Domenica 17 Novembre 2019
   
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La “Ferrovia di Rutigliano” su Striscia la Notizia

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Ancora una volta qualcun’altro nel comprensorio si è preso la paternità esclusiva della ciliegia ‘Ferrovia’. È quanto successo nel servizio di Striscia la Notizia andato in onda sabato 11 maggio, dove si è parlato della ‘Ferrovia’ di Rutigliano.

È ora di dire basta… La Ciliegia ferrovia è prettamente turese, in quanto Turi è il Comune con la maggiore estensione territoriale e la maggiore produzione, e questo deve essere rivendicato a chiare lettere e in ogni dove.

Non si tratta di campanilismo, si tratta di salvaguardare la propria identità, le proprie origini, le proprie tradizioni, perché una città che non le conosce e non le rivendica con orgoglio, non potrà mai trovare la strada verso il proprio futuro.

Ma andiamo con ordine, per capire il problema, cercheremo umilmente di spiegare in maniera molto sintetica, e con gli opportuni riferimenti normativi, l’iter per l’acquisizione del marchio di tutela, sia esso DOP che IGP.

Tralasciamo volutamente ciò che è stato intrapreso finora, in quanto non ha prodotto nessun risultato ed è inutile rivangare il passato, pensiamo al futuro ed alle nuove generazioni, dato che le leggi sono anche cambiate rispetto anni fa.

Il primo step è l'iniziativa, che di norma deve partire esclusivamente da un'organizzazione associativa, non è stabilita nemmeno una precisa forma giuridica, questo per sottolineare, al contrario di come si pensa, che questo passaggio non compete al Comune. Sicuramente il Sindaco può, anzi deve, sollecitare l’iter agli enti sovraordinati ed esserne estremo fautore ma ribadiamo ancora una volta che non può esserne l’artefice, ai sensi del nuovo disciplinare enucleato nel regolamento UE 510/2006.

La compilazione della domanda, invece, sempre nella fase d'iniziativa deve contenere tutti i fattori di identificazione; la sua origine storica nel territorio citato nella denominazione; il disciplinare di produzione e l’ente terzo di certificazione, fra quelli riconosciuti dal Ministero, al quale è affidato il controllo sulla conformità della produzione al disciplinare stesso.

Una volta compilata la domanda, segue la fase istruttoria dove il Ministero per le Politiche agricole e alimentari acquisisce il parere della Regione e della Città Metropolitana e verifica la conformità della richiesta ai sensi di legge. Se non ci sono difformità, viene pubblicata nella Gazzetta Ufficiale per poi essere inoltrata alla Commissione dell’Unione Europea per la fase comunitaria.

Fatte le ulteriori verifiche del caso in Commissione, la richiesta viene pubblicata per sei mesi nella Gazzetta Ufficiale europea, dove trascorso tale periodo senza opposizioni, il prodotto ottiene il riconoscimento e viene perciò iscritto nell’apposito Albo comunitario.

Una volta ottenuto il riconoscimento DOP o IGP, la denominazione deve essere costantemente soggetta sia a controlli di conformità al disciplinare di produzione, funzione per cui è competente l’ente terzo di certificazione, sia alla vigilanza sulla commercializzazione, funzione affidata ai Consorzi di Tutela.

L’obiettivo auspicabile nel breve termine, per esempio, potrebbe essere quello che ha ottenuto la città di Toritto, con la propria mandorla, acquisendo la denominazione PAT (prodotto agroalimentare tradizionale), annoverata insieme a tutti gli altri prodotti dell’eccellenza locale italiana e tutelata dal Ministero.

Gli strumenti ci sono, basta saperli cogliere; ciò che pare mancare nella nostra cittadina è la cooperazione, il fare squadra, non pensare al proprio orticello ma bensì unirsi in consorzi. Non serve guardare chissà dove, basta pensare a Sammichele: loro fanno gruppo e le bracerie sono tutte piene; a Turi non ci sono per esempio buone macellerie? Giova ricordare che la zampina era di Turi e che il nostro ‘tronère’ non è per nulla pubblicizzato.

Fino a quando non verrà compreso il concetto dell’unione e i cittadini turesi non ameranno di più il loro paese, tutto sarà vano e continueremo ancora ad indignarci quando sentiremo parlare della “Ferrovia di Rutigliano”.

Non amiamo concludere con una nota disfattista, tutto il contrario. La ciliegia ‘Ferrovia’ di Turi in questi ultimi anni è stata fortemente pubblicizzata, soprattutto grazie alla Sagra, egregiamente organizzata dall’associazione "In Piazza". Ora serve più che mai un pizzico in più di ottimismo e collaborazione tra tutti.

GIANLUCA MARINI

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