Domenico Leogrande: “Una politica disordinata”

Mimmo Leogrande

“Si vuol far passare tutto come 'lista civica' e la coerenza diventa un optional”

A dieci giorni dal termine per ufficializzare le liste, le tessere del puzzle politico turese iniziano a ordinarsi: salvo capovolgimenti dell'ultima ora, saranno tre le "formazioni civiche" che si affronteranno durante le consultazioni del 26 maggio che, dopo tredici mesi di commissariamento, daranno a Turi un nuovo sindaco e un nuovo Consiglio comunale.

Una “corsa a tre” che vedrà misurarsi – in ordine rigorosamente alfabetico – Pasquale Del Re (Servire Turi), Angelo Palmisano (Patto per Turi) e Tina Resta (TuRinasce).

Grandi assenti di questa tornata elettorale saranno Impegno per Turi e la sinistra turese (Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana), quella "pura e impegnata", prendendo in prestito le parole della segreteria Mirta Lerede, che si "ferma un turno" insieme a consiglieri e assessori della precedente maggioranza. Un prevedibile pegno da pagare per la rovinosa conclusione del governo Coppi che ha reso “incandidabili” tutti coloro che hanno sostenuto fino alla fine un progetto politico nato sotto i migliori auspici, nutrito a suon di veti incrociati e arroccamenti spesso leziosi, e spirato prematuramente per manifesta incapacità di sanare le fratture interne.

Nell’attesa di approfondire i programmi di governo che ciascuna coalizione sta ultimando, abbiamo chiesto al prof. Domenico Leogrande, da sempre attento osservatore politico, una sua analisi critica del contesto politico cittadino, partendo dal concetto di "coerenza" che finora ha polarizzato l'attenzione del dibattito pubblico.

 

Quale aggettivo sceglierebbe per definire questa competizione elettorale?

«Disordinata. Spero che nel prosieguo ci sia più chiarezza delle posizioni e delle intenzioni di ciascuno».

 

Le due liste civiche si sono reciprocamente scambiate accuse di "incoerenza" nella scelta dei candidati sindaco. Ritiene che la "coerenza politica" sia ancora un parametro vincolante nella scelta dei candidati o prevale il giudizio sulle capacità del singolo?

«Ormai la coerenza è diventata un optional nel mondo della politica. Nel nostro caso, sembra addirittura che si stia facendo un esperimento nel quale viene deliberatamente accantonata la coerenza, scambiando i candidati sindaci delle due coalizioni. È come se si volesse dimostrare che chiunque può capeggiare qualunque coalizione indipendentemente dal proprio passato politico.

Si vuol fare passare tutto come “liste civiche”. Nel caso della lista di Tina Resta parlare di lista civica mi sembra veramente una forzatura che sfiora il paradosso. Solo Tina mi sembra non appartenere a quello schieramento. Sarebbe bastato che avesse dichiarato (in tempi non sospetti, prima di accettare la candidatura) di aver riconsiderato le sue convinzioni ed esperienze politiche passate e di condividere, ora, le linee politiche della Lega, di Fratelli d’Italia e di Forza Italia e la lista sarebbe stata impeccabile, veramente coerente. Si può sempre cambiare idea, basta dichiararlo».

 

Cosa ne pensa del discorso di presentazione di Tina Resta?

«Non l’ho ascoltato per intero, mi riprometto di farlo appena possibile. Quello che mi ha colpito maggiormente è stata la presentazione in pompa magna dei referenti politici dei partiti che la sostengono con tanto di vessilli ed etichette. Ognuno ha rivendicato il patrocinio della candidatura di Tina Resta come se fosse stata una loro militante di lungo corso. Mancavano soltanto gli inni dei singoli partiti. Mah!».

 

A suo parere, Angelo Palmisano rappresenta una valida alternativa alla compagine di centrodestra?

«Certamente Angelo può fare bene. È giovane, ha maturato l’esperienza amministrativa e politica giusta per poter affrontare questa sfida. Da quel che si dice, sta mettendo insieme una squadra di persone molto determinate e piene di entusiasmo con diverse competenze.

Speriamo che ci sia una competizione leale con chiarezza di intenti e, soprattutto, un forte impegno da parte dei vincitori a risolvere i problemi della nostra collettività. Così come spero che i candidati abbiano la consapevolezza della responsabilità che si stanno assumendo. Devono essere pronti ad affrontare le tante difficoltà che incontreranno».

 

Che ruolo potrà giocare la lista civica cui sta lavorando Pasquale Del Re.

«Pasquale è una persona dinamica, basta vedere il consenso che ottiene con la sua compagnia teatrale. Ha molto coraggio nell’intraprendere questo percorso, non so quale ruolo potrà svolgere la sua lista anche perché non conosco eventuali candidati. Ma lui potrebbe dare un forte contributo in alcuni settori».

 

Questa tornata elettorale vedrà l'assenza della sinistra. È il prezzo che si sta pagando per il sostegno dato all'amministrazione Coppi?

«La sinistra in generale sta attraversando un momento difficile. Quella turese risente anche della crisi provocata dall’amministrazione Coppi. È un peccato che non ci sia perché al suo interno ci sono giovani capaci ed intelligenti».

FD