Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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De Grisantis: "Diamo un futuro alla nostra comunità"

L'ex sindaco Vito Nicola De Grisantis

Occorre una "rivoluzione culturale" nel modo di fare amministrazione pubblica

Il risparmio deve diventare la prima fonte di entrata per l'amministrazione. Questa è la tesi sostenuta dall'ex sindaco Vito Nicola De Grisantis nell'intervista che ci ha rilasciato. Una lettura della gestione della macchina amministrativa che comporta una "rivoluzione culturale", sostenuta da una classe dirigente competente e con le idee chiare su quale futuro si vuole costruire per la nostra comunità.

Per prima cosa va abbandonata l'idea che per coprire le spese si debba necessariamente aumentare la tassazione dei cittadini e iniziare a ragionare su come razionalizzare le risorse dell'Ente, trovando canali alternativi per finanziare le esigenze della comunità. Altro spunto di riflessione offerto dall'ex sindaco riguarda il debito pubblico che dovrà essere progressivamente azzerato, stringendo un "patto tra generazioni": ogni amministratore si impegna a contrarre prestiti che possano essere ripagati nei cinque anni in cui è in carica, senza lasciare a chi lo seguirà il costo delle proprie scelte.

Infine, oltre a indicare le urgenze con cui la prossima amministrazione dovrebbe confrontarsi, De Grisantis commenta l'attuale profilo politico, concludendo che, se la situazione dovesse restare identica a quella che si è delineata finora, il 26 maggio potrebbe optare per consegnare alle urne una scheda bianca.

 

Dopo quasi un anno di commissariamento, come valuta lo stato della macchina amministrativa?

«La macchina amministrativa è la solita con una progressiva ed inarrestabile riduzione del personale. Tra circa 18 mesi, i dipendenti saranno meno della metà di quanti erano in servizio qualche anno fa. Molti uffici saranno, nei fatti, chiusi perché privi di addetti. Questo sarà uno dei più complessi problemi che dovrà affrontare la prossima amministrazione. Anche per questa problematica, come per le altre, saranno necessarie soluzioni innovative e ben ponderate, poiché, tra i vincoli e le opportunità delle leggi vigenti, si tratterà di creare la nuova macchina per i prossimi 30 anni».

 

Se oggi fosse alla guida del Comune di Turi, su cosa concentrerebbe la sua azione di governo?

«Oltre all’accennato problema del personale dipendente, volgerei l’attenzione innanzitutto alla formazione della nuova classe dirigente (grande emergenza locale), puntando sui giovani della nostra realtà, affiancandoli nell’amministrazione e sviluppando in loro il senso di responsabilità nelle decisioni con una visione prospettica poiché, molto spesso, le stesse riguarderanno anche le future generazioni. Le decisioni, inoltre, a mio parere dovranno essere assunte con criteri e principi diversi dal passato, con un cambiamento culturale significativo. Mi riferisco all’importanza di considerare il risparmio la prima fonte di entrata alternativa alla solita e facile tassazione, le entrate da oneri di urbanizzazione o cimiteriali “a destinazione vincolata”, nel senso di destinare quelle somme rispettivamente solo ed esclusivamente alle urbanizzazioni nella Città ed al cimitero. E così via per altri servizi pubblici. È indispensabile procedere alla progressiva riduzione del debito pubblico locale, fino al suo azzeramento, ed avviare un patto tra generazioni in base al quale ogni generazione paga il debito che contrae, senza più addossare sulle spalle di quanti non sono ancora nati un debito non contratto».

 

Questo significa cambiare nella sostanza il modo di fare amministrazione pubblica.

«Certamente sì. In definitiva, servirà tanta innovazione, con competenza, nel metodo e nel merito dell’azione amministrativa. Così come bisognerà cancellare dal proprio vocabolario il concetto di avanzo di amministrazione, poiché questo misura il grado di inefficienza dell’azione dell’amministratore pubblico. Più alto è l’avanzo di amministrazione, minore è l’efficacia dell’agire dell’amministratore. Occorrerà, quindi, avere amministratori consapevoli che il loro operare dovrà essere serio ed impegnativo».

 

Quali sono le altre problematiche che ritiene meritevoli di essere risolte?

«Da anni ci sono numerose questioni irrisolte e che necessitano di risoluzioni non più rinviabili. Mi riferisco alle diverse aree della Città non ancora urbanizzate, malgrado da tempo sia stato effettuato, da parte dei cittadini, il pagamento dei relativi oneri, la grave questione delle aree fabbricabili che tanto sta vessando, in termini di tassazione, numerosi contribuenti, la pubblica illuminazione da anni '70, lo sviluppo economico e culturale, oltre al decoro cittadino, che segnano il passo».

 

Venendo alla competizione elettorale, il centrodestra si dovrebbe presentare con un'unica lista "trasversale".

«Più che trasversale, è una lista di centrodestra la cui forza la si misurerà nelle urne, come sempre».

 

A sinistra, invece, il Partito Democratico dialoga con Impegno per Turi ma prende le distanze da Rifondazione Comunista e Sinistra Italiana.

«È giusto che dialoghino e riflettano sulla loro ultima cattiva amministrazione della nostra comunità. Facciano tesoro degli errori e migliorino le proposte future. Non si possono e non si devono arrecare impunemente danni ad una comunità».

 

Che ne pensa di Tina Resta come candidato sindaco del centrodestra?

«È stata assessore con la mia amministrazione di centrosinistra, successivamente è stata candidata sindaco di una lista di sinistra, oggi è candidata di una lista di centrodestra».

 

Mettendo da parte le possibili coalizioni, quali obiettivi dovrebbe porsi la prossima amministrazione?

«Oltre alla soluzione dei problemi citati, con tanta umiltà, impegno e studio, ritengo sia fondamentale dare una concreta prospettiva di sviluppo alla nostra Città e far credere ai giovani che in questa comunità sia ancora possibile vivere con orgoglio e fiducia circa il proprio futuro».

 

Stando ai "si dice", oggi per chi voterebbe?

«È troppo presto per assumere una decisione. E’ chiaro che, se il prossimo 26 maggio non ci fossero liste meritevoli del mio consenso, non escludo la scheda bianca».

Fabio D'Aprile

Commenti  

 
Loyodice
#2 Loyodice 2019-03-28 09:28
E i nuovi dipendenti arrivati? Qualcuno lo informi.
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Agricoltore
#1 Agricoltore 2019-03-26 22:18
Sbaglia e non è informato. In Comune sono arrivati 4 nuovi dipendenti. Forse era disattento.
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