Giovedì 21 Marzo 2019
   
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Turi palcoscenico, urbano e sociale, di Gramsci

Mirta Lerede

Mirta Lerede (Rifondazione Comunista): Una rassegna che faccia conoscere il pensatore italiano alle nuove generazioni e a quanta più gente possibile


Un'idea concreta per promuovere la cultura a Turi?

«Noi, Circolo di Rifondazione Comunista Turi, crediamo che sia lungimirante individuare la principale vocazione culturale turese, e quindi massimizzare forze e investimenti in virtù della valorizzazione di quest'ultima, piuttosto che progettare una serie di eventi tangenti a varie sfere, ma privi di prospettive concrete.

Pensiamo fermamente che per ragioni storiche e "affettive" la nostra 'vocazione' artistico/culturale si intrecci con la figura di Antonio Gramsci. Turi potrebbe diventare realmente un riferimento per la prosecuzione degli studi su Gramsci e ospitare eventi e attività che coinvolgono la memoria del filosofo e la sua ideologia completamente attuale. Riproponendo l'idea di un festival, abbinato ad una serie di approfondimenti organizzati con l'Università di Bari e con la Fondazione Gramsci, Turi diverrebbe attrattivo per studiosi provenienti da tutto il mondo.

Non vogliamo però che si pensi alla figura di Gramsci come elitaria e quindi destinata solo a un gruppo di pochi: la nostra mission infatti è quella di far conoscere il filosofo alle nuove generazioni e a quanta più gente possibile. Chiaramente questo obiettivo si realizza attraverso eventi che vanno a incrociarsi inevitabilmente con la musica, il cinema, l'arte, la pedagogia. Gramsci fulcro culturale e Turi suo palcoscenico, urbano e sociale».

 

La "politica dei contributi"

«Come già precisato più volte, è poco corretto parlare di contributi. Se fino a qualche anno fa i Comuni erogavano contributi a pioggia a vantaggio delle associazioni, molte volte prescindendo dalle attività svolte, la normativa attuale prevede che i Comuni possano solo cofinanziare manifestazioni organizzate in collaborazione con associazioni, purché si tratti di "attività istituzionali" che il Comune da solo non riesca ad organizzare (per carenza di personale, scarsità di tempo e altri motivi).

In alcuni Comuni, ma soprattutto nelle grandi città, si procede con un bando, che prevede una serie di requisiti di accesso e l'esistenza di una Commissione giudicatrice, sovente composta da esperti esterni, atta a valutare la bontà delle proposte ed ad assegnare un punteggio. Quando eravamo in Amministrazione abbiamo valutato se standardizzare in questo modo la procedura di scelta delle associazioni per la realizzazione degli eventi (un esempio tra tutti, in occasione della Sagra della Ciliegia). Ci è sembrato, tuttavia, che una scelta di questo tipo avrebbe fortemente rallentato le procedure di selezione, senza considerare che il Comune di Turi non dispone di professionalità in grado di valutare la "bontà artistica" delle proposte. Per questa ragione, abbiamo sempre preferito riunire le associazioni e favorire un accordo a monte, che consentisse la presentazione di una proposta univoca comprensiva della collaborazione di tutte le realtà disposte a cooperare».

 

Spazi pubblici a pagamento?

«Immaginiamo che la domanda parta dalla vicenda che vede coinvolto il Comune di Polignano a Mare, rispetto alla quale siamo molto critici. Riteniamo assurda non solo la circostanza che, non un qualsivoglia bene comune, ma addirittura un centro storico, sia fruibile solo a pagamento, ma soprattutto che tale operazione sia avvenuta in un certo senso "appaltando" il centro storico ad un soggetto privato, con un apparentemente ignoto tipo di ritorno per il Comune.

In linea di principio, non siamo contrari allo svolgimento di manifestazioni a pagamento in spazi pubblici. Si pensi ad uno spettacolo teatrale, o di musica lirica, o ad una rassegna cinematografica: è impensabile che il Comune o gli sponsor, da soli, possano farsi carico di tutta la spesa, così come non sarebbe corretto pretendere da professionisti (che siano attori, musicisti, maestranze, o artisti in genere) di lavorare gratis. Va precisato quindi che un conto è destinare una piazza, per qualche ora, ad un privato che vi organizzi una manifestazione/spettacolo a pagamento, un altro conto è cedere per oltre un mese ad un privato un intero centro storico, pretendendo un lauto pagamento per la sua fruizione».

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