Mercoledì 24 Aprile 2019
   
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Democratici a Congresso

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Un momento per riflettere sulla "disaffezione" al partito, sceso a 31 tessere e privo dell'ala dei Giovani Democratici

Anche il circolo di Turi ha risposto alla chiamata del Partito Democratico per discutere e votare le mozioni dei sei aspiranti alla segreteria nazionale.

Come noto si tratta di Nicola Zingaretti, Maurizio Martina insieme a Matteo Richetti, Francesco Boccia, Dario Corallo, Maria Saladino e il ticket Anna Ascani - Roberto Giachetti. Tre di loro, i più suffragati, il prossimo 3 marzo si affronteranno alle primarie, aperte anche ai simpatizzanti del PD.

Per scremare questa lista, dal 7 al 23 gennaio, i singoli circoli hanno avviato una prima consultazione interna (definita Convenzione), aperta ai tesserati che erano iscritti al partito almeno dal 2017 e che avevano rinnovato la propria adesione nel 2018.

A margine delle votazione, che si sono svolte mercoledì 23 gennaio, abbiamo raccolto i dati dalla segretaria cittadina Domenica Laruccia: «Gli attuali iscritti al PD sono 31 e ho appreso con rammarico che nessun Giovane Democratico ha rinnovato la propria tessera: i giovani sono una grande risorsa per un territorio e non poter contare sul loro entusiasmo, sulle loro idee e sul loro supporto rappresenta una sconfitta per quel territorio».

Venendo all'esito dello scrutinio, le preferenze del circolo turese rispecchiano appieno l'andamento nazionale: «Nel nostro Circolo - precisa Laruccia - ha votato oltre l’80% degli aventi diritto, una buona affluenza che ha dato a Zingaretti il 60% dei voti, a Martina il 28% e a Corallo il 12%».

 

Dario Corallo ospite del circolo turese

Dario Corallo, il più giovane dei candidati alla Segreteria nazionale, ha scelto Turi come tappa finale del suo "tour" tra i comuni pugliesi. «Un regalo che vale più di tutti», come lo ha definito il candidato, poiché ha potuto presentare la sua mozione nel luogo in cui Gramsci, intellettuale al centro della sua tesi di laurea, scrisse i Quaderni dal Carcere.

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«Per il circolo di Turi - commenta Domenica Laruccia - è stato un onore ospitare un candidato nazionale che ha voluto presentare per l’ultima volta la propria mozione. Abbiamo approfittato della sua presenza per analizzare anche con lui, che in questi mesi ha avuto la possibilità di visitare molti circoli e di parlare con la gente in giro per l’Italia, le sorti di un partito che ha dato tanto e molto può ancora dare al nostro paese.

La perdita di una buona parte degli iscritti, a Turi come in tutta Italia, sembra quasi essere fisiologica viste le vicende interne del Partito Democratico di questi ultimi mesi da una parte e, dall’altra l’incertezza di quello che avverrà, di come il prossimo Segretario nazionale riuscirà a tenere insieme tutte le pluralità».

 

Il "dazio" pagato a Coppi

Una perdita fisiologica che, secondo la segretaria cittadina, a Turi si appesantisce del "dazio" che il partito ha dovuto pagare all'amministrazione Coppi: «La disaffezione al Partito Democratico che riscontro a Turi però è duplice: c’è un allontanamento legato al simbolo, a quello che il partito a livello nazionale ha mostrato di sé, tralasciando di evidenziare i risultati raggiunti negli anni di governo; e poi c’è una disaffezione dovuta all’azione dell’ultima amministrazione, una critica questa ribadita più volte che ha portato al non rinnovamento della tessera dell’ex sindaco anziché ad un dialogo che giustamente avrebbe dovuto esserci».

«Con Giuseppe Gravinese - conclude Laruccia - delegato della segreteria provinciale per le amministrative 2019 di Turi, Putignano e Gioia del Colle, abbiamo avviato un dialogo con diverse parti sociali, perché quelle disaffezioni molto spesso si accompagnano alla speranza di poter ritrovare un partito forte, che deve essere a fianco dei più deboli e che deve mettere a disposizione la proprie competenze per ridare dignità ai cittadini. Ed è su quella speranza che le persone, oltre al simbolo, devono operare per tornare a dare al nostro paese una classe dirigente seria e preparata».

Commenti  

 
Angela90
#1 Angela90 2019-02-06 11:39
Ponetevi una domanda cari amici del PD. Chiedetevi perché la gente vorrebbe il Commissario Cantadori e non il ritorno della politica.
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