Lunedì 24 Febbraio 2020
   
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Centro Raccolta Comunale, altri due anni di “fitto”

centro raccolta turi

L’Amministrazione decide di rinnovare il contratto di locazione
con la “Catucci srl” fino al 2021

Per altri due anni il Centro di Raccolta Comunale continuerà ad aver sede in Contrada Camponobile. Con la determina del 17 gennaio 2020, a firma del Responsabile dell'Ufficio Ambiente, l’Amministrazione Resta ha rinnovato, fino al 31 dicembre 2021, il contratto di sublocazione dell’isola ecologica di proprietà della “Catucci srl”.

Sul solco delle posizioni assunte dal 2016 in poi, l’ipotesi di dotarsi di una propria struttura autonoma viene ancora una volta posticipata, impegnando quasi 50mila euro all’anno per “essere ospiti” piuttosto che ragionare sulla possibilità di acquisire l’area della “Catucci srl” o di realizzare una struttura autonoma, qualora non si riuscisse a raggiungere un ragionevole compromesso.

Da Coppi al Commissario

Ripercorriamo i passaggi della vicenda, iniziando dal 23 marzo 2016. È questa la data in cui il raggruppamento d’imprese guidato da CNS Bologna si aggiudica definitivamente l’appalto per la gestione del servizio di igiene urbana nei Comuni dell’Aro Bari 5 (Gioia del Colle, Acquaviva, Casamassima, Turi e Sammichele). Qualche mese più tardi, a giugno 2016, si procede con la firma del contratto e da agosto 2016 Turi entra ufficialmente tra i Comuni che abbracciano la raccolta porta a porta.

Una svolta importante che, tuttavia, non è immune da complicazioni. La più rilevante è una clausola del Disciplinare tecnico-prestazionale in cui si stabilisce che “il Comune dovrà mettere a disposizione dell’impresa appaltatrice, a proprie spese, un’area adibita a Centro Comunale di Raccolta (CCR)”. Qui verranno posizionati gli appositi contenitori nei quali “l’utenza potrà effettuare il conferimento diretto di materiali di rifiuto differenziato, opportunamente separato”. Il punto è che il Comune di Turi non ha un proprio CCR. Dunque, per ottemperare agli obblighi contrattuali, l’Amministrazione in carica, guidata dal sindaco Coppi, decide di “affittare” l’isola ecologia della ditta di igiene urbana uscente, la “Catucci srl”, per un periodo di 18 mesi. Il contratto, valido fino a maggio 2018, prevedeva un canone mensile di 3.300 euro (oltre iva).

La gestione commissariale, subentrata all’indomani dello scioglimento della Giunta Coppi, prosegue la locazione, impegnandosi per altri 11 mesi, ovvero fino al 30 settembre 2019, agli stessi costi. Si lascia, giustamente, alla futura Amministrazione il compito di programmare un intervento strutturale, qual è dotarsi di un Centro Raccolta di proprietà comunale.

L’Amministrazione Resta

A ottobre 2019, l’Amministrazione Resta, da poco insediatasi, proroga il contratto fino al 31 dicembre 2019, non avendo comprensibilmente il tempo necessario per valutare quali opzioni ci siano al fine di dotarsi di un Centro Raccolta di proprietà comunale. Sorprende, invece, che questa decisione, come dicevamo in apertura, sia stata confermata anche per il prossimo biennio.

Nel corpo della determina del 17 gennaio, difatti, si esplicita che “nel vigente programma triennale delle opere pubbliche non risulta inserita la realizzazione di un proprio CCR, né è stato formulato in tal senso alcun atto di indirizzo politico-amministrativo al 4° Settore”. Di fronte a questa lacuna nella programmazione, l’Ufficio Ambiente, sentito per le vie brevi l’Assessore al ramo, Stefano Dell’Aera, riceve l’indicazione di chiedere alla “Catucci srl” la disponibilità a rinnovare il contratto di locazione per altri due anni “agli stessi patti, prezzi e condizioni”. Disponibilità arrivata a stretto giro con il conseguente impegno da parte dell’Amministrazione a corrispondere, in rate mensili anticipate, la somma complessiva di circa 97 mila euro (48.312 euro per ciascuna annualità).

Chiudiamo con una riflessione: sommando le cifre stanziate da dicembre 2016 a dicembre 2021, si arriverà a un importo che supera i 225mila euro. Parliamo di una somma che avrebbe coperto quasi per intero il costo di realizzazione di un proprio Centro Raccolta o, ancora meglio, che avrebbe consentito di avanzare una proposta di acquisto dell’isola ecologica in Contrada Camponobile, evitando ulteriore consumo di suolo. E non sono calcoli astratti: basta guardare la vicina Casamassima, che ha progettato il proprio CCR al costo di 300mila euro. Investimento interamente finanziato dalla Regione Puglia, poiché la Giunta casamassimese ebbe la lungimiranza di partecipare all’avviso pubblico regionale, emanato nell’ottobre del 2017, finalizzato proprio alla costruzione dei Centri Raccolta in quei Comuni che ne erano sprovvisti. Occasione che Turi si fece sfuggire di mano.

Fabio D’Aprile

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