esempio? Sugli eventi estivi, siamo stati in grado di buttare giù uno straccio di proposta, mentre “la ragazza dei selfie” ancora oggi brancola nel buio e non ha chiarito cosa intenda fare».

«Per non parlare della “Sagra Express”, che mi è molto piaciuta e che ha funzionato grazie all’intraprendenza di due giovani associazioni pronte a mettersi in gioco. Ma l’idea alla base di questo nuovo e interessante format non è certo partita dalla dott.ssa De Carolis: in tempi non sospetti, ho protocollato una proposta di “sagra itinerante” e la stessa sollecitazione a portare le nostre ciliegie allo “Spallanzani” è nata dall’opposizione. Anche in questa circostanza, dunque, l’assessore si prende meriti che non le appartengono, dimostrando di non avere l’onestà intellettuale di riconoscere il contributo della minoranza. Si parla tanto in Consiglio comunale di “collaborazione” e di “spirito costruttivo” e poi si viene meno all’abc del galateo istituzionale».

«Risparmio ai lettori le lunghe considerazioni che si potrebbero fare sulle iniziative di rilancio del turismo. Mi limito a ricordare che la tanto esaltata “scampagnata” alla Fiera di Rimini è avvenuta senza interpellare gli addetti ai lavori, dando l’ennesima prova di non saper fare squadra e di ritenersi sempre e comunque al di sopra di tutti».

«Assessore, non si tratta di ricorre alla “bacchetta magica” ma di avere un progetto ben chiaro in mente e di mettere in campo le capacità e le competenze necessarie per portarlo avanti. Ebbene, se sui selfie non la batte nessuno, quanto a idee e programmi c’è ancora molta strada da fare. Un’ultima nota: piuttosto che continuare con noiose “schermaglie a distanza”, la invito a un confronto pubblico, affidando al buon senso dei cittadini il compito di valutare i fatti, senza che il metro di giudizio venga viziato dalla retorica delle belle parole o dai personalismi della polemica politica».

FD

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