TINA RESTA: “IO NON SONO UGUALE AGLI ALTRI”

Tina Resta

“Siamo tutti chiamati a fare la nostra parte, da sola non posso fare assolutamente niente”


Lunedì 1° aprile, via XX Settembre è stata colorata da una folla di cittadini accorsi ad ascoltare le parole di Tina Resta, candidata sindaco lista “TuRinasce”.

Inizia nel segno della scherzosa ironia l’intervento di Tina Resta, “dubbiosa” se dover essere riconoscente a Michele Boccardi, avversario politico in passato, per averle chiesto di essere la candidata sindaco: «Non so se devo ringraziare Michele Boccardi… sono stata titubante nell’accettare questa candidatura perché sento una forte responsabilità: non ho la “sindrome della fascia”, amministrare un ente per me è una cosa molto seria».

tina resta presentazione candidato 2019 (1)

«Ironia a parte – prosegue – ringrazio di cuore Boccardi perché chi ti chiede di essere il candidato sindaco presuppone che abbia un’estrema fiducia nelle tue capacità e nel tuo modo di essere, anche prima di questo momento. Con Boccardi, infatti, ci siamo conosciuti politicamente e l’ho fatto un po’ “soffrire” nei Consigli comunali».

«Ringrazio i partiti per il sostegno e per lo sforzo politico di svestirsi dai propri simboli in mio favore, anche non conoscendomi in maniera approfondita e quindi facendo un atto di fiducia. Così come ringrazio tutti gli indipendenti che, non identificandosi in nessun partito, credono nella mia figura».

 

Turi è il mio paese

Conclusa la breve parentesi dei ringraziamenti, la dott.ssa Resta entra nel merito delle ragioni che l’hanno spinta a superare ogni incertezza e a metterci la faccia e il cuore: «La motivazione della mia scelta è che questo è il mio paese e quando lo vedi in totale degrado non puoi restare indifferente».

«Dall’altezza dei mei sessant’anni – sottolinea – non avevo mai visto Turi così. E allora siamo tutti chiamati a fare la nostra parte: Tina Resta da sola non può fare assolutamente niente; Tina Resta ha bisogno di una squadra che la supporti e quella che mi ha scelto è fatta di persone perbene, che hanno a cuore Turi. Non ho guardato al loro simbolo, ho guardato le persone che avevo davanti e che sono state pronte a fare un atto di fiducia nei miei confronti, una cosa seria che non si può tradire».

 

Educare alle sensibilità

«Non è stato e non sarà un percorso semplice – continua una Tina Resta sempre più sicura e padrona dell’uditorio – poiché questo paese viene da un periodo di “martirio”: un anno e mezzo di commissariamento. Il Commissario dovrebbe essere un intervento tampone, relativamente breve, dopo la caduta di un’amministrazione; noi invece questa situazione la stiamo trascinando da un bel po’ di tempo».

tina resta presentazione candidato 2019 (2)

Il risultato è un sentimento di demotivazione e rabbia verso la politica locale, apparsa incapace di dare risposte. Un disappunto che Tina Resta comprende e, insieme al suo gruppo, si impegna a ribaltare, dando un segnale di “rinascita” all’insegna della sensibilità e della condivisione: «Vorrei educare la mia cittadinanza alla sensibilità e non alla cattiveria che non porta da nessuna parte. La partecipazione di questa sera è importante ma non è sufficiente: non basta il voto, dovete aiutarmi anche dopo, quando tutti si allontanano e iniziano a criticare».

«Nelle nostre linee programmatiche – anticipa – c’è un intero paragrafo dedicato alla sensibilità verso gli animali, un altro incentrato sulla sensibilità verso la disabilità, che non è solo quella del passo carrabile ma è un atteggiamento mentale. Dobbiamo cambiare il nostro approccio, imparando che l’altro non è il nemico ma, certe volte, teme semplicemente il nostro giudizio. Non abbiamo bisogno di bracci di ferro, abbiamo bisogno di solidarietà».

Un programma scritto con il supporto corale dei tanti che si sono avvicinati e che ha recepito anche i contributi dei cosiddetti “forestieri”, coloro che hanno scelto di vivere a Turi: «Ho visto una vivacità e delle belle persone anche non turesi, che sono innamorate del nostro paese non solo perché hanno trovato le case ma perché vogliono vivere Turi: non sono persone “altre”, sono persone con cui dobbiamo convivere non “tollerandoli” ma facendoli partecipi delle idee e delle proposte».

 

Stiamo perdendo la capacità di sognare

Nell’ultima parte del suo intervento, Tina Resta ritorna sullo stato d’animo dei turesi, scoraggiati al punto di aver perso la “capacità di sognare” e inclini a liquidare i politici come “tutti uguali”.

pubblico 2

«Non è possibile che asfaltare le strade a Turi sia diventata la priorità assoluta. Se siamo arrivati a chiedere alla politica di chiudere le buche, cosa che è sicuramente importantissima, vuol dire che stiamo perdendo la capacità di sognare, di dire ho un desiderio, non so se riuscirò a realizzarlo ma ce la metterò tutta, e sono sicura che se stiamo insieme ce la faremo.

Non dovete pensare che abbia la bacchetta magica, quando non riuscirò a realizzare un obiettivo mi confronterò con voi sulle difficoltà, perché la politica non è di chi sta nel palazzo ma è di tutti i turesi; ecco perché vi chiedo che la partecipazione di questa sera diventi permanente».

Poi un appello ai partiti, affinché si impegnino a lottare contro questa demotivazione che porta a dire “siete tutti uguali”: «Io non sono uguale a quello che pensate voi – tuona risoluta – e non lo dico solo per quello che farò con il mio gruppo ma soprattutto per quello che sono stata a Turi fino a questo momento».

«Ci sono stati dei giovani che mi hanno chiesto di istituire il Consiglio comunale dei ragazzi e lo faremo perché i giovani si devono approcciare alla politica pulita, che spesso finisce nel calderone con quella “sporca” spingendo a non distinguere più niente e a diventare tutti uguali».

Ed è a questo punto che la Tina Resta decide di uscire dalla sala dove erano presenti i rappresentanti dei partiti per andare in strada a salutare i cittadini. Un segnale importante che, almeno in parte, la aiuta a smarcarsi dalle polemiche sull’incoerenza di aver accettato di rappresentare un contenitore di centrodestra, rimarcando l’idea che la sua squadra è dalla “parte del popolo” non dei simboli.

FD