Giovedì 17 Ottobre 2019
   
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“Cento giorni di ordinaria amministrazione”

Giannalisa Zaccheo

Giannalisa Zaccheo: “Manca una seria politica di pianificazione e una visione per il futuro prossimo di Turi”

“Dai proclami ai fatti corre un abisso” – esordisce il Consigliere d’opposizione Giannalisa Zaccheo nella sua analisi dei primi cento giorni dell’Amministrazione Resta. In altre parole, quanto promesso in campagna elettorale non troverebbe riscontro nell’attività dell’esecutivo, che non sarebbe mai riuscita a valicare i confini della ordinaria amministrazione.

Tra i settori in cui il Governo Resta pare maggiormente in ritardo c’è quello delle attività produttive. Un settore che – a parere della Zaccheo – è apparso “insufficiente” sin dal programma elettorale e che continua a essere trascurato e sottostimato anche nelle linee programmatiche, che saranno illustrate nel prossimo Consiglio comunale, dove si finisce per affermare “l’idea che l’economia del Paese si riduca ad una attività organizzativa di una grande sagra di paese”.

“Carente” anche la programmazione culturale estiva, che tuttavia per il Consigliere Zaccheo ha l’attenuante di essere stata organizzata in poco tempo e con un bilancio già approvato.

 

La sua valutazione sui primi cento giorni dell’Amministrazione Resta?

«Cento giorni di ordinaria amministrazione. Una cosa è certa, dai proclami ai fatti corre un abisso. Il sindaco Resta aveva promesso tantissimo dai palchi per i primi cento giorni, ma i risultati sembrano non all'altezza delle promesse. Inoltre, destano perplessità e generano dubbi numerose scelte amministrative fatte e la probabile scelta di modificare lo Statuto comunale per introdurre la figura del Presidente del Consiglio comunale a cui noi consiglieri di minoranza ci opporremo con tutte le nostre forze. A tal fine chiederemo anche il sostegno dell'opinione pubblica. Ne parleremo compiutamente in Consiglio comunale, sede istituzionale a ciò deputata».

 

Guardando ai provvedimenti che avrebbero dovuto essere approvati in questo periodo, il settore delle attività produttive procede a rilento. Quanto pesa questo ritardo sull’auspicato rilancio di Turi?

«A dire il vero per tale settore è apparso insufficiente sin da subito lo stesso programma elettorale della lista “TuRinasce”. Ancor più appaiono inadeguate le linee di programmazione che a breve la nuova Giunta presenterà in Consiglio.

Le idee programmatiche dimostrano che manca una visione, un'idea per il futuro prossimo, a medio e a lungo termine per Turi. Sono carenti di una seria politica di pianificazione e la pianificazione, a mio parere, è l’unico metodo adeguato per amministrare. Ce lo insegnano le politiche imprenditoriali di qualsiasi azienda di successo. Se non impariamo ad adottare un metodo manageriale per la gestione della cosa pubblica, allora continueremo a registrare insuccessi e inefficienze, a tutti i livelli.

Dalle predette linee di programmazione emerge che si ha delle attività produttive l’idea che l’economia del Paese si riduca ad una attività organizzativa di una grande sagra di paese. Francamente questa cosa la trovo aberrante. Anche di questo parleremo in Consiglio comunale».

 

Veniamo al DUC, apprendiamo che si sta pensando di unirsi ai Comuni di Rutigliano e Noicattaro. Turi rischia di diventare il "terzo incomodo" tra due paesi che, per vocazione e prossimità, sono tra loro già omogenei?

«Di questo non ne ho contezza. Del DUC non si ha traccia nelle linee programmatiche. A dire il vero non era contemplato neanche nel programma elettorale della lista “TuRinasce”. Nel nostro programma invece, sì! Quindi, prendiamo atto che l’idea di realizzare un Distretto Urbano Commerciale è stata attinta dal programma della lista “Patto per turi”. Questa cosa ci onora, perché sta a significare quanto le nostre proposte amministrative presentate in campagna elettorale fossero valide e concrete. Tuttavia, non posso entrare nel merito della questione, dato che, come detto, non ne conosco il contenuto.

Certamente, pensare ad un Distretto Urbano Commerciale cosiddetto “diffuso” con i Comuni di Noicattaro e Rutigliano, mi lascia perplessa, visto che, come ben ha evidenziato nella sua domanda, questi due Comuni presentano caratteristiche commerciali molto diverse da Turi, sia per la loro collocazione extraurbana, sia per i prodotti che vi si producono e commerciano.

La nostra idea del DUC è molto più ambiziosa e coerente con le tradizioni produttive, economiche e culturali del nostro Paese. Al momento giusto faremo le nostre controproposte coerentemente al nostro modus operandi, ispirato ad un’azione collaborativa e costruttiva sempre e solo nell’interesse di Turi».

 

La programmazione estiva è giunta a conclusione. È soddisfatta delle politiche culturali fin qui attuate?

«Non direi. In verità ho trovato carente il calendario degli eventi culturali, peraltro ispirato, per usare un eufemismo, ad un “format ripetitivo” e già visto nel corso degli anni precedenti. Non sono queste le “politiche culturali” che Turi meriterebbe. Detto ciò, mi sento di spezzare una lancia in favore della nuova giunta: il tempo a disposizione per programmare qualcosa di originale è stato davvero poco, se poi si aggiunge che il bilancio era già stato approvato, ebbene, la cosa si presentava oggettivamente difficoltosa. Spero che l’esecutivo ci stupisca nel prosieguo del suo mandato».

 

La Commissione di controllo è a lavoro su vari aspetti. Ritiene che ci sia un problema di trasparenza degli atti amministrativi?

«Non faccio parte di quella Commissione e non sono a conoscenza del lavoro che si sta portando avanti, data anche la segretezza degli atti che la contraddistingue. Per quanto mi riguarda, posso solo dire che il ruolo di Consigliere comunale in genere, ma soprattutto di opposizione, merita rispetto da parte di chi amministra e di tutto l'apparato burocratico del Comune. La trasparenza e la consegna di qualsiasi documento inerente l'attività amministrativa deve essere garantita nelle forme consentite dalle norme vigenti come il Testo Unico che al riguardo sono ampie, perentorie ed esaustive. Non tollererò alcun ritardo e se sarà necessario non esiterò ad avvertire il Prefetto nel caso ci dovessero essere dei colpevoli ritardi o allungamento dei termini. Anche in questo caso ne parleremo compiutamente in Consiglio.

Le preannuncio che sottoporrò all’attenzione dei miei colleghi consiglieri di minoranza una mia idea rispetto alla necessità di proporre al Consiglio una modifica al regolamento relativo al diritto di accesso agli atti, soprattutto rispetto ai consiglieri. Trovo che il regolamento comunale, infatti, in alcuni punti, sia in contrasto con la norma primaria contenuta nel TUEL. È assurdo che il Consigliere possa accedere senza troppe formalità alla sola “visione” degli atti, mentre, per averne copia cartacea, debba seguire una trafila che di fatto limita il diritto di accesso, che per la giurisprudenza amministrativa non può subire compressioni di sorta per pretese esigenze di natura burocratica dell’Ente, tali da ostacolare l’esercizio del suo mandato istituzionale».

 

Per concludere, a suo parere, come dovrebbe essere sciolto il nodo delle deleghe sollevato dal consigliere De Florio?

«La mia opinione l'ho già espressa in Consiglio. Confermo che per me è stato un grande errore di valutazione del Sindaco essersi privata dell'esperienza e competenza acquisita dal Consigliere De Florio in materia di Polizia Urbana per assecondare una pretesa che ha tanto il sapore di “propaganda politica”, me lo lasci dire, dell’assessore leghista. Il messaggio che passa è che la sicurezza sia una prerogativa della Lega, ma per cortesia… non aggiungo altro. Tuttavia, la distribuzione delle deleghe, lo ribadisco, è una prerogativa del Sindaco che la esercita come meglio crede. A noi consiglieri di minoranza spetta il compito di giudicare le singole azioni poste in essere nell’esercizio delle predette deleghe, da chiunque queste vengano detenute».

FD

Commenti  

 
Simo
#2 Simo 2019-09-20 18:00
La dimostrazione che è tutta una ammucchiaa. Nessuna vera opposizione ai danni che sta facendo la giunta Resta.
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2019-09-18 20:45
A proposito di DUC (per costituire il quale occorrono 25 mila abitanti) Giannalisa non deve tralasciare che Turi e Rutigliano sono ben unite da.. villa Menelao,e che Tina Resta in campagna elettorale ringraziò pubblicamente il capo di forza Italia per averla scelta quale sua candidata sindaca.
Quanto al folle regolamento che sottopone l'accesso agli atti, visione inclusa, dei controllori (i consiglieri comunali) al consenso dei controllati(i capisettore) e lo rende molto più ristretto di quello consentito ai cittadini , sarebbe davvero interessante sapere chi l'ha partorito ovvero copiaincollato da altro comune senza nemmeno leggerlo, in modo da potergli tributare un pubblico encomio e la proposta di un ulteriore eccezionale surplus ( da donarsi dalle indennità degli eletti) sul solito massimo di retribuzione di "risultato".
Non posso però esimermi dal segnalare all'avvocatessa Zaccheo che nessuna norma prescrive la segretezza delle comunali commissioni di controllo, essendo segreti solo gli atti che per legge sono tali e solo su quelli eventualmente ricorre l'obbligo di segretezza. ma nessuna segretezza può esserci per quel che si dice in qualsivoglia commissione, o giunta comunale, i cui verbali possono ben essere pubblicati. La non pubblicità delle sedute degli organi, motivata da ragioni "tecniche", non va confusa con la loro segretezza, tant'è che alcuni comuni rendono pubbliche le sedute di giunta, e sarebbe auspicabile che anche il nostro lo facesse per ogni organo, commissione di controllo inclusa, la quale non è certo un collegio giudicante ma un luogo di discussione confronto.
L'unico organo comunale tenuto alla segretezza è l'ufficio disciplina. E gli organi di valutazione qualora collegialmente costituiti(non è il nostro caso).
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