Mercoledì 16 Gennaio 2019
   
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Con Pasquale Del Re per “Servire Turi”

Pasquale Del Re

Un nuovo Orientamento politico-culturale per Turi. Motivazioni e obiettivi con il suo ideatore

Siamo alla vigilia del Natale, ma in alcuni ambienti non si respira aria di festa. Ci si incontra e si discute; si tirano le somme e si osserva; si analizza e ci si confronta. Si mettono a nudo delle idee. Si fanno proposte e si cerca di rimboccarsi le maniche per comprendere come e cosa cambiare. Come agire.

È con questa prospettiva e con questo intento che in sordina si stanno componendo le fila di un nuovo Orientamento politico-culturale “Servire Turi”. È Pasquale Del Re il turese che abbiamo incontrato, un cittadino conosciuto a molti per le sue attività teatrali e il suo caleidoscopio sulla realtà turese. Una realtà che sta cambiando, una società che sta conoscendo delle variazioni e che a volte risponde in maniera disarmonica alle necessità che il tempo impone. “Turi sta male! Turi non è in salute! I nostri giovani stanno male! Le nostre famiglie stanno male.”

È con queste parole che anticipa la sua riflessione il dott. Pasquale Del Re. “Resta il fatto che Turi sta vivendo un periodo difficile della sua storia recente! È da un bel po’ di tempo che la osservo, la sento e mi nutro, mio malgrado, del suo malessere. In tutta onestà non ho mai visto Turi così in sofferenza e ne sono seriamente molto preoccupato! A volte ho la sensazione di vivere in un paese in preda all’anarchia. Il disordine impera! Ognuno fa quello che vuole o che ritiene più opportuno superando, a proprio piacimento, regole e principi di convivenza civile. La confusione si taglia come il burro ed, in questo clima, non solo è complicato orientarsi, ma lo è ancor di più, avventurarsi in analisi frivole e banali. Diventa impresa, nonostante le tante certezze, e ce ne sono, intravedere punti di riferimento seri e autorevoli, capaci di motivare la gente garantendone benessere, ordine e sicurezza. Non c’è solo deserto esteriore ma anche, ed è più pericoloso, un deserto interiore. Siamo in un momento difficile, di grossa incapacità a comunicare e stare nelle relazioni. In qualche modo mi sento responsabile anch’io!”.

È un turese deluso quello che sta parlando. È un sociologo, un attento osservatore della nostra comunità che nonostante gli innumerevoli dubbi e le difficoltà, si è fatto promotore della volontà di non indossare alcun colore politico, di non vestire bandiere o inseguire miti, ma di mettersi a disposizione, con una squadra che in questi giorni sta lavorando, di Turi. Ecco che da questa idea nasce “Servire Turi” per servire Tutti.

“TURI sta cambiando! Questo è un fatto e l’unico dato certo! L’idea di fondo di questa mia iniziativa, pensata qualche annetto fa, è quella di scuotere, di dare movimento, vitalità ad un paese che anche i giornali locali hanno più volte definito ‘dormitorio’. Sappiamo tutti che da diversi anni a Turi è in atto un processo migratorio non indifferente e un aumento esponenziale di abitazioni. Una Turi che sta cambiando corpo, si sta ingrassando, ma a cui, però, bisogna darle un vestito nuovo, adeguato al corpo. È necessario a questo punto ridisegnare il territorio, avvicinare le persone e collegare le periferie per permettere a tutti di entrare in relazione, socializzare e appropriarsi del luogo in cui hanno deciso di stabilirsi, vivere. Come? Integrando il vecchio (le tradizioni) con il nuovo (il flusso migratorio in atto). Includere le diverse identità in un unico contesto all'interno del quale ci sia tolleranza, ascolto attivo, empatia e cura”.

“Il fatto grave è che i passati amministratori hanno dimenticato la cosa più importante: insieme alle case, è fondamentale costruire Servizi. Pertanto, è indispensabile offrire ai Turesi e ai tanti Nuovi turesi, che hanno deciso di trasferirsi nella nostra terra, non un Posto Letto ma Servizi. Turi c’è e va vissuta”! - tuona Del Re nel suo discorso. Ma se su questo punto pareva di aver toccato l’apice dei problemi, è su un’altra questione che punta il dito il coordinatore dei lavori. “Succede spesso, che i nostri Giovani appaiono sempre più sfiduciati e poco motivati alla vita, al lavoro, alla possibilità di mettere su famiglia. Amare la vita è un percorso che parte dall’anima e dalla voglia di godere delle proprie capacità vedendole concretizzarsi. E allora, diventa quasi indispensabile e opportuno, fare in modo che soprattutto i sogni diventino risorsa, abilità creativa per lo sviluppo socio-culturale ed economico di una comunità. Semplicemente osservando e imparando ad attingere dall’offerta del proprio territorio”.

“Ritengo sia giunto il momento di intervenire direttamente, di scuotere energicamente questo paese, di portare alla consapevolezza di tutti che il primo cambiamento inizia dalla testa; che qualsiasi amministrazione ha come compito principale quello di orientare una comunità; che qualsiasi amministrazione futura è destinata a fallire se “le arterie non pompano sangue”. E le arterie sono rappresentate da tutte quelle persone che non vogliono lasciare morire, lentamente e irreversibilmente la nostra bella Turi, i nostri sogni. Le nuove generazioni non hanno un grande futuro davanti, se Tutti noi, più grandi, non impariamo a rispettarci e a riconoscere l’altro come una risorsa, come ricchezza e non come un ostacola da abbattere!”

“C’è bisogno - conclude - di gente che Sogna, di sognatori, di gente Passionale, che vuole rimodellare Turi, di gente speciale, che vuole voltare pagina per ridare dignità al nostro paese”.

È al suo fianco che si muove già una bella fetta di cittadini che hanno voglia di dare nuova linfa, professionalità e intraprendenza al paese. “Per troppo tempo ho ingoiato bocconi amari!”- conclude.

E noi auguriamo al dottor Pasquale Del Re e alla sua squadra di continuare a lavorare e arrivare con forza, passione e determinazione al prossimo appuntamento elettorale di maggio.

C.D.

Commenti  

 
Mirella
#9 Mirella 2019-01-11 12:48
Ha ragione Pietro, grazie al commissariamento del comune si sono fatte cose che altrimenti sarebbero state impensabili. Merito di un grande commissario, indubbiamente. Poi chi vede soli le buche vuol dire che guarda solo a terra.
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Mino Miale
#8 Mino Miale 2019-01-09 21:25
Un dato di fatto sembra ... Ora... Metterci tutti connessi su un dato di fatto, Turi si fa sempre peggio paesello dormitorio. I giovani lo sanno, ben consci che non saranno loro a dare soluzioni vincenti... POLITICAmente... Gli ultimi giovani che ci hanno amministrato, infatti devono probabilmente farsi autocritica, magari aprendo un dibattito pubblico con Pasquale Sociologo, prima che possibile CANDIDATO SINDACO. All appello mancano un paio di generazioni politiche cittadine, responsabili di questo degrado purtroppo evidente.
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Mino Miale
#7 Mino Miale 2019-01-09 20:52
o 8) Sembrano non proprio ATTUALI le analisi sociologiche esposte, ma se ora siamo convinti di vivacchiare in un paese Dormitorio... La soluzione non la potranno dare i giovani, li abbiamo giammai votati... Ultimamente...
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x Pasquale
#6 x Pasquale 2019-01-07 14:05
quanta confusione, un minestrone di idee.! Chi non ha mai elencato, in passato, tanti buoni PROPOSITI? Chi non si è mai riempito la bocca con la CULTURA? Chi non ha scaricato poi le responsabilità degli insuccessi sull'ignoranza latente e sulla DISTANZA delle istituzioni, a salire, sino al governo centrale ed all'Europa.!?!?
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domanda..
#5 domanda.. 2019-01-07 13:34
Pietro..scusa tu in che strada abiti?? (non per scoprire chi sei..ovviamente..ma), per percorrere eventualmente si trovi sul mio tragitto quotidiano UNA STRADA SENZA BUCHE e con qualche straccio di segnaletica orizzontale.!
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Mirella
#4 Mirella 2019-01-07 12:04
Sono state fatte piú cose in sei mesi di commissario che nei sei anni precedenti
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Pietro. Turi
#3 Pietro. Turi 2019-01-04 20:58
Mi sembrano discorsi stantii e non rispondenti all'oggi. La veritá è che da quando abbiamo il commissario si fanno le cose piú incredibili, ad esempio una foresteria modello, si raddoppiano i visitatori e gli affari per la sagra della ciliegia, si rifanno le strade e il corso principale, si riapre il bagno pubblico, si fanno assunzioni in comune, si affronta un giubileo in maniera impeccabile ecc ecc. Basterebbe proseguire su questa strada
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Gimmyx
#2 Gimmyx 2019-01-04 09:27
Il paese è chiuso partendo dalla mentalità a forma di gruppo.Incominciate con l'eliminare i cosiddetti locali,fatiscenti abitazioni notturne è non, dove i ragazzi si racchiudono rinchiunendosi , (COSA FANNO DI BUONO?) ,le lagne di un paese non vissuto,non vanno bene se i genitori per prima permettono di rinchiudere i propri figli senza controllo..in altri paesi negli anni 70/80 furono chiusi dalle autorità locali..direi intelligentemente..perché es.Conversano è piena di giovani in paese? Non ci sono locali..TANTI GIOVANI A TURI MA TANTO UGNORANZA.
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elettore
#1 elettore 2019-01-03 17:52
paolo tundo lo vedrei bene.
forza
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