“Hanno vinto i poteri forti”

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Angelo Palmisano respinge al mittente la proposta delle “larghe intese” e annuncia un’opposizione “pura”

Nessun rimpianto per Angelo Palmisano, che perde di misura la competizione con Tina Resta. Alla fine di “una delle campagne elettorali più belle”, il candidato sindaco di “Patto per Turi” può dire di uscirne a testa alta, avendo avuto la forza di intercettare la fiducia di 3.300 cittadini, pronti a scommettere sulla sua squadra per “cambiare Turi”.

Conclusa la conta dei voti, Palmisano guarda con determinazione al futuro, al suo ruolo di capo dell’opposizione che non concederà alcuno spazio a un “governo delle larghe intese”: i ruoli tra chi governa e chi controlla resteranno ben distinti.

Quanto a “Patto per Turi”, la stima di tanti cittadini – unita alla convinzione che “l’amministrazione Resta ha i giorni contati” – dà il giusto slancio per non abbandonare il progetto, continuando a tenere unito il gruppo e a coltivare l’idea di cambiamento, che farà dell’inclusione dei giovani il viatico per costruire insieme la futura classe dirigente, senza ingerenze da parte di “registi” esterni.

Un ultimo passaggio sulla vicenda delle presunte irregolarità nelle operazioni di voto. In paese da giorni circola insistente la voce che “qualcuno abbia comprato i voti”, se sia una “diceria” fondata o alimentata ad arte è difficile dirlo. Per il momento, in attesa di riscontri da parte degli inquirenti, facciamo nostro l’appello civico di Angelo Palmisano: “Se qualcuno è a conoscenza di episodi dubbi, abbia il coraggio di farsi avanti”.

 

La sfida si è conclusa a favore di Tina Resta. Ha vinto il migliore?

«Hanno vinto i poteri forti. “Patto per Turi”, al contrario, può dire con fierezza di avere ottenuto il voto di 3300 cittadini, che hanno riposto in noi la propria fiducia perché volevano il cambiamento. Il mio gruppo esce a testa alta e con orgoglio da questa competizione, tenendo presente chi avevamo di fronte e che ci ha separati uno scarto di appena 500 voti.

 

Qualche rimpianto?

«Nessuno. Abbiamo organizzato una campagna elettorale che è stata una delle più belle che abbia vissuto, con entusiasmo, idee e soprattutto correttezza. Ancora oggi molti cittadini non si capacitano della nostra sconfitta, giacché sembrava che avremmo assistito a una proclamazione popolare. Quello che mi sento di dire ai nostri sostenitori è che, nel tempo, la lealtà paga e che chiunque si riduca a firmare una cambiale per vincere deve mettere in conto che, prima o poi, verrà portata all’incasso».

 

A proposito di correttezza, continuano a circolare voci di presunte irregolarità.

«Il paese è pieno di queste dicerie, che voglio sperare siano solo una “leggenda metropolitana”. Tuttavia, se c’è un’indagine delle Forze dell’Ordine, mi auguro si faccia luce al più presto».

 

Anche la vostra lista aveva presentato una denuncia per voto di scambio. Come è andata a finire?

«Abbiamo fatto la nostra segnalazione perché avevamo capito che i nostri avversari erano in difficoltà e sospettavamo che avrebbero potuto utilizzare qualsiasi mezzo per recuperare consensi. Al momento non abbiamo riscontri, attendiamo fiduciosi il lavoro degli inquirenti. Mi preme però fare un appello: se qualcuno è a conoscenza di episodi dubbi, abbia il coraggio di farsi avanti. L’omertà è un reato, oltre che penale anche morale».

 

Il futuro politico di Angelo Palmisano?

«Sarò il capo dell’opposizione. E a questo proposito approfitto per sgombrare il campo da qualsiasi fraintendimento: quando qualcuno afferma che “per il bene di Turi” bisogna immaginare una “larga intesa” tra maggioranza e opposizione, sbaglia interlocutore.

Il nostro ruolo sarà quello di vigilare e controllare sull’operato di chi ha ricevuto il mandato di governare. Il popolo è sovrano, se ha votato questa classe dirigente deve attendere che siano loro a mettere in cantiere le idee per far “rinascere Turi”; noi non faremo da sponda o da “stampella” a nessuno. Del resto, il gruppo guidato da Tina Resta si è presentato con un programma e oggi ha i numeri per approvare senza indugi qualsiasi provvedimento ritenga utile per il paese. Visto che dai palchi hanno tenuto a sottolineare che sono loro le persone competenti, ora hanno l’occasione per darne prova».

 

E quello di “Patto per Turi”?

«Il progetto “Patto per Turi” non è morto il 27 maggio. La mia idea è di tenere il gruppo compatto perché questa non è una sconfitta ma un punto di partenza. La vicinanza della gente ci rende ancora più orgogliosi di quello che abbiamo fatto e ci motiva a non arretrare di un passo, tenendo fede al “patto” che abbiamo stretto per “cambiare Turi”, insieme e senza nessun compromesso.

Sappiamo che l’amministrazione Resta ha i giorni contati, per questo abbiamo il dovere di coltivare la nostra idea di cambiamento all’insegna dell’inclusione, avvicinando i giovani alla politica e aiutandoli a capire che la gestione della cosa pubblica li riguarda in prima persona».

FD