Martedì 20 Agosto 2019
   
Text Size

Riconosciuti i primi due debiti fuori Bilancio dell’anno

L'assessore Sandro Laera

La minoranza invita l’Amministrazione a utilizzare lo strumento della mediazione, risparmiando tempo e risorse

A corollario dell’approvazione di variazione e assestamento, il Consiglio comunale procede al riconoscimento dei «primi due debiti fuori Bilancio che stiamo approvando dall’inizio dell’anno», come rimarca l’assessore Sandro Laera, delegato al contenzioso, in apertura della sua relazione.

Il primo debito riguarda la causa civile promossa da un privato cittadino nel 2011 per danni ricevuti alla propria abitazione a causa di infiltrazione da basole e manto stradale. «La richiesta risarcitoria – spiega Laera – era di circa 9.000 euro. Poiché il Comune aveva già posto in essere interventi di manutenzione nei pressi dell’abitazione in oggetto, si è ritenuto di resistere in giudizio.

La successiva perizia del Consulente Tecnico d’Ufficio (CTU) stabilisce una corresponsabilità tra Comune e cittadino e quantifica il danno in poco più di 2mila euro, oltre interessi legali. La sentenza di primo grado recepisce il parere del CTU ma condanna il Comune a pagare per intero i costi delle consulenze d’ufficio e di parte, oltre al 50% delle spese di giudizio. Il tutto per un ammontare di 16.667,57 euro».

«A febbraio 2019 – prosegue l’assessore – il Comune, oltre a chiedere la sospensiva della sentenza, propone appello non per ottenere una riduzione delle somme riconosciute al cittadino ma per avere una più equa suddivisione dei costi delle perizie d’ufficio e di parte e per vedere dimezzate le spese di giudizio, che appaiono parecchio onerose.

Il 18 giugno 2019 viene comunicato il rigetto della richiesta di sospensiva, la sentenza di primo grado diventa nuovamente esecutiva e riceviamo l’atto di precetto dal privato cittadino. Da qui deriva la necessita di riconoscere il debito fuori Bilancio, fermo restando che attendiamo l’esito del ricorso in appello, che potrebbe attenuare i termini della sentenza di primo grado».

 

Il consigliere Zaccheo

Zaccheo: “Ricorriamo alla mediazione

«Questo è un caso che deve essere preso come esempio» – interviene il consigliere Zaccheo, perorando la causa dell’uso dell’istituto giuridico della mediazione civile che offre la duplice opportunità all’Ente di evitare inutili contenziosi e risparmiare sui risarcimenti. «A fronte di una richiesta di risarcimento di poco più di 9mila euro, il giudice ne stabilisce 2mila e ci ritroviamo a pagarne oltre 10mila. È un paradosso – incalza l’avvocato Zaccheo – che si sarebbe potuto evitare ricorrendo allo strumento della mediazione, istituto introdotto da una Direttiva europea, recepita dallo Stato italiano che l’ha resa obbligatoria per alcune materie». «La mediazione – aggiunge – è supportata anche da una circolare del Ministero della Pubblica Amministrazione, che rassicura i dirigenti spesso restii a utilizzare la mediazione per timore di essere chiamati a rispondere di una responsabilità economica, circostanza che si verificherebbe solo in caso di comprovato dolo».

 

Voto contrario da ‘sprone’

Riprende la parola l’assessore Laera per fare il punto sul secondo contenzioso, aperto a luglio 2012 dall’associazione “Aquarius”, che denuncia il parziale rimborso del compenso dovuto per l’attività di gestione del ‘Centro di Ascolto ed Orientamento’, effettuata dal 2003 al 2006.

«L’Ufficio Affari Istituzionali – riassume l’assessore – ha scorporato dalle fatture presentate dall’associazione quelle relative alle prestazioni del consulente del lavoro, ingaggiato dall’associazione stessa per la gestione del personale, poiché la copertura di tali spese non era prevista nel contratto di affidamento.

La sentenza di primo grado, accogliendo la perizia del CTU, condanna l’ente a pagare 9.746 euro, esattamente la metà di quanto richiesto dall’associazione, oltre interessi legali e spese di giudizio posti a carico di entrambe le parti. Si è ritenuto di proporre appello e anche in questo caso, essendo stata rigettata l’istanza di sospensiva della sentenza, l’Ente deve riconoscere il debito fuori Bilancio per non incorrere in procedure esecutive».

Entrambi i debiti fuori Bilancio, approvati dalla maggioranza, ricevono il voto contrario dell’opposizione, motivato dal capogruppo Palmisano come «uno sprone, nella speranza che si abbattano i muri tra cittadini e Amministrazione, percorrendo la via della mediazione, piuttosto che vessare chi chiede che vengano rispettati i propri diritti con lungaggini burocratiche e legali».

 

Il punto sulle assunzioni

A margine, l’assessore Laera coglie l’occasione per aggiornare l’assise sulle procedure di assunzione del personale, tema che, come vi riferiremo in seguito, occuperà seppur trasversalmente un’ampia porzione del Consiglio.

Oltre alla convenzione con il Comune di Castellana Grotte per il reclutamento di un dipendete tecnico, Laera anticipa che abbiamo ottenuto l’assenso dal Comune di Lizzanello e da quello di Gravina per utilizzare le loro graduatorie al fine di reclutare rispettivamente sette amministrativi di categoria C e un assistente sociale.

Commenti  

 
Realista
#1 Realista 2019-08-09 19:54
Fare una transazione prima o un'offerta formale in sede di giudizio.
Citazione
 

Aggiungi commento

rispettando il regolamento http://regolamento.lavocedelpaese.it/

ULTIMI COMMENTI

LA VOCE DEL PAESE Un Network di Idee.

l ACQUAVIVA DELLE FONTI l CASAMASSIMA l CASSANO DELLE MURGE l GIOIA DEL COLLE l NOICATTARO l POLIGNANO A MARE l PUTIGNANO l SANTERAMO IN COLLE l TURI l

Porta la Voce nel tuo paese

Copyright 2008-2017 © LA VOCE DEL PAESE. È vietata la riproduzione anche parziale. Tutti i diritti sono riservati.