Lunedì 18 Febbraio 2019
   
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I cinque punti di "Impegno per Turi"

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Vito Lenato: "Abbiamo le idee chiare su cosa fare e su chi aderirà al nostro progetto"

70x100_lista completa«Impegno per Turi ha come caposaldo fare politica per il bene collettivo e non per interesse personale, familiare o peggio professionale. Dunque non perseguendo secondi fini, abbiamo le idee chiare su cosa fare e su chi debba arruolarsi in questo progetto». Vito Lenato, fondatore di Impegno per Turi e portavoce pro tempore, annuncia il ritorno di Impegno per Turi sulla scena politica.

Dopo aver affrontato una fase di ristrutturazione, prossima alla conclusione, il movimento si presenta ai cittadini con cinque punti chiave per ribaltare la "situazione comatosa" in cui è caduto il paese e inserire Turi in un circuito virtuoso, che passi dalla riscoperta dell'orgoglio della "turesità", dalla promozione del territorio e dal recupero della credibilità dell'Istituzione Comune. 

Nell'intervista che Lenato ci ha rilasciato, c'è spazio anche per un'analisi della precedente esperienza amministrativa, guidata da Coppi e conclusasi con il commissariamento. Un'esperienza che Impegno per Turi non rinnega, anzi rivendica con orgoglio: quel progetto politico è riuscito a "soppiantare la vecchia classe dirigente con una nuova, fatta di giovani laureati capaci".

 

Quali sono i referenti attuali di Impegno per Turi?

«Al momento il portavoce sono io ma in via del tutto provvisoria. Insieme ad altri amici sono stato il fondatore di Impegno per Turi e, non volendo che questo movimento si estingua, siamo passati ad una fase di ristrutturazione e di ricambio delle persone che aderiscono al gruppo. Una premessa che mi preme fare è che non sono in alcun modo candidato alle prossime consultazioni elettorali».

 

Avete elaborato un manifesto che parla di "liberare Turi dalla emarginazione del comprensorio". A cosa vi cosa riferite?

«Approfitto della domanda per esporre i cinque punti chiave che costituiranno il "mantra" di questa campagna elettorale.

Il primo punto è ridare vita al nostro paese. Per capovolgere la situazione comatosa di Turi bisogna trovare gente che ami Turi e voglia fare politica per il bene collettivo e non per interesse personale, familiare o peggio professionale.

A seguire, ci impegneremo a far riscoprire ai turesi l'orgoglio della "turesità". Il turese inizia quasi a vergognarsi della propria residenza e questo ci addolora.

 

Cosa intende per "turesità"?

«Turesità vuol dire partecipare attivamente alla vita sociale del proprio paese, non limitandosi a rincorrere solo gli eventi dei paesi limitrofi; vuol dire fare la spesa a Turi, un'abitudine che si sta perdendo, ma anche semplicemente trattenersi con gli amici per le strade cittadine. Non possiamo esprimere il nostro "senso di cittadinanza" solo nei tre giorni della Festa Patronale, dobbiamo ricominciare a vivere Turi quotidianamente».

 

I restanti tre punti di questo "mantra"?

«Il terzo caposaldo è lavorare per inserire Turi, al pari dei paesi limitrofi, nel circuito virtuoso della promozione del territorio. Mentre tutti i paesi si sono lanciati in una competizione per attrarre visitatori, noi abbiamo perso gran parte dei nostri eventi. Ad esempio, la sagra della zampina è nata a Turi poi ce la siamo fatta scappare, ed è solo uno degli eventi che non abbiamo coltivato nel tempo, finendo per impoverire la vivacità del nostro territorio, sottacendone le potenzialità. I Comuni limitrofi sono riusciti a destagionalizzare i flussi turistici fino a gennaio inoltrato, noi non riusciamo neanche a stagionalizzare i mesi di luglio e agosto.

Il quarto obiettivo è ridare credibilità all'Istituzione Comune. Una credibilità che è vincolata all'erogazione dei servizi, che devono essere attinenti e necessari ai cittadini e devono essere forniti rispondendo alle leggi, ai regolamenti comunali e alle consuetudini consolidate.

Infine, riteniamo importante che i cittadini di Turi siano rappresentati da gente credibile, persone che godano della stima da parte dell'opinione pubblica e che abbiamo competenza e umiltà.

 

Un altro vostro slogan è "liberare i turesi dalla rassegnazione".

«Il turese sembra essersi rassegnato a una classe politica che non va incontro alle esigenze dei cittadini. E anche in questo caso gli esempi non mancano. Abbiamo avuto una classe politica che ha reso nullo il valore degli immobili: chiunque voglia vendere una casa non trova né un acquirente né un riscontro all'impegno economico che ha sostenuto per realizzare quell'immobile. Ad oggi si stimano a Turi mille immobili in vendita, il che denota una politica che ha sovrastimato la potenzialità di abitanti che potessero venire ad abitare nel nostro paese. Sicuramente ne sono venuti tantissimi, bisognerebbe chiedersi quanti sono rimasti e quanti desiderano ancora rimanere. Temo che la risposta sia molto pochi».

 

Impegno per Turi è stata l'anima dell'amministrazione Coppi, un progetto che si è concluso con il commissariamento. Cosa non ha funzionato?

«Non solo non recriminiamo questa esperienza, che per noi è stata positiva, ma ce ne facciamo orgoglio perché Impegno per Turi è stato capace di soppiantare la vecchia classe dirigente con una nuova, fatta di giovani laureati capaci. Quanto alle dinamiche che hanno portato alla "caduta dell'amministrazione", mi risulta difficile entrare nel merito perché sono stato in quell'amministrazione solo per pochi giorni. Come ho rivestito il ruolo di assessore alle finanze per circa un mese, poi i detrattori hanno tirato fuori le solite calunnie. A quel punto per onestà intellettuale e per evitare di intralciare il lavoro dell'amministrazione mi sono dimesso da assessore e da consigliere, estraniandomi del tutto».

 

State lavorando a intese con il PD e la sinistra o pensate di guardare altrove?

«Come detto in partenza vogliamo amministrare unicamente nell'interesse del bene collettivo, ragion per cui siamo aperti a condividere il nostro progetto con chiunque abbia il nostro stesso obiettivo. Aggiungo che essendo un movimento non abbiamo organi sovraordinati né gente "alle spalle"; i nostri unici punti di riferimento sono i cittadini di Turi».

FD

Commenti  

 
Zampetta
#3 Zampetta 2019-02-08 17:55
Giusto Elefante! Il dottor Cantadori poi ha dimostrato una tale superiorità etica e professionale che sarà difficile tornate alle vecchie abitudini per noi cittadini. Spero che qualcosa possa rimanere della sua classe.
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gino
#2 gino 2019-02-08 11:05
Invece di liberare voi i turesi, dovrebbero essere i turesi a liberarsi di voi perché chi ci ha portato a queste condizioni è la classe politica degli ultimi 40 anni.
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2019-02-07 21:43
VERGOGNOSO.TORNANO I DISIMPEGNATI Hanno la spudoratezza di ripreesentarsi, e di definire positivo il disastro che proprio loro hanno determinato, consegnando il paese alla vecchia vecchissima deleterissima falsa sinistra di Menino e suoi allievi. Altro che giovani laureati e nuova classe dirigente!
E la cosa più squallida è che ritornano con la stessa camaleontismo dell'altra volta quando, lo ricordiamo bene, giravano da destra a sinistra e da sinistra a destra, in cerca di candidato sindaco; per poi, scaricati da Boccardi, rifugiarsi nella casa della falsa sinistra.
E ricordiamo bene anche il loro laeder e designato candidato sindaco che all'ultimo minuto ebbe il posto e dette forfait.
Ci mancavate solo voi in aggiunta agli altri sette otto autocandidatisi a sindaco.
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