Lunedì 15 Luglio 2019
   
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"Con i BOC abbiamo risparmiato 1 milione di euro"

L'ex sindaco Nicola De Grisantis

De Grisantis ricostruisce le ragioni della scelta maturata nel 2005

«È stata la più importante misura economico-finanziaria eseguita dal Comune di Turi nell'ultimo quarto di secolo». Così inizia la nostra conversazione con il dott. Vito Nicola De Grisantis, primo cittadino dal 2002 al 2007, artefice della rinegoziazione del debito pubblico turese attraverso l’emissione dei BOC (Buoni Ordinari Comunali).

De Grisantis difende la scelta maturata all'epoca, mostrando le delibere, i bilanci e i dati economici che accompagnarono ogni passo di quella manovra il cui unico obiettivo, come avremo modo di dire in seguito, non era involarsi in uno spregiudicato gioco di alta finanza, bensì estinguere i 48 mutui, contratti con la Cassa Depositi e Prestiti a partire dal 1997 quando il tasso d’interesse era al 7%, e individuare un unico interlocutore che si facesse carico dell'intero debito dell'ente applicando un tasso d'interesse più vantaggioso.

«Un'operazione - marca con orgoglio l'ex sindaco - che finora ha attirato l'attenzione di ben quattro giovani turesi, i quali hanno deciso di centrare la propria tesi di laurea proprio sulla misura da noi adottata».

 

Bilancio in stallo

Utilizzando la documentazione fornita da De Grisantis, abbiamo modo di inquadrare la situazione finanziaria del Comune di Turi all'inizio degli anni 2000, schiacciata da debiti pregressi i cui interessi passivi azzeravano ogni possibilità di avere liquidità di cassa.

Due dati sono emblematici per fotografare la difficile congiuntura: sei mesi dopo l'insediamento, avvenuto nel giugno 2002, la giunta De Grisantis fu obbligata a riconoscere una serie di debiti fuori bilancio, rivenienti dalle passate amministrazioni, per circa 405 mila euro. In seconda battuta, quando nel 2004 si ha la necessità di eseguire alcuni lavori urgenti sugli edifici scolastici, non ci sono risorse; tanto è vero che per coprire il costo di quelle opere, che si aggirava intorno ai 21mila euro, il Comune è costretto a contrarre tre mutui da 7.500 euro ciascuno. «Roba da non avere lacrime per piangere» - commenta De Grisantis.

Per uscire da questo impasse, la giunta De Grisantis analizza la spesa pubblica. Tre sono le macrovoci in cui le risorse turesi si incanalavano: smaltimento rifiuti, costo del personale e rate dei mutui. Sulle prime due non c'è margine d'azione, l'unica opzione utile a reperire liquidità per le spese correnti è agire sugli interessi passivi e sulle rate dei mutui.

E la sponda propizia arriva nel 2004: una legge del Governo Berlusconi invita tutti gli enti locali a rinegoziare i prestiti pregressi concessi a tassi più alti; promettendo di varare una misura in cui si sarebbe prevista la restituzione ai Comuni di una parte degli interessi già pagati; promessa poi non mantenuta.

 

La scelta del tasso variabile

Sfruttando la norma introdotta da Berlusconi, si stabilisce di rinegoziare i 48 prestiti che il Comune di Turi aveva contratto con la Cassa Depositi e Prestiti; un totale di circa 6milioni e 300mila euro che stavamo restituendo con un tasso d'interesse medio del 6%.

Il primo interlocutore per la rinegoziazione è proprio la Cassa Depositi e Prestiti, la quale tuttavia propone un tasso fisso del 5%. A fronte dei circa 700mila euro di penale che avremmo pagato per l'estinzione anticipata, l'operazione sarebbe stata di scarso impatto per le finanze dell'ente. Ecco perché si decide di emanare un avviso pubblico rivolto a tutte le banche private e si opta per il famoso tasso variabile.

«Due le motivazioni che spingono verso questa opzione. La prima - argomenta De Grisantis - è la convenienza dettata dalla congiuntura storica: scegliere di rinegoziare i mutui con il tasso variabile, ci permise di abbattere la percentuale degli interessi dal 5% al 2%. In secondo luogo, la rinegoziazione era il primo tassello di un progetto di più ampio respiro, che mirava ad azzerare il debito pubblico turese. Difatti, nel 2006, licenziammo una delibera di Consiglio comunale in cui si approvava il regolamento per l'alienazione dei beni immobili comunali. La nostra intenzione era vendere l'ex Cinema Zaccheo, l'ex Ospedale di via Conversano e altri ruderi che costituivano un inutile fardello per le casse dell'ente. Con il ricavato di queste alienazioni avremmo abbattuto i prestiti in corso, risanando la situazione finanziaria di Turi».

 

Abbiamo risparmiato un milione di euro

Queste le premesse che portano all'instaurarsi del rapporto con banca OPI (poi Intesa Sanpaolo) che, rispondendo all'avviso pubblico di cui parlavamo prima, redige un'offerta che sposa appieno le esigenze dell'ente. Vengono così estinte le 48 posizioni debitorie con la Cassa Deposito e Prestiti, riassunte in un unico creditore (banca OPI) cui il Comune nell'arco di 20 anni si impegna a restituire circa 7milioni di euro, chiaramente maggiorati del tasso d'interesse variabile.

Tuttavia, la scelta del tasso variabile non viene presa a cuor leggero. Consapevoli dell'alea dei mercati internazionali, per scongiurare il rischio che il tasso potesse lievitare, attestandosi su percentuali insostenibili, la giunta De Grisantis decide di sottoscrivere un'assicurazione (quella che tecnicamente viene chiamata "SWAP Interest Rate" con opzione "collar"). Semplificando, si concorda con la banca OPI che se il tasso d'interesse avesse superato il 6%, il surplus lo avrebbe pagato l'istituto di credito.

Ebbene, da giugno 2005 a settembre 2018, mandati di pagamento alla mano, ad eccezione del 2008, quando si va in perdita di 68mila euro, il tasso variabile si è mantenuto sempre ben al di sotto del 5%, consentendo un'economia in termini di interessi passivi per circa 1milione e 800mila euro. Se si sottrae da questa somma il costo dell'assicurazione (circa 800mila euro) il Comune realizza, comunque, un risparmio netto di 1 milione di euro.

 

Il contenzioso

Come è stato ricordato, le amministrazioni successive, guidate rispettivamente da Vincenzo Gigantelli e Onofrio Resta, ritengono "dannosa" l'operazione effettuata dalla giunta De Grisantis e, dopo un tentativo di mediazione con banca OPI, danno mandato allo studio legale Angiuli per tutelare l'ente da un "presunto raggiro".

L'iter giudiziario, dopo cinque anni di perizie incrociate tra il consulente nominato dal giudice e quelli scelti dal Comune di Turi, ha portato alla sentenza emessa lo scorso 31 dicembre.

«Il dispositivo emanato dal giudice della IV Sezione Civile del tribunale di Bari - tiene a precisare il dott. De Grisantis - ha accertato esclusivamente che il contratto stipulato con la banca OPI deve ritenersi nullo per vizio formale, ovvero per l'assenza della firma del sindaco. Gli 800mila euro che la banca è chiamata a restituire al Comune di Turi sono il corrispettivo delle rate che l'ente ha versato in questi anni per onorare l'assicurazione. A differenza di altre situazioni, impropriamente richiamate, nel nostro caso la magistratura barese non ha ravvisato alcun illecito sostanziale, né tantomeno sono stati rintracciati "elementi tossici" nella manovra».

«In verità - conclude De Grisantis - l’amministrazione della cosa pubblica è troppo seria per essere lasciata nelle mani di venditori di fumo a buon mercato (questo si molto tossico tanto per la verità dei fatti quanto per l’economia di un’azienda pubblica o privata che sia). Quindi, compito dell’amministratore, premessa la considerazione che la prima entrata è il risparmio e non la continua tassazione, deve essere quello di ridurre la spesa pubblica e tra questa il debito pubblico locale o nazionale che sia. E questo è quello che è stato fatto».

FD

Commenti  

 
turese2
#3 turese2 2019-01-24 16:26
Se le cose stanno così il gioco è già bell'e fatto. Basterebbe rieleggere il dott De Grisantis ed il risparmio è assicurato. FORZA TURESI, fatevi un esame di coscienza....
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B.Elefante
#2 B.Elefante 2019-01-22 22:59
I CONTI NON TORNANO
Da dove provenga questo risparmio di 1 milione di euro nel discorso dell'ex sindaco non è affatto comprensibile:
Quel che si comprende è che ci siamo tolti 48 debiti con tasso ridotto al 5% e ci siamo creati un debito per ulteriori 20 anni con una banca a tasso incerto perchè variabile, e che per avventura fortunatamente finora è rimasto basso.
MA i debiti che ci siamo tolti De Grisantis non dice quale scadenza avevano; scadenza che per molti di essi era prossima; vale a dire che se, ad esempio, un debito scadeva a distanza di tre anni avremmo pagato 3 volte il 5%, mentre estinguendolo usando il nuovo prestito ricevuto della banca e indebitandoci quindi con la banca
per 20 anni, abbiamo pagato non il 5 ma il 2, ma per 20 anni...! Per cui 3 per 5(vecchio prestito con la cassa DD.PP.) fa 15, ma 2 per 20(nuovo prestito con la banca) fa 40!
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B.Elefante
#1 B.Elefante 2019-01-22 22:44
Ma da dove provenga questo risparmio di 1 milione di euro nel discorso dell'ex sindaco non è affatto comprensibile....Ci siamo tolti i debiti con la cassa DD:PP:indebitati pe alri 20 anni fcendo un prestito con la banca e liquidando subito
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