Lunedì 17 Giugno 2019
   
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"Incontro Boccardi, Resta e Topputi? Non mi risulta!"

PAOLO TUNDO

Intervista a Paolo Tundo che conferma l'unità di Forza Italia

«Piuttosto che seguire le beghe interne ai partiti, gli elettori vogliono sapere cosa la coalizione si impegna a fare e da chi sarà rappresentata». Paolo Tundo va dritto al punto e, nell'intervista che ci ha rilasciato, oltre a smentire le voci dell'incontro tra Michele Boccardi e Onofrio Resta, chiede agli alleati responsabilità e tempi certi, indicando gennaio come il mese in cui tutti i nodi del programma e del candidato sindaco dovranno essere sciolti.

In un momento in cui ogni giorno si fa il nome di un nuovo aspirante sindaco, Tundo richiama tutti alla concretezza: «Chiunque guiderà la prossima amministrazione dovrà essere disposto a sacrificarsi per i prossimi cinque anni, lavorando a tempo pieno e mettendo in secondo piano affetti e ambizioni personali ».

 

Era a conoscenza dell'incontro tra Boccardi, Resta e Topputi?

«Sono rimasto perplesso quando ho appreso dal vostro giornale la notizia di questo incontro. Per comprendere la situazione, ho chiamato Michele Boccardi che mi ha assicurato di non aver avuto nessun dialogo con alcuna forza politica.

La voce messa in giro da qualcuno, evidentemente, voleva far intendere che Forza Italia fosse divisa al suo interno. In realtà non è così: con Michele Boccardi c'è l'intesa a lavorare insieme in qualsiasi scenario si verrà a creare in base ai futuri accordi politici. Inoltre, sia Boccardi che il coordinatore regionale D'Attis mi hanno dato pieno mandato a gestire le trattative elettorali a nome del partito».

 

Ritiene possibile un percorso comune con la lista civica di Fabio Topputi?

«Al momento, condividendo le indicazioni della segreteria provinciale e regionale di Forza Italia, abbiamo deciso di partire dal confronto con le due forze politiche di centrodestra (Lega e Fratelli d'Italia) per poi allargare la coalizione ad altri soggetti politici, associazioni e membri della società civile. Parlare di una possibile intesa con la lista di Fabio Topputi, come con qualsiasi altra formazione, è prematuro: andrà prima strutturata una solida piattaforma programmatica e poi si potrà valutare e coinvolgere chi ha un reale interesse a convergere sul nostro percorso».

 

A proposito del tavolo di centrodestra, come sta procedendo?

«Negli ultimi incontri ho, appunto, espresso l'urgenza di definire il programma e chi sarà il candidato sindaco. Sono questi i due punti che interessano i cittadini: piuttosto che seguire le beghe interne ai partiti, gli elettori vogliono sapere cosa la coalizione si impegna a fare e da chi sarà rappresentata».

 

Le linee guida di questo programma?

«Ascolto giornalmente la gente e ci sono tante insoddisfazioni che andranno tenute in considerazione. Sono dell'idea che, nella stesura delle linee guida della coalizione, bisognerà seguire una duplice linea: inserire i provvedimenti qualificanti e urgenti, che abbiamo la certezza di poter sostenere con le risorse di bilancio, e in parallelo inglobare le esigenze generali emerse dalla "politica dell'ascolto", individuando quelle prioritarie e trovando fondi alternativi per realizzarle senza incidere sulle tasse».

 

E per la scelta del candidato sindaco?

«Come detto il nostro compito è identificare una figura che sia in grado di rappresentare tutte le componenti della futura coalizione. Oggi si fanno i nomi di tanti candidati sindaco; immagino che gennaio sarà il mese della concretezza, il momento in cui avremo nomi certi supportati non dalle voci ma dalla forza di un progetto politico. Tuttavia, è importante che si comprenda che chiunque guiderà la prossima amministrazione dovrà essere disposto a sacrificarsi per i prossimi cinque anni, lavorando a tempo pieno e mettendo in secondo piano affetti e ambizioni personali. Ed io, finora, queste persone non le ho viste».

 

Come mai ha preferito non rispondere alla domanda sulle politiche culturali?

«Non sono disponibile a sbilanciarmi su qualsiasi progetto senza essere sicuro delle coperture finanziarie. Per il settore culturale, a mio avviso, ci sono sicuramente tantissime idee e iniziative che potranno essere intraprese a patto di recuperare finanziamenti autonomi, che non sottraggano risorse ai fondi destinati alla viabilità e all'attività sportiva. Questi sono i due punti fermi che per me non sono negoziabili. E non per capriccio: rifare le strade di Turi vuol dire evitare di spendere migliaia di euro - dai 100 ai 150mila euro all'anno - per sostenere i costi dei risarcimenti ai cittadini che si infortunano a causa delle buche presenti ovunque. Rimettere in funzione il campo sportivo comunale, significa ridare forza ad un settore vitale, che tanto può dare al nostro paese, e creare un luogo di sana aggregazione per i nostri ragazzi».

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