Venerdì 24 Gennaio 2020
   
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Un finale a sorpresa

La maggioranza

Dopo aver approvato i tre debiti fuori bilancio, irrompe il “fuori programma” del consigliere Palmisano

La seconda parte del Consiglio comunale prosegue spedita, approvando il riconoscimento di tre debiti fuori Bilancio, illustrati dall’assessore Sandro Laera.

L'assessore Sandro Laera

Il primo riguarda il ricorso promosso da un concittadino dinanzi al Tar Puglia per accertare l’obbligo da parte del Comune di Turi a realizzare le opere di urbanizzazione primaria, inerenti alla costruzione della rete fognaria a servizio di un complesso residenziale tra via Casamassima e via Vecchia Casamassima. Il Tribunale Amministrativo ha accolto la tesi sostenuta dal cittadino e ha condannato il Comune di Turi a realizzare le opere previste e a pagare le spese processuali, quantificate complessivamente in poco più di 3.500 euro. Il Comune ha proposto appello al Consiglio di Stato.

«Temo che il Comune si stia imbattendo in una lite temeraria» – commenta dai banchi dell’opposizione il consigliere Giannalisa Zaccheo. «La sentenza mi sembra molto ben argomentata e motivata, appellarla potrebbe voler dire esporsi, in caso di condanna, a una responsabilità patrimoniale. Inoltre, evidenzio che in un procedimento in cui c’è una sentenza di un Tribunale Amministrativo, l’Ente insiste nell’opporsi alla richiesta della ricorrente; in un’altra vicenda giudiziaria, a fronte di un decreto a comparire in un procedimento penale, solo perché c’è un parere di un caposettore (e non una sentenza) si decide di non costituirsi parte civile: le due posizioni discordano».

Viene richiesto l’intervento della dottoressa Tampoia che precisa che il Comune di Turi, non avendo un ufficio legale interno, si rimette di volta in volta al legale che viene incaricato di seguire la vicenda. Nel caso in cui si incorrerà nel profilo della lite temeraria, l’Ente si rifarà sul proprio legale difensore.

 

L’appello alla mediazione
Gli altri due debiti, rispettivamente di circa 130 euro e 800 euro, rivengono dall’accoglimento dei ricorsi che due cittadini hanno presentato alla Commissione Tributaria Provinciale di Bari: il primo per l’annullamento dell’avviso di accertamento ICI relativo all’anno 2011, il secondo per l'annullamento parziale dell'atto di accertamento IMU relativo all'anno 2012.

«Complessivamente – tira le somme il consigliere Sergio Spinelli – solo oggi parliamo di 4mila euro che il nostro Comune dovrà tirar fuori. Soldi dei cittadini che i cittadini stessi devono pagare perché sono stati costretti a rivolgersi alla Legge per vedere riconosciuti i propri diritti. Probabilmente l’approccio che si ha nei confronti del cittadino è sbagliato: non bisogna spingere il contribuente ad adire le vie legali, con la presunzione che l’Ente abbia sempre ragione». «Il mio appello alla mediazione – prosegue Spinelli – si rifà anche alla questione Tari, di cui abbiamo ampiamente parlato», “liquidata” con «l’invito semplicistico di rivolgersi alla Commissioni Tributaria, magari facendo affidamento sul fatto che una Commissione Tributaria ha dato un parere negativo». «Mi auguro che ci sia ancora spazio per dare risposte ai cittadini senza dover ricorre ad azioni legali, con conseguenti possibili aggravi di spesa per l’Ente».

 

Aree Edificabili
Il consigliere Zaccheo, riallacciandosi alla riflessione del collega Spinelli, auspica che lo stesso atteggiamento lungimirante di mediazione sia portato avanti anche per la vicenda delle aree edificabili. Il sindaco Resta rassicura che l’Amministrazione «si sta impegnando per trovare una forma di negoziazione dove non ci perda né l'Amministrazione né le richieste dei cittadini». «Partendo dal presupposto che le Amministrazioni precedenti non hanno mai convocato i cittadini interessati in un dialogo di confronto – rileva il primo cittadino – il fatto stesso che questa Amministrazione abbia istituito vari tavoli tecnici, con supporti esterni nuovi per comprendere la necessità di giustizia dei cittadini, credo sia un piccolo passo avanti».

 

Giudice di Pace, discussione rimandata
L’ultimo punto iscritto all’ordine del giorno, quello relativo alla nuova convenzione per la gestione associata del servizio del Giudice di Pace, viene ritirato per essere discusso nel prossimo Consiglio comunale, previsto prima della pausa natalizia. La ragione non è un cambio di indirizzo ma, come chiarisce il sindaco Resta, «l’invio di alcune comunicazioni integrative da parte di Putignano, che è il Comune capofila, alla luce delle quali ho ritenuto che servissero ulteriori note di chiarimento, che abbiamo già provveduto a chiedere».

 

Irrompe in aula il “caso Laera”
Anche questo Consiglio termina in crescendo. Il consigliere Angelo Palmisano approfitta degli ultimi scampoli dell’assise per un “fuori programma” che scoperchia due questioni destinate a occupare l’attenzione della cronaca cittadina nei prossimi mesi.

Per prima cosa, il capogruppo di “Patto per Turi” chiede un riscontro alla richiesta inviata privatamente al sindaco sulla vicenda dell’assessore Laera che, secondo la denuncia del socio dello stesso assessore, si sarebbe reso responsabile di una presunta truffa ai danni dello Stato, «che rischia di gravare sull’immagine del Consiglio intero».

Il sindaco prova a esaurire la domanda rispondendo che «l’assessore Laera ha fatto una comunicazione scritta a me e al Segretario generale sulla vicenda, in merito alla quale attendiamo gli esiti». Una posizione interlocutoria che non convince il consigliere Tundo: «Chiedo che l’assessore chiarisca la sua posizione». E questa volta prende la parola il diretto interessato: «Primo – scandisce Laera – non so, ad oggi, se sono coinvolto in un procedimento perché non ho ricevuto nessun atto di alcuna specie. Secondo, non credo che sia questa la sede per discutere di vicende personali. Terzo, non rispondo a una richiesta fatta da un consigliere che ha fatto girare, a mezzo WhatsApp, a tutti i suoi contatti un articolo che parlava di un suo collega».

 

La lettera della Corte dei Conti
Archiviato questo punto, Palmisano interroga il sindaco su una lettera che sarebbe stata inviata dalla Corte dei Conti in cui si inviterebbe il Comune di Turi a recuperare gli oneri di urbanizzazione non ancora versati dal 2009 ad oggi. Il sindaco smentisce categoricamente che sia arrivata alcuna comunicazione alla sua attenzione e il Consiglio si scioglie.

Il giorno dopo, tuttavia, “voci della maggioranza” confidano a parte della stampa che quella lettera esiste e che l’Ente ha tempo fino alla fine di dicembre per recuperare gli oneri non versati, pena la scure del danno erariale.

 

Giù le maschere
Vale la pena notare che, ancora una volta, la maggioranza non perde occasione per boicottare se stessa, lanciandosi in un gioco perverso fatto di “indiscrezioni” sussurrate dietro il comodo paravento dell’anonimato. Perché queste “voci della maggioranza” sembrano non avere alcuna intenzione di qualificarsi con un nome e un cognome, di assumersi la responsabilità politica di quanto dichiarano.

Intendiamoci, siamo i primi a riconoscere e tutelare il valore di una “denuncia anonima”, se circostanziata e proposta da un cittadino che ha timore di esporsi, magari perché ciò che racconta va a scomodare gli “apparati grigi” della società. Molta meno comprensione riusciamo ad averla se chi “sussurra” è la stessa classe politica che ha ricevuto dai cittadini il mandato di governare il paese, ovvero chi fino a sei mesi fa urlava con spavalderia dai palchi di essere pronto a “metterci la faccia”. Non vorremmo dover concludere che la “brezza delle urne” abbia spazzato via tutto quel coraggio, che ora la faccia si preferisca nasconderla dietro “confidenze pilotate”, veline parlanti che alimentano una lotta intestina, figlia di una sbiadita cultura degli “intrighi di palazzo”, in cui gli unici a perdere sono proprio i cittadini.

Non è accettabile che il dibattito politico, anche quello interno alla maggioranza, si riduca a scorciatoie e sotterfugi di maschere senza volto. Se è questo ciò che si intende per “servire la comunità” e far “rinascere Turi”, ci pare che le premesse su cui poggia questa Amministrazione vadano profondamente rivisitate.

Fabio D’Aprile

Commenti  

 
Tramontano
#4 Tramontano 2019-12-16 18:07
Ma allora chi è che mente? Il sindaco oppure i suoi assessori?
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Polemico
#3 Polemico 2019-12-14 23:03
Se la sindaca viene smentita dalla sua stessa maggioranza deve dimettersi.
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#sentichiparla
#2 #sentichiparla 2019-12-14 11:39
Non è corretto che si discuta di questioni che non riguardano il comune. Raccontiamo allora delle radiografie del consigliere che recapita a casa, e poi ne riparliamo! E comunque ha più che risposto l assessore. Per il gossip ha sbagliato pagina!
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Anna3
#1 Anna3 2019-12-12 11:06
Non è corretto che un assessore dica a un consigliere di opposizione "con te non parlo". Il comune non è cosa vostra.
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