Giovedì 22 Agosto 2019
   
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Tina Resta: “Turi può e deve rinascere con l'aiuto di tutti”

Tina Resta

«Noi non scendiamo a patti con nessuno... amiamo la luce e il sole»

Secondo e ultimo capitolo della nostra “intervista doppia” ai due aspiranti primi cittadini. È la volta di Tina Resta, candidata sindaco della lista “TuRinasce”, che ci tiene subito a sgombrare il campo dal “venticello della calunnia” che la ritrae come “candidato imposto” dai presunti “poteri forti”.

La candidatura, del tutto inaspettata e sicuramente non ricercata per bramosia personale, le è stata proposta. Dopo un periodo di riflessione e di confronto con chi oggi è al suo fianco nella competizione elettorale, Tina Resta ha deciso di “metterci la faccia”, pensando esclusivamente al contributo che avrebbe potuto dare per “rivoluzionare” il proprio paese, liberandolo dal torpore e dalla rassegnazione in cui si è arenato e che spesso diventa una forma di “autolesionismo”.

Altrettanto chiare sono le linee ispiratrici del programma di governo, che ruota intorno al concetto di “solidarietà”. Decoro urbano con una particolare attenzione alle strade di campagna, sicurezza nelle scuole e intercettazione di fondi comunitari: ecco i tre cardini della proposta per fare finalmente “rinascere” Turi, potendo contare sul supporto di una squadra che fa del “mix fra l'esperienza e le nuove risorse” la sua carta vincente.

«Agli elettori – conclude in crescendo Tina Resta – chiediamo un atto di fiducia: noi non scendiamo a patti nemmeno con il diavolo... amiamo la luce e il sole. Turi può e deve rinascere con l'aiuto di tutti».

 

In questa competizione si sono presentati solo due candidati sindaco. Una conseguenza dell’allontanamento dei cittadini dalla politica attiva?

«La presentazione di due liste è certamente un segnale di demotivazione verso la politica attiva. La politica, spesso, a tutti i livelli, delude e così mentre aumentano le esigenze dei cittadini, paradossalmente, si risponde sempre meno alle loro richieste».

 

Entrambe le liste sono state giudicate “incoerenti” per il percorso che ha portato alla loro formazione e alla scelta del candidato sindaco. Cosa replica ai cittadini?

«La candidatura a sindaco di Turi mi è stata proposta. Non era assolutamente nei miei progetti di vita l'idea di candidarmi. Come ho avuto modo di dire nei comizi pubblici, non soffro della “sindrome della fascia” e il mio passato, impiegato con umiltà per ascoltare i cittadini e promuovere un “cambio di prospettiva e mentalità”, lo dimostra senza timore di smentita.

Confesso di aver riflettuto a lungo prima di fare questo passo importante: amministrare non è un gioco. Chiunque si proponga per guidare una comunità dovrebbe avvertire la grande responsabilità che ne deriva, comprendendo che, soprattutto oggi, Turi non può permettersi “dilettanti allo sbaraglio”.

Ciò che mi ha spinto a sciogliere ogni riserva è stato l’amore per il mio paese: mi sono confrontata con le persone che adesso compongono la mia squadra e abbiamo deciso, con coraggio, di metterci la faccia».

 

Nella sua campagna elettorale darà spazio ai candidati più giovani o punterà su quelli con più esperienza?

«Nella campagna elettorale c'è spazio per tutti i candidati con le modalità che ognuno riterrà più opportune. Non ci sono discorsi da imparare a memoria, c'è la voglia di mostrare quello che si è e quello che insieme si vuole fare. Il confronto continuo è importante anche all'interno del gruppo, dove il mix fra l'esperienza e le nuove risorse diventa veramente costruttivo e vincente».

 

Quasi la metà degli aspiranti consiglieri è donna. Una scelta che sarà premiata dagli elettori?

«Non è il numero delle donne a indicare la qualità di una lista... sono le loro intelligenze, il loro cuore, il loro impegno, le loro competenze e soprattutto la loro determinazione nel raggiungere gli obiettivi che ci siamo prefissati. E poi aver scelto una donna come candidato sindaco è segno di grande evoluzione culturale, che va al di là delle differenze di genere».

 

Come vede Turi oggi e come immagina il paese tra cinque anni?

«Turi è un paese con tante potenzialità ma in questo momento storico vive una fase di stallo. È un paese scoraggiato, deluso e rassegnato per tanti motivi. Chi andrà a governarlo dovrà rimboccarsi le maniche, senza tanti “bla…bla” e impegnarsi dimenticando di guardare l'orologio. Ai cittadini ci sono da dare tante risposte. Se si lavora sodo, Turi cambierà».

 

Tre temi qualificanti del suo programma di governo?

«Le linee programmatiche prevedono progetti a lungo termine ma anche interventi immediati. Se dovessi estrapolare i nuclei portanti della nostra proposta di governo, sicuramente, direi che lavoreremo sul decoro urbano con una particolare attenzione alle strade di campagna, sulla sicurezza nelle scuole e sull’intercettazione dei fondi comunitari, indispensabili per cantierizzare le opere di riqualificazione del tessuto urbano che con le sole risorse comunali non sarebbero sostenibili».

 

Con l’annata cerasicola ritorna la questione dell’accoglienza dei lavoratori stagionali. Come la affronterà?

«Per quest’anno la questione l'accoglienza dei lavoratori stagionali è stata gestita dal Commissario, che sta provvedendo, in sinergia con la Regione Puglia, ad allestire i moduli abitativi nei pressi del campo sportivo. In prospettiva, è una tematica che comunque va valutata sotto molteplici e diversi aspetti. Piuttosto che esercitarmi in promesse tanto accattivanti quanto vuote, preferisco prendere l’impegno di istituire un tavolo di confronto con tutte le parti interessate, in modo da trovare insieme la migliore risposta a un fenomeno che interessa un settore produttivo strategico per Turi».

 

Il Commissario Cantadori ha parlato di maldestri tentativi di condizionamento dell’attività amministrativa. Teme di poter incorrere anche lei in simili pressioni esterne?

«Certo, chiunque assuma responsabilità politiche e amministrative può incorrere in eventuali condizionamenti. È necessaria la trasparenza degli atti, come già la legge impone, accompagnata però da una grande onestà intellettuale e dal coraggio di denunciare eventuali pressioni».

 

Un appello agli elettori: perché votare la lista “TuRinasce”?

«Agli elettori chiediamo un atto di fiducia: noi non “scendiamo a patti” con nessuno... amiamo la luce e il sole. Turi può e deve rinascere con l'aiuto di tutti. Per fare questo, votate “TuRinasce”, candidato sindaco Tina Resta».

Fabio D’Aprile

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