Martedì 14 Luglio 2020
   
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“Un Bilancio indifferente all’emergenza”

Giannalisa Zaccheo

Giannalisa Zaccheo: “Nessuna risposta ai tanti problemi che i cittadini affronteranno nella difficile fase della ripartenza”

Sono numerosi i limiti che il consigliere di minoranza Giannalisa Zaccheo ha individuato nel Bilancio di previsione, posto ai voti dell’assise cittadina riunitasi giovedì 23 aprile. Ad iniziare dal Documento Unico di Programmazione: l’atto propedeutico al Bilanci viene bollato come “un copia e incolla delle linee programmatiche”, a suo tempo già definite “generiche e poco concrete”, con l’aggravante di essere stato approvato “in solitaria” dalla Giunta, senza offrire la possibilità alle forze di minoranza di “esprimere suggerimenti e integrazioni”.

Nel suo esaustivo intervento, il consigliere prosegue argomentando le criticità di un Bilancio “senza cuore” e “scollato” dalla realtà emergenziale che il paese sta vivendo. La manovra finanziaria appare da un lato troppo ottimista sulle entrate derivanti dai permessi a costruire, in un momento in cui l’attività edilizia mostra un “elettrocardiogramma completamente piatto”; dall’altro, si qualifica come “imprudente” nel sovrastimare i risultati della lotta all’evasione fiscale, ipotizzando traguardi difficilmente raggiungibili in piena crisi. Inoltre, il Bilancio previsionale andava approvato dopo il Rendiconto del 2019, così da quantificare con esattezza l’avanzo di amministrazione, utilizzabile “per dare risposte concrete ai cittadini”.

Infine, l’avv. Zaccheo illustra l’emendamento che presenterà in Consiglio: la proposta è di ridurre del 50% il canone di occupazione del suolo pubblico, favorendo le attività ristorative, come bar, pizzerie e ristoranti, che – quando potranno ripartire – si troveranno a dover investire nella realizzazione di gazebo e dehors per favorire il rispetto del distanziamento sociale.

Un Commento sul Documento Unico di Programmazione?

«Direi che sul DUP ci sia poco da commentare, appare un ‘copia e incolla’ delle linee programmatiche di governo presentate dal Sindaco lo scorso mese di ottobre in Consiglio Comunale, sulle quali a suo tempo espressi già delle grandi perplessità, trovandole generiche e poco concrete».

Cosa si sarebbe aspettata?

«Come minimo che venisse presentato con congruo anticipo in Consiglio, come prescrive la legge. Infatti, il DUP è il Documento Unico di Programmazione che traduce in concreto le linee di programmazione di governo. Ricordiamo che il documento è articolato in una parte strategica, che declina in azioni il programma di mandato, e in una parte ordinaria, che illustra quali di quelle azioni si intendono cantierizzare nell’anno in corso. Poiché si tratta di un documento di indirizzo politico, la legge chiede che venga sottoposto all’approvazione del Consiglio affinché tutti i consiglieri, di maggioranza e di minoranza, possano esprimere suggerimenti e integrazioni e quindi partecipare alla sua formazione, nell’esercizio della funzione di indirizzo politico che spetta a tutti gli eletti. L’approvazione del DUP è un atto propedeutico all’approvazione del Bilancio, perché se il DUP ci dice cosa fare, il Bilancio di previsione ci dice con quali soldi si farà ciò che si è detto di voler realizzare. Invece, nulla. Il DUP è stato predisposto e approvato in Giunta contestualmente al bilancio di previsione ed entrambi sono stati sottoposti all’esame del prossimo Consiglio comunale. In definitiva, questo modo di fare dimostra per l’ennesima volta la scarsa considerazione che l’esecutivo ha del Consiglio. Altro che spirito di collaborazione con tutte le forze politiche auspicato da Tina Resta sin dal primo giorno del suo mandato. Auspicio da lei stessa disatteso dal primo giorno ad oggi.

Il suo giudizio sul Bilancio?

«Ho già avuto modo di definire il Bilancio di previsione un Bilancio “senza cuore”, perché “scollato” dalla durissima realtà che tutti noi stiamo vivendo in questi giorni di “emergenza Covid”. Un’emergenza sanitaria, causa a sua volta di un’altra gravissima emergenza di natura economica. E se per l’emergenza sanitaria si troverà certamente un vaccino o un farmaco a breve, temo che l’emergenza economica si trasformerà in una crisi di portata epocale.

Fatta questa triste premessa, ebbene, il Bilancio che ci apprestiamo ad esaminare in Consiglio appare pericolosamente indifferente a tutto ciò.

Mi spiego. In Bilancio vengono indicati tra le entrate importi che trovo un tantino ottimistici. Per fare un esempio, si indicano 150.000 euro di entrate derivanti dai titoli abilitativi. Cioè da permessi a costruire e da altri atti autorizzativi in materia edilizia. Tuttavia, ahimè, è noto che a Turi l’attività edilizia mostra un “elettrocardiogramma completamente piatto”, ma nel bilancio si prospetta che l’edilizia riprenderà a pulsare ad un ritmo tale da garantire quelle entrate, in piena emergenza sanitaria ed economica (sic!).

Un altro esempio è dato dagli importi messi a Bilancio quale risultato della lotta all’evasione fiscale. Lo stesso Organo di Revisione ha messo in guardia l’esecutivo sul fatto che le previsioni appaiono di gran lunga maggiori degli ultimi 5 anni e che, se l’attività così come preventivata non dovesse dare i risultati sperati, si potrebbero creare problemi di equilibri di cassa corrente. Aggiungo che, se fino all’anno scorso è stato difficile incassare tasse e imposte, temo che ciò risulterà ancor più difficile in piena crisi. Pertanto, rischiamo che quelle “perplessità” dell’Organo di Revisione, si traducano in certezze. Se a questo aggiungiamo il fatto che, a fronte delle somme poste in Bilancio quali risultato della futura riscossione è necessario vincolare altrettanti importi al fondo destinato a garantire le somme di dubbia esigibilità, rischiamo di limitare ancor più l’esiguo margine di manovra necessaria per dare risposte concrete ai cittadini, che si aspettano dagli enti che li governano soluzioni ai tanti problemi che si troveranno ad affrontare nella difficile fase della ripartenza».

Perché sarebbe stato importante approvare prima il Rendiconto e poi il Bilancio previsionale?

«Proprio in virtù della concretezza, ho proposto di ritardare l’approvazione del Bilancio di previsione, che la legge emergenziale Covid (decreto Cura Italia) consente di prorogare oltre i termini canonici, al fine di anticipare l’approvazione del Rendiconto. A mio avviso, infatti, approvando il Rendiconto dell’esercizio di amministrazione 2019 avremmo avuto contezza dell’effettivo avanzo di amministrazione svincolato. In questo modo, avremmo potuto pensare a misure destinate alla detassazione di gran parte dei cittadini. Per fare un esempio, tra le varie misure di sostegno alla cittadinanza, avevo immaginato che avremmo potuto estendere l’esenzione relativa all’addizionale Irpef, oggi valida per lo scaglione di reddito fino a 10.000 euro, allo scaglione di reddito fino a 15.000 euro. Purtroppo, facendo delle simulazioni sui dati pubblicati dall’Agenzia delle Entrate, questa misura avrebbe inciso di circa 150.000 euro, improponibile, senza conoscere la reale portata dell’avanzo dell’esercizio precedente. E le assicuro che i cittadini con un reddito fino 15.000 euro a Turi sono tanti.

Non solo. La richiesta di prorogare l’approvazione del Bilancio di previsione, di un paio di settimane, non di più, ci avrebbe permesso di avere contezza dei benefici che sicuramente giungeranno da Roma in favore degli enti territoriali. È noto, infatti, che in settimana sarà convertito in legge il decreto Cura Italia e a breve sarà calendarizzato in Parlamento il decreto Liquidità. A fine aprile il Governo si appresta ad approvare un decreto legge che avrà importanti misure di natura economica, soprattutto se otterremo dall’Europa risposte positive a sostegno dell’Italia e dei Paesi europei maggiormente colpiti dal Covid-19. Tutti questi provvedimenti normativi potrebbero contemplare vantaggi che oggi ci precludiamo, se procediamo con l’approvazione del Bilancio. Uno su tutti, la possibilità di svincolare buona parte del fondo destinato alla copertura dei crediti di dubbia esigibilità che l’ANCI in questi giorni invoca a gran voce e che appare plausibile che ottenga. Mi si dirà che approvare il Bilancio oggi non preclude interventi di variazione successive. Sicuramente è così, ma ciò avverrebbe in un lasso di tempo più lungo, e noi sappiamo che in tempi duri, come quelli che ci apprestiamo a vivere, la gente avrà bisogno di risposte immediate».

Può illustrarci gli emendamenti che ha presentato?

«Ho presentato due emendamenti, uno al DUP e l’altro al Bilancio di previsione. La misura è la stessa, considerato che il DUP è un atto propedeutico al Bilancio di previsione ho dovuto chiedere di emendare anche il Documento Unico di Programmazione. In sostanza chiedo di ridurre nella misura del 50% il canone di occupazione del suolo pubblico. Il canone complessivo ammonta a circa 100.000 euro, pertanto la portata del mio emendamento è pari a 50.000 euro. Nei limiti del Bilancio, è stata l’unica proposta che ho ritenuto possibile presentare in sessione di Bilancio. Ho pensato al canone di occupazione del suolo pubblico perché nei prossimi mesi, in piena “fase 2”, le attività ricettive come bar, ristoranti e pizzerie dovranno garantire il rispetto delle misure di distanziamento sociale. Nella stagione estiva sarà utilissimo svolgere l’attività di somministrazione all’aperto e pertanto, i titolari di questi esercizi potrebbero avere la necessità di creare o ingrandire i dehors. Con la detassazione al 50%, l’Amministrazione darebbe una risposta immediata a questa categoria di esercenti che contribuiscono a mantenere “vivo” il nostro paese nel periodo estivo che si prospetta “diverso” da quelli che hanno caratterizzato da sempre le estati turesi.

Ma non solo, la misura andrebbe incontro a tutti i cittadini che per esigenze lavorative occupano il suolo pubblico.

La copertura per la minore entrata l’ho individuata in 30.000 euro nella decurtazione del 30% delle indennità degli organi istituzionali (Sindaco, Giunta e consiglieri comunali) che ammonta a circa 100.000 euro e nel taglio di 20.000 euro delle spese destinate alle attività culturali e interventi diversi nel settore cultura. In pratica, propongo di utilizzare i soldi destinati a quegli eventi pubblici - quali le sagre - che certamente quest’anno non sarà possibile organizzare. Ai colleghi amministratori chiedo di fare la nostra parte - almeno per quest’anno - per aiutare chi rischia di vedere vanificati i sacrifici di una vita».

Fabio D’Aprile

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