Domenica 15 Dicembre 2019
   
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“Una Amministrazione assolutamente incapace”

Laruccia

Domenica Laruccia critica la gestione delle opere pubbliche che rischia di penalizzare la crescita del paese

Insieme a Domenica Laruccia ritorniamo a parlare del Partito Democratico e della parabola discendente che lo interessa in termini di partecipazione attiva. L’ex segretario imputa il calo delle tessere a una ‘sospensione di giudizio’: i membri del partito, prima di rinnovare la propria iscrizione, starebbero attendendo di conoscere il nuovo segretario e il suo programma. Nessun consiglio per Lilli Susca, solo l’augurio di portare a termine tutte le iniziative utili a rilanciare il profilo del Partito Democratico, creando occasioni di aggregazione e confronto.

La conversazione si sposta sui risultati conseguiti dal governo cittadino e il quadro che si ricava dalle parole di Domenica Laruccia è molto meno ottimista. Dopo una parentesi sulla programmazione natalizia, circondata da silenzio e suspence che si spera non si risolvano in “quattro luci in giro per il paese”, arriva l’affondo sulla gestione delle opere pubbliche, dove si continua a prediligere l’affidamento in base al criterio del prezzo più basso (e non dell’offerta economicamente più vantaggiosa), a discapito della qualità finale dei lavori. Una prassi frutto di una “Amministrazione attenta solo alle poltrone e assolutamente incapace” che, a parere di Laruccia, rischia di penalizzare la crescita del paese.

Il partito registra 16 tessere e alcuni dei “componenti storici” si sono allontanati. Cosa non ha funzionato nel Partito Democratico?

«Quando si va in contro ad un congresso per l’elezione del nuovo segretario, rinnovare la propria tessera è segno di fiducia nei confronti del candidato che si propone alla sua guida. Lilli, purtroppo, prima della campagna elettorale, tesserata da anni come molti di noi, non aveva mai frequentato le riunioni di partito e non aveva mai partecipato attivamente alle iniziative. Questo probabilmente ha portato alcuni “storici” a mettere in stand-by la propria adesione, aspettando di conoscere meglio il nuovo segretario, le sue proposte e gli obiettivi per il circolo».

De Grisantis, nel suo intervento, ha parlato di un partito paragonabile a un “club house”. Esiste a suo parere una “gestione familiare” del circolo?

«Il dott. De Grisantis ha sempre dato spunti di riflessione interessanti. Indubbiamente l’elezione di Lilli Susca a nuovo segretario può indurre a parlare di “gestione familiare” del circolo, ma è anche vero che la sua è stata l’unica candidatura, nonostante lei per prima, come noi tutti, auspicasse un congresso plurale».

Da ex segretario, quale consiglio darebbe a Lilli Susca?

«Lilli non ha bisogno dei miei consigli. Posso però dirvi quali risultati mi auguro che il circolo raggiunga nei prossimi mesi, che porterebbero sicuramente ad un incremento del numero di tesserati. Risultati che io per prima mi ero prefissata di raggiungere e che, per via della campagna elettorale prima e le mie dimissioni dopo, non sono riuscita a portare avanti. Innanzitutto, spero che si torni ad organizzare la Festa dell’Unità, con incontri, approfondimenti, musica e idee; spero che si possano organizzare, magari anche mensilmente, dei confronti pubblici su temi nazionali, regionali e locali; e spero che si continui a protocollare progetti e proposte di partecipazione a bandi e finanziamenti che tanto servirebbero alla nostra comunità. I membri del coordinamento sono capaci e tenaci, non ho dubbi che riusciranno a fare tutto ciò e molto di più!».

Cambiando tema, un suo parere sulla gestione della programmazione degli eventi natalizi?

«Perché, siamo quasi a Natale?! Come in ogni altro settore c’è il silenzio più assordante, né una programmazione né un singolo evento che si cominci a portare a conoscenza della cittadinanza, il nulla! Al momento l’unica cosa che si sa su questi “eventi” è che l’assessore De Carolis vorrebbe un Direttore Artistico che se ne occupi, e a parer mio è la prima cosa sensata che sento dire da questa Amministrazione. Affidarsi a qualcuno con un curriculum adeguato, che sappia come si organizzano eventi, che abbia un progetto di marketing territoriale da sviluppare sarebbe un gran passo in avanti, anche in fatto di affidamenti di incarichi. La mia sensazione però è che non avremo né un Direttore né eventi, anzi sono convinta che anche su questo terreno si stiano misurando, dimenticando, come sempre, che la cittadinanza li ha votati per una rinascita e non per l’abbandono totale. Spero solo che tutto questo silenzio, questa suspence, non si risolva in quattro luci in giro per il paese… quelle, mettendo insieme i commercianti e offrendo loro sgravi fiscali per il mese di dicembre, potrebbero anche essere messe a disposizione dalle attività stesse».

Ci riferiva di alcune scelte discutibili nella procedura di gara per l’affidamento dei lavori di riqualificazione di via Dell’Andro.

«Purtroppo è così. Finalmente Turi ha vinto un finanziamento, legato ad un bando a livello nazionale, e adesso che si comincia a fare sul serio, cioè si avvicina il momento dell’esecuzione dei lavori, questa Amministrazione non approfondisce la natura degli accordi con la Città Metropolitana di Bari e con il Governo Centrale. In pratica, qualsiasi somma si risparmi dal ribasso offerto in fase di gara deve essere restituita a Roma senza la possibilità di riutilizzarla sul territorio che ha vinto quel finanziamento! Insomma, si indice la gara per i lavori e si sceglie il criterio del prezzo più basso, per cui se l’impresa aggiudicataria dovesse fare un ribasso del 50%, Turi deve restituire circa 150mila euro. A discapito della qualità dei materiali o a varianti, in peggio, del progetto vincitore.

Sarebbe bastato fare una gara con l’offerta economicamente più vantaggiosa, per permettere, a fronte di un ribasso più esiguo, di ottenere ad esempio materiali di finitura migliori, un sistema per irrigare le aiuole, cosa che manca in tutti gli spazi verdi di Turi, giostrine per i bimbi diversamente abili, ecc. Invece questa Amministrazione attenta solo alle poltrone e assolutamente incapace, soprattutto di pensare al bene della collettività, ha permesso una cosa del genere. È vergognoso. Ed è vergognoso che si permetta anche di far riferimento sempre allo stesso criterio anche per l’affidamento della direzione lavori: ma come si può pensare che un professionista, o un raggruppamento, che fa uno sconto anche fino al 60%, magari anche di un paese a 50 km da Turi, possa venire in cantiere ogni giorno a risolvere le mille difficoltà di un appalto pubblico? Lo abbiamo già visto il risultato di una direzione affidata in questo modo… Insieme ai membri di “Patto per Turi” stiamo pensando a delle iniziative atte a far cambiare questo modus operandi che non ci piace e non ci fa crescere».

In generale, quale criterio sarebbe preferibile adottare nelle gare riguardanti le opere pubbliche?

«Cominciare con il rifarsi al MEPA, ogni volta, anche per gli incarichi al di sotto di cinquemila euro, prediligendolo agli incarichi diretti, di cui non si sa quali siano i criteri di scelta delle imprese che vengono individuate, sarebbe un ottimo inizio per assicurare la massima trasparenza in un settore che da sempre investe la maggior parte delle somme di un’Amministrazione, e quindi dei cittadini. Penso alle determine sui lavori stradali, segnaletiche orizzontali e buche, sulla manutenzione delle griglie e sull’acquisto delle bici elettriche. Il problema principale però è legato alle opere pubbliche più rilevanti, anche quelle di poche centinaia di migliaia di euro. Privilegiare il criterio dell’offerta economicamente più vantaggiosa permetterebbe al Comune di utilizzare al meglio i fondi del quadro economico, restituendo al paese opere funzionali. E qui mi vengono subito in mente tutti gli stanziamenti fatti negli anni per il Campo Sportivo… Spero che la prossima gara, per i lavori di cui è stato approvato il progetto definitivo-esecutivo, si tenga conto di tale criterio per poter offrire ai nostri sportivi e alle loro famiglie finalmente un campo agibile e controllato».

Per concludere, che ne pensa della “ristrutturazione” delle deleghe operata dal sindaco?

«Quando l’alternativa è tornare a casa una soluzione si trova sempre, pur di restare comodi in poltrona. Se così non fosse, non si spiegherebbe perché solo adesso si affida alla dott.ssa De Florio, che ha sempre dimostrato di essere un ottimo amministratore, anche la delega sulla sicurezza. E mi dispiace soprattutto che solo adesso si sia affidata la delega ai lavori pubblici a Stefano Dell’Aera, che stimo, perché abbiamo perso mesi e opportunità nel frattempo. Spero che adesso gli equilibri interni si siano assestati, ma ovviamente ho i miei forti dubbi e credo che ne vedremo ancora delle belle, soprattutto per la “famosa” carica di Presidente del Consiglio…».

Fabio D’Aprile

Commenti  

 
Mirko7276
#1 Mirko7276 2019-11-28 08:31
Dite al signor LARUCCIA di non preoccuparsi tanto per la crescita del paese e di non farsene un cruccio. Siete voi stessi a non volere che il paese decolli. E' da 30 e passa anni che Turi si trova in questa situazione soporifera.
L'amministrazione comunale? Chi li ha votati se non voi turesi. Come si dice: "ad ognuno il suo"
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