Martedì 12 Novembre 2019
   
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“Una donna sola al comando”

angelo palmisano

Angelo Palmisano: La scarsa coesione della maggioranza rischia di inficiare le buone intenzioni del sindaco Resta

«Si è deciso legittimamente di approvare a maggioranza le linee programmatiche, facendo a meno della collaborazione della minoranza, più volte richiesta dal sindaco. Ne prendiamo atto e da ora in poi questa Amministrazione dovrà sudare per guadagnare la nostra fiducia».

Così inizia l’intervista al capogruppo di minoranza Angelo Palmisano, con cui abbiamo analizzato alcune tematiche sviluppate nell’ultimo Consiglio comunale. Dalla ristrutturazione del cimitero all’agricoltura, arrivando a inquadrare lo stato di salute della maggioranza che, dopo il “peccato originale” della formazione della Giunta, “continua a contendersi deleghe e incarichi”. In questo “guazzabuglio” politico, sul sindaco Tina Resta grava il peso di portare avanti l’intera macchina amministrativa, in una solitudine che, come spiega Palmisano, non fa ben sperare.

 

L’Amministrazione vuole intraprendere la via del project financing per la ristrutturazione del cimitero. Perché siete in disaccordo?

«Non siamo contrari al project financing, lo riteniamo uno strumento da utilizzare in una fase successiva alla messa in sicurezza del cimitero, che occorre fare nell’immediato.

Un project financing necessita di almeno un paio d’anni per andare in porto: un lasso di tempo troppo lungo che non possiamo permetterci, considerato che il cimitero è in uno stato pietoso e cade letteralmente a pezzi. Una situazione critica che non può di certo essere affrontata solo apponendo una rete di protezione, come annunciato dall’assessore Dell’Aera.

Approfitto per ricordare che è altrettanto indispensabile installare le rampe per i disabili, a cui da anni è negata la possibilità di visitare i propri cari».

 

La vostra soluzione?

«La premessa è che esiste un progetto esecutivo, approvato dalla Giunta Coppi, che prevede la ricostruzione del primo lotto del cimitero, demolito nel 2013 per instabilità strutturale, realizzando 180 loculi di tipo colombario, 80 loculi di tipo cassettone e 110 urne cimiteriali.

Il nostro approccio prevede due fasi. Nel primo step, concluderemmo l’iter avviato dalla precedente Amministrazione, approvando il progetto esecutivo e contraendo un mutuo con la Cassa Deposito e Prestiti. In questo modo, il Comune potrebbe costruire e vendere i loculi, destinando gli incassi alla immediata messa in sicurezza delle restanti aree del cimitero.

Un’altra proposta da vagliare per recuperare risorse è quella di far leva sui circa 800mila euro che i giudici, in primo grado, hanno riconosciuto al Comune di Turi per un difetto nel derivato (i famosi BOC). Si potrebbe avviare una transazione con la Banca che miri a rinegoziare il mutuo, defalcando la somma indebitamente versata e riducendo la rata. I risparmi ottenuti andrebbero a sostenere i lavori cimiteriali.

La seconda fase, invece, prevede il project financing da utilizzare per l’ampliamento e la gestione del cimitero.

In questa come in altre situazioni, non vediamo da parte dell’Amministrazione la capacità di individuare le priorità e le relative progettualità. Manca la visione di quello che Turi dovrà diventare da qui a vent’anni, comprendendo con il giusto anticipo quali assi strategici si devono incentivare».

 

Uno di questi “assi strategici” è sicuramente l’agricoltura.

«Certo, ed è grave che nelle linee programmatiche sia un capitolo del tutto assente. Come ha ammesso lo stesso capogruppo di maggioranza Onofrio Resta, presi dalla fretta, hanno dimenticato di inserire la nostra prima fonte di economia: la ciliegia Ferrovia.

Già nel 2012, da assessore all’agricoltura, iniziai a perseguire l’idea di creare un’unione tra i Comuni di Turi, Gioia, Sammichele, Casamassima, Putignano, Conversano e Castellana. Il proposito era elaborare un vero e proprio disciplinare su coltivazione, produzione e sviluppo della ciliegia Ferrovia.

In parallelo, si doveva investire in una campagna di marketing territoriale mirata a rendere “riconoscibile” la nostra ciliegia, giacché ancora oggi al consumatore non è chiara la provenienza e il luogo di produzione della “Ferrovia”, spesso associata a Bologna o a Bisceglie.

Passaggio complementare era incentivare la formazione di cooperative o di altre forme associate dei cerasicoltori. È indispensabile capire che, se i piccoli produttori iniziassero a collaborare tra loro, ci sarebbe maggior forza contrattuale, evitando di essere schiacciati dalle grandi aziende e ottimizzando i costi di produzione e commercializzazione».

 

In che modo si dovrebbe sviluppare questa campagna di marketing territoriale?

«Come abbiamo spiegato in campagna elettorale, intorno alla ciliegia “Ferrovia” va costruito un circolo virtuoso che coinvolga il comparto turistico e culturale.

Le proposte non mancano: si potrebbe lavorare a un sistema di agriturismi e masserie didattiche, dislocate in un percorso extraurbano che colleghi i sette Comuni di cui parlavo prima.

Ancora, potremmo pensare di esportare il nostro ‘brand’, il nostro modo di concepire la Sagra, nelle principali città italiane: mettere in piedi una vera e propria “BIT” (Borsa Internazionale del Turismo) alternativa che, partendo dalla ciliegia, abbracci la promozione di tutti i nostri prodotti tipici, saldandoli con il rilancio turistico e culturale, inteso come riscoperta e valorizzazione dalle tradizioni contadine che costituiscono il nostro codice genetico».

 

Altro punto di discordia è l’istituzione della figura del Presidente del Consiglio comunale.

«Negli ultimi quarant’anni non c’è stata la necessità di introdurre questa carica e non sussiste neanche oggi: ci sono solo due gruppi consiliari, “TuRinasce” e “Patto per Turi”, e non credo che coordinarli sia un compito così gravoso per il sindaco.

Mi meraviglia che Onofrio Resta dall’alto della sua esperienza politica accetti questa scelta. Evidentemente, con l’età inizia a perdere colpi e non si accorge che, così procedendo, verrà delegittimata la sua figura di capogruppo di maggioranza.

Piuttosto che pensare a creare nuove cariche, la maggioranza dovrebbe iniziare a fare il suo lavoro: in Consiglio comunale al momento esistono il blocco dell’opposizione, quello della Giunta e Onofrio Resta, che gioca da “libero” e, in virtù della sua esperienza politica, è l’unico a tener testa a una minoranza che si presenta preparata e attenta. Il resto dei consiglieri, compreso Maurizio Coppi, è silente.

Il risultato è un sindaco chiamato a interpretare il ruolo di “una donna sola al comando” o, nella migliore delle ipotesi, accompagnata da pochi “soldati”, fedeli fino a quando si respirerà aria di vittoria».

 

Siamo alla prima crisi di maggioranza?

«La maggioranza è in crisi dal primo giorno, continua a contendersi deleghe e incarichi perché la “quadra politica” non si è mai trovata. Il “peccato originale” si è consumato quando è stata formata la Giunta: la suddivisione degli assessorati non ha “accontentato” tutti. E gli “scontenti” ora iniziano a farsi sentire.

Maurizio Coppi punta i piedi per diventare Presidente come “risarcimento” per il secondo assessorato non concesso a Forza Italia.

Teresita De Florio “impazzisce” quando si ritrova in Giunta Sandro Laera: un candidato che è stato bocciato dagli elettori siede nell’esecutivo, mentre lei, che ha contribuito con 400 voti alla vittoria della lista, è fuori dai giochi. Un segnale chiaro della sua irrequietudine lo abbiamo visto nell’ultima assise, quando ha deciso di andar via subito dopo l’appello.

Indipendenti e Forza Italia sembrano cercare l’occasione giusta per “far fuori” Graziano Gigantelli, in posizione debole in quanto unico esponente della Lega, “premiato” con un assessorato che a parere dei compagni di maggioranza non gli sarebbe spettato».

 

Per concludere, ci segnalava una determina “oscura”.

«La determina in questione, la numero 247 del 1° ottobre, appare molto discutibile e vede protagonista l’assessore Teresa De Carolis che, dalle voci che circolano, pare non godere della stima della sua stessa maggioranza. Il giovane assessore ha una concezione di amministrare molto “effervescente” e tende spesso a confonde il Comune con un reality o un concorso che premia chi sfila meglio.

Ritornando alla determina, in narrativa si legge che l’assessore De Carolis ha proposto un preventivo per l’affidamento della realizzazione delle brochure promozionali da usare alla Fiera del Turismo di Rimini. Siamo al di fuori di ogni tipo di logica: da quando partecipo alla vita amministrativa, non ho mai visto un assessore che presenta un preventivo, sostituendosi alle competenze dei funzionari. Non escludo di chiedere alla Corte dei Conti di esaminare la regolarità di questa determina.

Posso “giustificare” l’assessore De Carolis con l’attenuante della giovane età, mi riesce più difficile “assolvere” il sindaco, che dovrebbe essere il garante politico della correttezza di tutti gli atti e intervenire per bloccare questo tipo di anomalie».

FABIO D’APRILE

Commenti  

 
polemico
#1 polemico 2019-10-17 19:23
peccato che in 4 degli ultimi 5 anni avete governato voi, e male. tutte belle parole
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