Venerdì 14 Agosto 2020
   
Text Size

Bilancio Consuntivo, sfiorato il deficit

Graziano Gigantelli

L’evasione dei tributi ha generato un “buco” di 3 milioni di euro.
L’assessore Gigantelli: “Se tutti i cittadini pagassero, saremmo uno dei Comuni più virtuosi”

Fin dall’esame del Bilancio di Previsione il tema ricorrente è stato la richiesta di ridurre le tasse locali per venire incontro alle necessità dei cittadini e delle attività commerciali duramente messe alla prova dalla pandemia.

Se per la Cosap è intervenuto il Governo nazionale, disponendo la sospensione del tributo fino al prossimo ottobre, nessun aiuto concreto è giunto per Imu e Tari (tassa sui rifiuti), scaricando l’onere di trovare una soluzione sugli Enti locali e su una non ben definita “discrezionalità”.

«I Comuni – obietta l’assessore al Bilancio, Graziano Gigantelli – dispongono di risorse di per sé limitate, come si può pensare di avviare politiche di sgravio tributario senza intaccare gli equilibri di Bilancio? La coperta è corta e per il Comune di Turi lo è ancora di più, considerando l’alta percentuale di evasione registrata negli ultimi 5 anni».

RIDUZIONE TARI, UN VICOLO CIECO

«Nessuno nega che le famiglie in difficoltà e le attività commerciali che hanno vissuto il lockdown abbiano diritto a una Tari “più leggera”. Lo ha riconosciuto la stessa Arera (Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente), chiedendo al Governo lo stanziamento di 400 milioni di euro. Tuttavia, come hanno fatto notare vari tributaristi, questa eventuale somma coprirebbe solo la minima parte delle potenziali perdite che ogni Comune subirà per il mancato pagamento dei tributi locali.

Dunque, ci viene suggerito di reperire le risorse utili nel Piano Economico-Finanziario della Tari. In sostanza, ogni riduzione che volessimo attuare andrebbe compensata aumentando la tassa sui rifiuti degli altri utenti. In particolare, in base alle ricerche condotte dagli esperti del settore, si stima che per attuare una riduzione media del 7% alle attività commerciali che hanno dovuto chiudere nei mesi di marzo e aprile, si dovrebbe aumentare del 15% la bolletta di quelle rimaste aperte.

Una linea d’azione insostenibile per due ordini di ragioni. La prima è che non si rispetterebbe il principio “chi inquina paga”, secondo cui ognuno partecipa alle spese del servizio di igiene pubblica in ragione della potenziale produzione di rifiuti. In secondo luogo, non possiamo ignorare che anche le attività commerciali rimaste aperte durante il lockdown non sono immuni dalle ricadute negative della generale crisi dei consumi».

AL DI LÀ DELLA PROPAGANDA

«L’unica via percorribile è finanziare gli sgravi con le maggiori entrate derivanti dal contrasto all’evasione dei tributi locali, nota dolente del nostro Comune. Ecco perché in sede approvazione del Bilancio di Previsione ho rimarcato l’importanza di un’inversione di marcia, responsabilizzando tutti i cittadini a regolarizzare le proprie posizioni tributarie. Se ognuno facesse la propria parte, potremmo attuare non solo una riduzione dei tributi locali ma anche un netto miglioramento dei servizi offerti all’intera comunità. Per quanto si voglia giocare a strappare consensi con improbabili proposte, esiste una verità di fondo cui non ci si può sottrarre: il Bilancio di un Ente si regge sui tributi. Senza queste entrate, si innesca una reazione a catena che penalizza tutti, soprattutto i cittadini onesti, costretti ad accollarsi i costi di chi decide di non pagare. E sottolineo “decide” poiché, come già evidenziato, l’Amministrazione non ha intenzione di accanirsi contro i “contribuenti deboli”, che non hanno la possibilità materiale di onorare i tributi».

3 MILIONI DI EURO ‘EROSI’ DAGLI EVASORI

«Anche sul Bilancio Consuntivo del 2019 – sottolinea l’assessore Gigantelli – peserà il macigno del Fondo crediti di dubbia esigibilità (FCDE): l’avanzo di amministrazione, pari a circa 4 milioni di euro, viene quasi completamente eroso dall’FCDE, costituito per il 90% dai mancati introiti della Tari negli ultimi 5 anni».

Va specificato che l’FCDE è sensibilmente aumentato a causa del cambio della modalità di calcolo. Fino al 2018 è stato possibile utilizzare il cosiddetto “metodo semplificato” che, rispetto al “metodo ordinario” in vigore da quest’anno, permetteva all’Ente di vincolare meno risorse per le entrate la cui riscossione era incerta. Il risultato di tale passaggio contabile è stata un’impennata della capienza dell’FCDE, portando la maggior parte dei Comuni a certificare il disavanzo di amministrazione. Nel nostro caso, ad esempio, i crediti dubbi sono passati da poco più di 1 milione e 600 mila euro del 2018 a circa 2 milioni e 900 mila euro.

«Se Turi ha evitato di dichiarare un deficit del bilancio – aggiunge Gigantelli – è merito di una meticolosa e non semplice ricognizione di tutte le “risorse libere” dell’Ente, in modo da trovare la capienza economica necessaria a coprire i crediti dubbi esigibilità».

Questa situazione critica delle casse comunali è causata anche da spese superflue che potrebbero essere razionalizzate?

«Assolutamente no, il Comune di Turi non registra sperperi o spese arbitrarie. Il disavanzo è frutto esclusivamente dai mancati introiti dei tributi locali. Se anche la metà degli evasori regolarizzasse la propria posizione, saremmo uno dei Comuni più virtuosi e ricchi».

Con l’avanzo di amministrazione quasi azzerato, vengono meno le risorse per le opere pubbliche preventivate. Come pensate di ovviare?

«Acquista ancora più forza il terzo pilastro su cui abbiamo poggiato il Bilancio di Previsione: il ricorso al “Piano Junker”. Come ho già avuto modo di spiegare, avremmo la possibilità di accedere ad un finanziamento fino a 25 milioni di euro, di cui dovremmo coprire solo il 25%, contraendo un prestito con la BEI (Banco Europea per gli Investimenti) a tasso agevolato e ammortizzabile in 15 anni. Guardando l’attuale stato dei conti pubblici, è l’alternativa più vantaggiosa per avviare un ambizioso progetto di riqualificazione strutturale e infrastrutturale del territorio».

UNA DOMANDA AI CITTADINI

«Vorrei approfittare di questa intervista per rivolgere una domanda ai cittadini onesti, che hanno sempre pagato i tributi locali, anche a costo di fare sacrifici. Di fronte a una situazione di evasione che è diventata prassi consolidata, volete che l’Amministrazione continui a ignorare quanti scelgono di non pagare le tasse, comportandosi al pari dei precedenti Governi? Volete precludervi la possibilità di avere servizi migliori e maggiori per coprire i danni arrecati da chi si ritiene più furbo di tutti?»

FD

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.