“Il circolo del PD come un club house”

de grisantis

L’intervento dirompente dell’ex sindaco De Grisantis durante l’assemblea dei democratici

«Parto da tre dati: quando nacque il Partito Democratico le tessere erano 20, poi ci fu un exploit e si arrivò a contare oltre 100 tessere, oggi siamo a quota 16. Se i numeri parlano, mi sembra che ci sia qualcosa che non è andata per il verso giusto». Così si è aperto l’intervento dell’ex sindaco Vito Nicola De Grisantis durante l’assemblea che, sabato 9 novembre, ha affidato all’unanimità la guida del locale circolo del PD a Lilli Susca. Una voce fuori dal coro quella di De Grisantis, la cui eco ha “travolto” un’assemblea cittadina “irrituale”, dove la discussione si è aperta a votazione conclusa.

«È come se il PD fosse diventato il nuovo “club house” di Turi – ha affermato provocatoriamente l’ex sindaco. Un circolo ristretto di famiglie che, negli anni ’80, organizzava manifestazioni culturali. C’è da cambiare totalmente il modo di fare: i componenti del PD dovrebbero avere nelle vene l’articolo 3 della Costituzione; dovrebbero ricordare che i nostri padri fondatori sono la Democrazia Cristiana e il Partito Comunista, la Margherita e Democratici di Sinistra, “partiti del popolo”. E il luogo deputato del PD deve essere la piazza. Dobbiamo utilizzare qualsiasi strumento per raccogliere le istanze della gente; dobbiamo essere ossessionati dai bisogni dei cittadini e, se siamo in minoranza, dobbiamo ossessionare la maggioranza affinché se ne faccia carico. Solo così potremo accreditarci dinanzi al partito provinciale, ottenendo dei risultati che provengono dal consenso che, a sua volta, è il frutto di un’azione politica tra la gente».

«C’è una questione giovanile – ha proseguito – che si lega alla questione dei simboli, alle bandiere che rappresentano l’identità e l’orgoglio di un partito. Oggi non c’è un giovane, in passato invece avevamo il gruppo dei Giovani Democratici la cui bandiera arancione non è mai stata esposta».

Se questo è il passato da cui prendere le distanze, guardando al futuro De Grisantis si auspica un «Partito Democratico che ritorni a essere liberale, arioso, una finestra aperta, inclusivo delle forze giovani. Vorrei che non fosse solo un partito formato da mariti e mogli e cognati e cognate, ma anche da nubili e celibi, ragazzi e ragazze. Un partito non monarchico o oligarchico ma autenticamente democratico e liberale».

In conclusione, una nota che, seppur “rincuorante” per i vertici del PD, risuona amara per le “magnifiche sorti progressive” di leopardiana memoria che si prospettano per il dibattito e il confronto civico: «A Turi la politica non esiste e intorno al PD c’è il deserto. Il Partito Democratico, nonostante tutte le sue difficoltà, ha almeno un numero civico; gli altri partiti di sinistra e centrodestra dove sono finiti?».

FD