Lunedì 22 Luglio 2019
   
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Domenica Laruccia replica alla “compagna” Mirta Lerede

domenica laruccia

“L’incoerenza fa rimuovere anche il passato più immediato del proprio Partito”

«Crediamo che solo un progetto civico e plurale abbia la forza di rilanciare il nostro paese». Questo uno dei passaggi chiave dell’intervista che Domenica Laruccia, segretaria del circolo cittadino del Partito Democratico, ci ha rilasciato in replica alle dichiarazioni di Mirta Lerede, pubblicate sulle nostre colonne la scorsa settimana.

Oltre a stigmatizzare che nessun iscritto del PD ha mai utilizzato la politica per ottenere qualunque beneficio personale, Laruccia precisa che si è dialogato con tutte le forze non allineate al “guazzabuglio” messo in piedi dai soliti “notabili”, al fine di creare un’alternativa valida che tuteli l’interesse della collettività.

Inoltre, accusare di incoerenza chi cerca di confrontarsi con quelle forze che – a prescindere dalla loro collocazione ideologica – condividono un progetto per ridare vita a Turi, equivale a puntare il dito contro se stessi: la “compagna” Lerede – rimprovera Laruccia – si “scandalizza” di fronte a una logica che Rifondazione Comunista ha sposato per prima nella scorsa consiliatura, coalizzandosi con Impegno per Turi e alcuni esponenti del centrodestra.

 

Mirta Lerede ha affermato che il PD locale “mostra un arrivismo che lascia sconcertati”: le vostre scelte politiche sarebbero guidate dalla “sete di potere”.

«Gli iscritti al Partito Democratico di Turi non hanno mai posto in essere azioni tese all’auto-competizione per il raggiungimento di status sociali e/o politici. Non collezionano cariche e né tanto meno hanno avvertito la necessità di tenere in vita un’amministrazione, per alcuni deludente, per ricoprire ruoli o poltrone. La “compagna” Lerede riesce, con la stessa serenità ed onestà intellettuale, a volgere la stessa analisi verso il suo Partito?».

 

Un altro appunto che viene mosso è la scarsa coerenza: durante la precedente consiliatura avete criticato duramente i consiglieri di opposizione con cui ora siete candidati.

«Da settimane, stiamo provando a dialogare con tutti coloro non coinvolti nel melting-pot elettorale messo su dai soliti maggiorenti. Abbiamo a cuore le sorti di Turi, crediamo che solo un progetto civico e plurale abbia la forza di rilanciare il nostro paese. Questa idea ci porta anche a condividere progetti con coloro che nella scorsa tornata elettorale si sedevano dall’altra parte. Dialogheremmo pure con i compagni di Rifondazione se non avessero pubblicamente dichiarato di non voler sposare alcun progetto con il Partito Democratico. I matrimoni si fanno in due! Ma poi mi chiedo di cosa è scandalizzata la “compagna” Lerede, sbaglio o nella scorsa legislatura SEL e Rifondazione si coalizzarono con Impegno per Turi ed esponenti del centrodestra? L’incoerenza fa rimuovere anche il passato più immediato del proprio Partito».

 

Stesso discorso si può estendere all’intesa con Impegno per Turi. L’assessore Piero Camposeo è stato “bersagliato” dalla sua stessa maggioranza sulla questione del ponte di via Conversano. Uno dei nodi mai sciolti che, tra l’altro, ha portato alla caduta dell’amministrazione Coppi.

«L’intesa con Impegno per Turi non c’è, è bene ribadirlo. L’amministrazione Coppi non è caduta per un motivo specifico, ma perché aveva, secondo noi e secondo molti turesi, tradito la fiducia dei cittadini e disatteso il programma elettorale. Tornando alla questione ponte via Conversano, il nostro Partito ha solo preteso che fosse mantenuta la parola data in Consiglio Comunale. È necessario avere rispetto per i cittadini. Il Partito Democratico non ha mai addossato colpe a nessuno dei consiglieri di maggioranza, anzi più volte ha ribadito come la questione ponte potesse rappresentare un momento di svolta per la legislatura».

 

Come giustificherete agli elettori di sinistra la scelta di Angelo Palmisano, per anni tesserato di Forza Italia, come candidato sindaco di “Patto per Turi”?

«Al tavolo erano seduti diversi candidati sindaci tra cui si doveva scegliere quello che il gruppo riteneva più rappresentativo. Angelo era tra di loro il candidato ideale. Stesso criterio, con cui gli elettori di parte delle destre turesi nella precedente campagna elettorale, portò ad accettare la candidatura di un sindaco di sinistra come Menino Coppi. A Turi e nei centri sotto i 15000 abitanti funziona così ma è bene sempre ricordare che una cosa è mettere insieme i moderati del centrosinistra e i moderati del centrodestra e altra cosa è mettere insieme la Lega Nord, Fratelli d’Italia e chi viene da una tradizione di estrema sinistra, credo che questo generi molta più confusione e follia elettorale del nostro progetto».

 

Secondo indiscrezioni una parte del circolo del PD non avrebbe accettato questa scelta, decidendo di abbandonare la coalizione.

«Non è assolutamente vero, la scelta è stata unanime. Il Partito Democratico è compatto, non ci sono fuoriuscite».

FD

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