Domenica 20 Ottobre 2019
   
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Angelo Orlandi: la mia esperienza è a servizio di tutta Turi

Angelo Orlandi

Angelo Orlandi, stimato imprenditore turese, ha accettato di rispondere alle nostre domande, consegnandoci una lettura critica dell’attuale scenario politico. Dal listone di centrodestra, che rischia di commettere l’errore di unire “candidati incompatibili per diversità di ideali o, magari, ideologie”, alla sinistra tureseche, al pari di quella nazionale, “è solita lavare i panni sporchi in piazza, autolesionandosi”.

Infine, non escludendo un suo impegno diretto, Orlandi si sofferma sui punti di forza e sulle criticità del nostro paese, che guarda dalla doppia prospettiva di cittadino e imprenditore.

 

Quale ritiene sia stato l'errore dell'amministrazione Coppi da non ripetere in futuro?

«Ritengo che prima ancora di parlare di errori nella fase amministrativa, sia doveroso parlare di inconcepibili errori compiuti nella formazione di un gruppo eccessivamente eterogeneo, non solo nelle differenze ideologiche e di percorso formativo, sociale e professionale ma, soprattutto, composto da elementi diversi nelle aspettative e negli obiettivi da raggiungere, spaziando tra la prima occupazione lavorativa ed un comodo avvicinamento alla età pensionabile. Pertanto, a mio parere, chiunque non sarebbe riuscito ad amministrare bene».

 

Per questa tornata elettorale si sta lavorando a "listone", che spazierebbe dal centro alla destra. La sua opinione?

«Se listone è sinonimo di “tutti insieme spudoratamente”, consentitemi di essere in profondo disaccordo. Le voci di piazza fanno pensare a nulla di nuovo nelle persone e negli obiettivi.Ovviamente il mio giudizio si limita ad una analisi in chiave politica-amministrativa, mai personale.

Dopo il fallimento dell’amministrazione Coppi, mi auguro che nell’area di centrodestra, l’unica di cui si sente già parlare, non si commetta l’errore di creare una lista di candidati incompatibili per diversità di ideali o, magari, ideologie. Mi permetto di affermare che, in questo momento storico, dovremmo mettere al centro del pensiero politico soprattutto la coerenza. Mi riesce difficile stimare chiunque tradisca i propri ideali pur di salire sul carro che si presume vincitore».

 

A suo parere, quali prospettive ci sono invece per il centrosinistra?

«Qui il gioco si fa duro! Dopo la disfatta della scorsa amministrazione potrà risultare severamente difficile convincere i cittadini a dare di nuovo consenso alla “gente” di Sinistra.

La Sinistra turese, alla pari con quella nazionale, è solita lavare i panni sporchi in piazza, autolesionandosi. Negli anni scorsi, abbiamo assistito ai continui diverbi tra i rappresentanti del PD e quelli della Sinistra più estrema. Eppure sembrava che si fossero tanto amati durante la campagna elettorale! Sono stati tutti bravi a farcelo credere, ma soltanto un miracolo avrebbe potuto tenere insieme persone che, pur di vincere, avevano ingoiato troppa diversità.

Mi auguro che l’esperienza negativa abbia fatto rigenerare il Partito democratico di Turi che,a mio parere, dovrebbe ritrovare la sua identità più vera e profonda senza dover ricorrere ad alleanze incoerenti e deleterie. Sbagliare è umano, perseverare...è da stupidi!».

 

Tutti parlano di rinnovare la classe dirigente. Quanto spazio hanno realmente i giovani nella politica turese?

«Ovviamente i giovani sono e saranno sempre una risorsa da valorizzare, non da sfruttare. Sono sempre stato convinto che la politica non debba essere una professione, ognuno di noi dovrebbe sviluppare una propria identità lavorativa che lo gratifichi e, allo stesso tempo, sia un valore aggiunto per la società tutta. I giovani devono pensare prima di tutto ad affermarsi nel loro lavoro, professione o percorso di studi che dir si voglia. Solo successivamente dovrebbero intraprendere un percorso politico-amministrativo finalizzato a relazionarsi con il proprio territorio.

La politica deve essere un completamento e un’estensione del ruolo che si ha nella società, non dovrebbe mai essere intesa come fonte di sostentamento. La politica è impegno gratuito e dovrebbe sempre prescindere dal proprio lavoro.

Noi adulti abbiamo tanto bisogno della creatività, dell'intraprendenza e onestà intellettuale dei nostri giovani».

 

Da cittadino e imprenditore, quali pensa siano i "punti deboli" di Turi?

«Le esigenze del cittadino non sempre coincidono con quelle del titolare di un’azienda. Meriterebbero un apposito spazio. Tutto sommato i cittadini di Turi, nativi o immigrati, non chiedono tantissimo ma soltanto di risolvere i problemi ordinari ovvero quelli che migliorerebbero la qualità della vita di ognuno. Il senso del rispetto e della dignità dovrebbero essere le linee guida di una attenta Amministrazione. Garantire ai ragazzi e bambini che crescono ed agli anziani che si accingono a compiere il loro ultimo pezzo di strada, una città vivibile, pulita e sicura.

Per gli imprenditori la risposta è più complessa. Partirei dalla constatazione che Turi non ha nessuna risorsa strutturale e quindi performante per tutto l’anno.Potrei citare tanti esempi comparandoci con le città a noi limitrofe. Non abbiamo nulla che ci identifichi per tutto l’arco dell’anno dando la percezione a coloro che potrebbero prenderci in seria considerazione che valga la pena visitarci, trasferirsi o meglio ancora investire nel nostro territorio. Manca, a noi turesi, la voglia di programmare nel medio termine e si vede».

 

Su cosa si può invece lavorare per rilanciare lo sviluppo del paese?

«Ovviamente mi aggancio a quanto esposto in precedenza. Intanto partirei non da una mia idea ma da proposte che arriverebbero dai turesi trovando il modo di consultarci responsabilizzandoci. Nessuna amministrazione della durata di 5 anni potrà portare a termine qualsivoglia progetto di rilancio, pertanto abbiamo sicuramente il dovere civico e sociale di controvertere l’andamento apatico che ci caratterizza da diversi lustri ovvero di implementare un processo di largo respiro che nel medio termine dia a Turi una connotazione degna del nostro passato e che guardi soprattutto al futuro nostro e dei nostri figli con serenità».

 

Le caratteristiche della "squadra di governo" ideale?

«Non esiste una squadra ideale in nessun contesto per il semplice motivo che le persone cambiano sia fisiologicamente che a seconda dei contesti ove operano. Premesso che "il potere logora l’uomo” non è solo un luogo comune, direi che è sicuramente importante partire da una squadra coesa negli obiettivi da raggiungere oltre che nelle metodologie da adottare. Ovviamente nel work in progress che devono affrontare ci saranno mille difficoltà. Queste si potranno superare soltanto rimanendo coesi e mettendo al centro del lavoro il nostro territorio senza se e senza ma. Di prime donne, anzi, di protagonisti uomini ne abbiamo visti fin troppi. Per concludere non è più tempo dei posti fissi da elargire agli amici e parenti o delle pratiche clientelari. Il divario tra noi e le comunità Smart è troppo largo e se non facciamo qualcosa diverrà incolmabile».

 

Sarebbe disponibile a candidarsi in prima persona?

«Preferirei non rispondere a questa domanda. In ogni caso credo di averlo parzialmente già fatto. Sicuramente la mia esperienza è a disposizione di tutti coloro che con grande onestà intellettuale mi consulteranno e se potrò dare il mio contributo lo farò molto volentieri. Piuttosto approfitto del vostro spazio per invitare tutti i cittadini a manifestare il loro disagio ma nello stesso tempo a mettersi a disposizione della comunità, ognuno come può. É necessario un ricambio generazionale non solo anagrafico ma soprattutto sociale e culturale tra il vecchio ed il nuovo. Ad oggi purtroppo non riesco ad intravederlo».

 

Se fosse sindaco quale squadra vorrebbe al suo fianco?

«In una realtà virtuale gradirei essere circondato di persone più intelligenti di me, con un percorso professionale e sociale già comprovato e anagraficamente eterogenei, ma tassativamente con le quota rosa molto presenti. “Il futuro è donna” non è solo il titolo di un saggio che ho letto molto volentieri ma un concetto nel quale credo in modo particolare. Il loro senso di appartenenza è spiccatamente più lungimirante. Auguri a tutti noi».

Commenti  

 
Turesedop.
#3 Turesedop. 2019-03-21 17:59
Ma è così difficile esporre un programma elettorale schietto e chiaro, ci nascondiamo dietro paroloni, ma la sostanza dov è.
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Dr korbik
#2 Dr korbik 2019-03-21 16:08
Mi sono dimenticato di dire che non ho nulla contro Orlandi,forse sono un po troppo sarcastico quando commento.
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Mino Miale
#1 Mino Miale 2019-03-21 15:44
"... è necessario un ricambio generazionale non solo anagrafico ma soprattutto sociale e culturale tra il vecchio e il nuovo..." ma non è una regola tipicamente turese, SPERIAMO ! :-)
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