Venerdì 07 Agosto 2020
   
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La “sbavatura” dell’emendamento

zaccheo

Dichiarato formalmente inammissibile solo a fine Consiglio

Nell'ultima parte del Consiglio comunale ha tenuto banco la questione dell'emendamento presentato dal consigliere Giannalisa Zaccheo. In verità, gli emendamenti sono “formalmente” due: il consigliere, infatti, per supportare la richiesta di ridurre del 50% le tariffe del tributo Cosap, ha dovuto presentare un emendamento al DUP e uno al Bilancio di previsione.

Ritorniamo in aula consiliare. La votazione sul Bilancio di Previsione è appena terminata quando il consigliere di minoranza chiede se si intenda sottoporre all’approvazione del Consiglio la sua proposta.

Il sindaco chiama in causa il Segretario comunale, che motiva l’impossibilità di porre ai voti i due emendamenti con la relazione del responsabile del Settore Economico-Finanziario, la dott.ssa Calisi. Quest’ultima ha rilevato la “mancanza dei presupposti giuridici” per due ordini di ragioni: la riduzione delle spese di indennità è una scelta prettamente politica, che non può essere assunta da un Ufficio; il regolamento di contabilità Cosap definisce le tariffe e le precise casistiche di esenzione, quindi occorre procedere prima a modificare il regolamento e poi le tariffe.

L’avvocato Zaccheo si impunta e pretende che sia esplicitata l’ammissibilità o meno dei sui emendamenti, e di questa scelta ne deve restare traccia nel verbale del Consiglio, poiché si potrebbe valutare anche la possibilità di fare ricorso.

A questo punto, il primo cittadino pone una domanda chiara al Segretario comunale: «Alla luce del parere tecnico della dott.ssa Calisi, si può porre ai voti l’emendamento?». Il Segretario ratifica che viene messa a verbale l’inammissibilità dell’emendamento proprio in virtù del parere del responsabile del Settore Economico-Finanziario, che poggia sulla relazione del Settore Affari Costituzionali, che gestisce nell’ambito del Peg (Piano esecutivo di gestione) sia il discorso delle indennità che le spese culturali.

In ultimo, arriva anche la conferma del Revisore dei Conti, che si associa al parere della dott.ssa Calisi: «L’emendamento non è ammissibile poiché il regolamento non prevede questa decurtazione delle tariffe».

Dunque, per quanto si sia voluto ricamare su questo episodio, ci pare non esiste alcun margine di incertezza. L’unica “sbavatura”, a nostro parere, è che il Segretario comunale avrebbe dovuto affrontare i due emendamenti rispettivamente prima delle votazioni sul DUP e sul Bilancio di previsione, dando lettura del parere pervenuto dagli Uffici e sancendone l’inammissibilità.

FD

Commenti  

 
Gino
#1 Gino 2020-05-09 12:58
Bravo avvocato. Ma quando vedremo i suoi colleghi di opposizione incalzare con emendamenti la maggioranza? É un metodo di misura della competenza e dello studio dei problemi. Forse si preferisce il sociale?
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